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In Puglia e Basilicata

LA NUOVA INFRASTRUTTURA

Dal porto all’A14, la camionale spalancherà la Porta del Levante

Dal porto all’A/14,  la camionale  spalancherà la  Porta del Levante

Una nuova infrastrttura riguarderà il Porto di Bari

Lunga 10,8 chilometri consentirà di collegare la zona di Marisabella all’Autostrada attraverso un nuovo casello tra Bitonto e Bari Nord

04 Agosto 2022

Francesco Petruzzelli

Un nuovo cronoprogramma con tempi certi e una data da cerchiare in rosso: entro il 31 dicembre 2026 l’opera dovrà essere rendicontata ma soprattutto collaudata. Bari attende di spalancare la sua «Porta del Levante». O meglio, la strada Camionale.
arteria L’arteria strategica che permetterà di collegare l’autostrada A14 all’area portuale, smaltendo così i flussi di traffico pesante diretti al mare. Ben 216 milioni sul piatto - finanziati dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, da fondi Cipe e Patto per Bari e ai quali si sono poi aggiunti, a fine 2021, 40 milioni del Pnrr - per immaginare una nuova viabilità.
proroga Una viabilità che abbraccia i punti di maggior interesse commerciale e trasportistico, senza passare dal cuore della città. Grazie a una norma nazionale c’è stata la proroga della prima fase, il completamento della progettazione, la gara e l’aggiudicazione, spostando il termine dal 31 dicembre 2022 al 20 giugno del prossimo anno. Sei mesi in più che il Ministero ha voluto accordare data «la complessità e strategicità dell’opera».

Il traffico merci

Ma come sarà questa strada super veloce per il traffico merci? Lunga 10 chilometri e 800 metri consentirà di collegare il porto (zona Marisabella) all’Autostrada A14 attraverso un nuovo casello tra Bitonto e Bari Nord. Si svilupperà inizialmente (da nord a sud) con una soluzione in trincea, necessaria per superare il lungomare di Bari, via Napoli e il fascio ferroviario di Bari Parco Nord. Si svilupperà con un’intersezione a raso con viale Europa e con l’attraversamento dei suoli delle ex Stanic sino all’intersezione con la tangenziale di Bari (Statale 16) e quindi attraverso la viabilità esistente in zona Asi, in particolare le vie De Blasio e via delle Magnolie. E da qui il collegamento finale con il nuovo casello autostradale.
le opere Diverse le opere previste lungo il tracciato: una prima rotatoria che permetterà il collegamento con l’attuale accesso al porto (Varco della Vittoria e Varco di via Caracciolo); una seconda rotatoria consentirà di proseguire in direzione Palese; una terza invece sarà di connessione diretta alla Statale 16.

Diversi anche i sottopassi: nella zona di viale Europa per la presenza dei binari ferroviari e tra corso Vittorio Veneto, via Napoli e via Caracciolo, per un tratto di lungomare leggermente sollevato. Infine nella zona Asi sarà previsto l’allargamento della viabilità esistente nell’incrocio con viale De Blasio e via delle magnolie attraverso delle complanari.
Ben 82 milioni dell’intero finanziamento saranno invece destinati alle opere per gli accessi all’area portuale. Insomma, un’arteria nevralgica, a quattro corsie di marcia, che in poco tempo connetterà porto, interporto, aeroporto e Statale 16 creando una sorta di percorso interno per lo smistamento di mezzi e merci.

Strategica

«La strategicità della soluzione proposta è riscontrabile a diversi gradi – scrive nella sua relazione illustrativa il responsabile del procedimento e dirigente del settore Pianificazione e Viabilità della Città Metropolitana, Maurizio Montalto -. Il nuovo svincolo sull’asse autostradale capta infatti i flussi che provenendo da nord sono diretti al porto o all’aeroporto. La potenziale funzione di filtro dello svincolo consente di far confluire componenti di traffico pesante sulla viabilità dedicata (Camionale), consentendo accessibilità facilitate ai veicoli leggeri sollevando l’attuale rete urbana da traffici impropri».

Piano Quaroni

Insomma, meno smog e meno intasamenti per le vie del capoluogo. La Camionale era già stata immaginata più di 50 anni fa dal padre del piano regolatore di Bari, l’architetto Ludovico Quaroni, ma solo nel 2001 è stata autorizzata con decreto ministeriale. Nel 2017 il Comune ha poi approvato una convenzione con la Città Metropolitana, diventata in tal modo la vera regia dell’opera in quanto ricadente anche nei territori di Modugno e di Bitonto.

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