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In Puglia e Basilicata

Il fenomeno

Bari meta eletta di turisti e crocieristi, ma incombe il caro prezzi

Bari è meta d'elezione di turisti e crocieristi, ma incombe il caro prezzi

Bari vecchia invasa di turisti

Per gli stranieri, la città di San Nicola è al settimo posto, superando destinazioni del calibro di Bologna e Cagliari . Secondo i dati Msc, nelle settimane a cavallo di Ferragosto 9.600 passeggeri si imbarcheranno dal porto

06 Agosto 2022

Maria Grazia Rongo

BARI - Nell’estate del 2019, quando la pandemia era solo uno spauracchio da romanzi in vena di catastrofi, la Lonely Planet, la guida turistica più blasonata al mondo, incoronava Bari quale quinta miglior meta europea e invitava i viaggiatori del pianeta a visitare la città.

BOOM Tre anni di Covid hanno poi messo in ginocchio un settore che durante la scorsa estate ha fatto registrare già una netta ripresa e che quest’anno è esploso. Lo testimoniano le migliaia di trolley che vediamo percorrere le strade cittadine da mattina a sera, bar e ristoranti stracolmi, la spiaggia di Pane e Pomodoro che sembra quella di Miami per quante persone ci sono dall’alba al tramonto, gli alberghi e i B&B (anche quelli non ufficiali) presi d’assalto da turisti di tutte le età.

CROCIERE E poi ci sono le crociere, con le grandi navi che arrivano nel porto. Basti pensare che nelle settimane a cavallo di Ferragosto - secondo la stima di Msc Crociere – saranno più di 9.600 i passeggeri che si imbarcheranno a Bari con le navi della compagnia per poi fare la loro esperienza nel Mediterraneo. Numeri molto al di sopra delle aspettative.

SONDAGGI I sondaggi tra l’altro confermano che Bari è tra le dieci mete preferite per i vacanzieri italiani che la scelgono soprattutto per le potenzialità balneari, come sottolinea un’analisi di eDreams (la piattaforma regina delle prenotazioni on line per i voli e le strutture ricettive). Del resto, anche Legambiente ha dichiarato che le acque marine del barese sono pure e cristalline. Per i turisti stranieri Bari è al settimo posto, superando destinazioni del calibro di Bologna e Cagliari. E, dato interessante, gli stranieri non scelgono la nostra città solo perché c’è un bel mare e un’ottima cucina, ma anche perché la ritengono città attrattiva dal punto di vista dell’offerta culturale, per i siti da visitare, Barivecchia, la Basilica di San Nicola, la Cattedrale, il Castello normanno-svevo, il museo archeologico e la pinacoteca metropolitana, il Teatro Margherita con le sue mostre. A Bari si può stazionare, o fare tappa, per visitare Polignano, Alberobello, la Valle d’Itria, dall’altro versante Trani e Castel del Monte, e a poco più di mezz’ora di macchina la vicina Matera.

CONTRALTARE È tutto bellissimo. È il sogno che si realizza. È la luce dopo anni di attraversamento del tunnel. Ma…Eppure c’è un ma. E non è solo quello che può interessare il cittadino barese che se vuole sedersi comodo a cenare in un ristorante ormai lo deve programmare almeno con una settimana d’anticipo perché altrimenti non trova posto da nessuna parte; e nemmeno quello – sempre per il barese (ma la cosa è condivisa con gli abitanti pugliesi dal Gargano al Capo di Leuca) che si è visto raddoppiare – in alcuni casi triplicare – il prezzo della cena o del cornetto al bar -, perché: «È il turismo, bellezza!».

PREZZI ALLE STELLE Il ma grosso come un macigno è arrivato qualche giorno fa da Post Office Travel Money, l’agenzia inglese che ha collocato la Puglia, compresa Bari, tra le dieci mete più care al mondo. E secondo la percezione generale proprio la fama di vacanza dispendiosa ha fatto desistere tanti turisti che pur programmando le vacanze da noi hanno poi scelto destinazioni più economiche. Soprattutto per gli italiani, colpiti dall’aumento dei prezzi di luce, gas, e costretti a farsi i conti in tasca. A questo si aggiunge ancora una volta l’incognita Covid, con i contagi che non accennano a diminuire e che in alcuni casi costringono chi ha prenotato la sua vacanza a disdire anche all’ultimo momento.

DOMANDE Tutto sommato pare che Bari tenga rispetto anche ad altre località pugliesi, dove il calo delle presenze è nettamente superiore (per il Salento si parla addirittura del 20-25 % in meno di presenze), ma quanto durerà tutto questo? Si sta già verificando un cambio di tendenza per cui Bari, da città agognata possa diventare meta da evitare, o solo punto di passaggio come lo è stato per anni, ad esempio, per chi si imbarcava diretto alla molto più economica Grecia?
Lo abbiamo chiesto a esperti del settore che commentano che spiegano alla Gazzetta quello che sta accadendo.

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