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In Puglia e Basilicata

estate torrida

Bari cuoce sulla graticola, schizzano le chiamate d'emergenza al 118

Caldo record a Bari

«Incremento del 15-20%, 1.400 contatti rispetto ai mille al giorno in media»

30 Giugno 2022

Barbara Minafra

BARI - «Stiamo avendo un incremento di chiamate del 15-20%. Abbiamo sfiorato i 1.400 contatti telefonici mentre prima di quest’ondata di caldo particolarmente severa, eravamo intorno alle 1.000 chiamate al giorno». Anna Maria Natola, direttrice della struttura complessa del Sistema Emergenza Urgenza Sanitaria 118 Bari-Bat spiega che sono aumentati anche gli interventi de visu «soprattutto su pazienti anziani, con problematiche cardiologiche e respiratorie, che spesso si muovono nelle ore più calde» nonostante sia sconsigliato.

I dati non sono definitivi e il quadro si completerà nei prossimi giorni ma la tendenza è chiara: più richieste d’intervento al 118. Se in molti casi si risolvono con consigli telefonici, «sono lievemente aumentate le ospedalizzazioni. Alcuni pazienti invece - spiega la direttrice - sono trattati a casa perché spesso si tratta di disidratazioni. Una delle caratteristiche del paziente anziano è che non ha più il senso della sete e quindi assume pochi liquidi ma con temperature così elevate, questo incide molto sul loro equilibrio fisiologico».

Nonostante l’anticipo di caldo rispetto alle medie stagionali, il 118 non è stato colto di sorpresa. «Ci aspettavamo questo trend. L’anno scorso, nelle prime 2-3 settimane di giugno avevamo già registrato come colpi di calore una settantina di pazienti. Quest’anno - dice Natola - avremo un incremento di questo valore». Lo dicono i primi dati: dalle 28 insolazioni/disidratazioni di aprile si è passati alle 38 di maggio e già il 22 giugno se ne registravano 72. Gli over 80 trattati sono il doppio dei pazienti 65-80 anni, che a loro volta sono circa il triplo della fascia 15-64.

L’organizzazione del sistema sanitario sembra funzionare anche sul fronte ospedaliero. «Per il momento, non ci sono grossi problemi correlati al caldo, come in passato». Vito Procacci, direttore di Medicina e Chirurgia di Accettazione e d’Urgenza del Policlinico di Bari, rassicura: il pronto soccorso non è in sovraccarico per le temperature oltre la media. «Forse perché in associazione con il Comune di Bari e l’Ordine dei medici di Bari, dall’inizio del mese stiamo facendo incontri itineranti in tutti i centri per anziani in cui spieghiamo come prevenire i colpi di calore, come difendersi dal caldo ed evitare gli errori più comuni come stare in casa con tutte le finestre chiuse». La medicina del territorio si è mossa d’anticipo e con l’Assessorato alla Città solidale e i servizi sociali ha preparato un calendario che fino a fine luglio porterà medici specialisti nei vari centri per anziani per fare informazione mirata.
Procacci ricorda le regole principali: «È fondamentale evitare di uscire di casa e di esporsi ai raggi diretti del sole durante le ore più calde della giornata, cercando di privilegiare le prime ore del mattino se è necessario uscire. Indossare vestiti leggeri e di colori chiari per non attrarre i raggi solari. Se si ha il condizionatore, non bisogna stare a una temperatura inferiore ai 26 gradi». Per chi non ce l’ha, occorre evitare un errore comune: «Le stanze devono essere ben aerate. Quindi finestre aperte e magari persiane semichiuse e tapparelle abbassate per non far entrare la luce diretta del sole».
Poi fare attenzione all’alimentazione: «Meglio suddividere i pasti e non mangiare piatti pesanti, molto elaborati. Piuttosto mangiare 5 volte al giorno, magari tanta frutta, senza sovraccaricare l’organismo con la digestione». Ovviamente, «la cosa fondamentale è bere tantissima acqua: 2-3 litri ogni giorno».

Gli anziani fanno un po’ fatica a idratarsi, non hanno l’abitudine di riempire tanti bicchieri nel corso della giornata, ma spiega il direttore, «è questo il motivo principale per cui poi gli anziani hanno problemi rispetto al senso della sete, alla sudorazione e alla termodispersione. Bere è essenziale».
Altro elemento che spesso non viene tenuto in considerazione ma che può rivelarsi molto importante, è la socialità degli anziani: «I centri di aggregazione degli anziani sono fondamentali. Il fatto che molti frequentino sin dalle prime ore del mattino questi luoghi, che non solo hanno l’aria condizionata ma che sono punti di incontro, di svago e ricreazione, fa bene. La socializzazione porta benessere».

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