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In Puglia e Basilicata

Operazione gdf

Migranti, falsi contratti per permessi di soggiorno: 10 arresti nel Barese, sequestri per oltre 1mln di euro

Truffa e favoreggiamento immigrazione clandestina: 12 arresti nel Barese

Tra il capoluogo, Mola, Conversano e anche a Fasano. Due in carcere e 8 ai domiciliari

27 Giugno 2022

Redazione online

La guardia di finanza di Mola di Bari sta dando esecuzione a Bari, Mola di Bari, Conversano e Fasano, ad un’ordinanza di misure cautelari nei confronti di 10 persone, di cui due in carcere e 8 ai domiciliari, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, truffa aggravata nei confronti dello Stato e circonvenzione di persone incapaci. Disposti anche sequestri di beni mobili ed immobili per oltre un milione di euro.

Avrebbero fatto sottoscrivere a 453 cittadini extracomunitari, di nazionalità indiana, cingalese, bengalese, pachistana, finti contratti di lavoro, prevalentemente nel settore edile, per fare ottenere loro il permesso di soggiorno. Per questo stratagemma i migranti avrebbero pagato da mille a seimila euro.
Per i reati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e truffa aggravata, i finanzieri hanno arrestato in provincia di Bari dieci persone.
In carcere sono finiti il 49enne Maurizio Pappadopoli, commercialista di Mola di Bari, e il 55enne Tanay Bhattacharajee, responsabile di un centro per l’immigrazione, di nazionalità indiana, accusato di procacciare al professionista le pratiche. Per altri otto sono stati disposti gli arresti domiciliari, tutti imprenditori che si sarebbero prestati a sottoscrivere i finti contratti in cambio di denaro o di promesse di denaro. I fatti contestati risalgono agli anni 2013-2019.

Sono più di 470 gli indagati nell’inchiesta della Procura di Bari, coordinata dal pm Federico Perrone Capano con l’aggiunto Alessio Coccioli, su una presunta associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, che ha portato oggi a dieci arresti. Oltre ai destinatari della misura cautelare, sono indagati in stato di libertà altri sei imprenditori e tutti i 453 falsi lavoratori, nei confronti dei quali saranno ora attivate le procedure di verifica della regolarità dei permessi di soggiorno ottenuti con il presunto raggiro ideato dal commercialista.
Nei confronti degli indagati è stato eseguito anche il sequestro preventivo di beni, denaro sui conti correnti e tre auto, due delle quali del valore di circa 100 mila euro, per complessivi 1,1 milioni di euro. Le somme pagate dai finti lavoratori avrebbero consentito all’organizzazione criminale di accumulare un profitto illecito stimato in 762 mila euro, truffando anche lo Stato con indebite indennità di disoccupazione e di malattia e rimborsi Irpef non spettanti per ulteriori 280 mila euro. L’indagine ha visto la collaborazione con gli ispettori dell’Inps e l’ufficio immigrazione della Questura di Bari.
Nell’indagine è stato accertato anche un presunto episodio di circonvenzione di incapace. Dalle intercettazioni è emerso, infatti, che uno degli imprenditori indagati, con la complicità di alcuni famigliari, avrebbe raggirato una anziana zia facendosi donare il denaro necessario all’acquisto di un’auto di lusso, oggi sottoposta a sequestro.

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