Martedì 28 Giugno 2022 | 17:39

In Puglia e Basilicata

Il caso

Furto in Basilica Bari, sottoposto a fermo 50enne tunisino individuato ieri. Nessuna traccia degli ori di San Nicola

Furto in Basilica Bari, si stringe il cerchio sul presunto autore dello sfregio a San Nicola: accertamenti in corso su un sospettato

Il ladro tradito da un'impronta digitale. Il pm contesta l’aggravante della violazione del luogo di culto

23 Marzo 2022

Redazione online

È in carcere da stanotte un 48enne di nazionalità tunisina, sospettato del furto commesso la notte tra lunedì e martedì nella Basilica di San Nicola. L’uomo, con piccoli precedenti penali per furto, è accusato di furto con scasso aggravato dall’aver violato un luogo di culto. Intorno alle 4 il 48enne, arrivato nella piazza della Basilica in bicicletta, avrebbe divelto una inferriata accanto alla torre campanaria e sarebbe poi entrato in chiesa sfondando una porta laterale in legno. Dalla navata e dalla cripta avrebbe rubato, oltre agli spiccioli delle offerte, un anello in oro, l'evangeliario con le tre sfere d’argento e un medaglione contenente una fiala della sacra manna, strappati dalle mani della statua del santo.

L'uomo è stato identificato a meno di 24 ore dal furto grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza della Basilica. Ieri pomeriggio gli agenti lo hanno trovato in un casolare nel quartiere Japigia dove si stava nascondendo e lo hanno portato in questura per interrogarlo. Nella notte la Procura ha firmato il provvedimento di fermo.

L’oro e gli oggetti sacri rubati a San Nicola potrebbero essere stati rivenduti per poco più di mille euro. È quanto sospettano gli inquirenti della Procura di Bari e gli investigatori della Questura che stanno svolgendo le indagini sul furto avvenuto all’alba di martedì nella Basilica nel cuore della città vecchia di Bari.

L’uomo è stato interrogato per ore ieri pomeriggio dai poliziotti ma non ha voluto fornire indicazioni utili al ritrovamento della refurtiva: oltre agli spiccioli delle offerte, sono stati rubati un anello in oro, l'evangeliario con le tre sfere d’argento e un medaglione contenente una fiala della sacra manna, strappati dalle mani della statua del santo.

Quando gli agenti hanno rintracciato il presunto ladro, nascosto in un casolare nel quartiere Japigia, hanno trovato 83 banconote da 20 e 50 euro per complessivi 1.750 euro. Secondo gli inquirenti «la somma di denaro sequestrata non può che essere riferita alla vendita delle reliquie del Santo».

Nel casolare sono stati sequestrati anche altre oggetti, tra i quali un anello in metallo con scritte cirilliche, probabilmente rubato nello stesso furto, perché «tradizione vuole - si legge nel provvedimento di fermo - che i devoti del Santo Patrono, soprattutto di nazionalità russa, oltre alle offerte lancino nella cripta dei piccoli anelli. In effetti, la cripta è stata forzata e da lì sono stati portati via tanto il denaro lanciato sul pavimento quanto probabilmente gli anelli presenti».

TRADITO DA UN'IMPRONTA DIGITALE - Il personale religioso a servizio della Basilica ha subito dato l’allarme, segnalando il furto alla centrale operativa della Polizia. Gli equipaggi intervenuti sul posto hanno constatato che il malvivente aveva anche forzato alcune cassette per le offerte, asportandone il contenuto. Il personale specializzato della Polizia Scientifica, nel corso del sopralluogo, è riuscito ad individuare un’impronta digitale lasciata dalla mano del ladro. La comparazione dattiloscopica ha consentito, in tempi brevissimi, di associare l’impronta ad un cittadino tunisino di cinquant’anni, senza fissa dimora, con precedenti penali per furto aggravato. L’attenta analisi degli impianti di videosorveglianza ha confermato la corrispondenza antropometrica tra l’individuo introdottosi nottetempo nella Basilica di San Nicola ed il cinquantenne tunisino. 

LE NOTIZIE DI IERI - Si stringe il cerchio attorno al ladro di San Nicola, l’autore del furto sacrilego che all’alba di ieri ha strappato dalle mani del santo di Myra, patrono di Bari, introducendosi nella Basilica nel cuore della città vecchia, un anello in oro, l’evangeliario con le tre sfere d’argento e un medaglione contenente una fiala della sacra manna, oltre a svuotare le cassette delle offerte. I poliziotti della squadra mobile e delle volanti sono sulle sue tracce da ieri, sulla base dell’identikit ricostruito grazie alle immagini estrapolate dalle telecamere della Basilica che lo hanno immortalato. Potrebbe essere un senza fissa dimora, con ogni probabilità non barese. Le indagini sono coordinate dalla pm Angela Maria Morea, che ha aperto un fascicolo per furto con scasso aggravato dall’aver violato un luogo di culto. Oltre ad aver rubato denaro e oggetti sacri, il ladro per entrare in chiesa ha divelto una inferriata, ha sfondato un portone laterale in legno e ha danneggiato le mani della statua di San Nicola.

ACCERTAMENTI IN CORSO UOMO PORTATO IN QUESTURA - La Procura di Bari sta valutando la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza a carico di un 50enne di nazionalità marocchina, sospettato del furto commesso la notte tra lunedì e ieri nella Basilica di San Nicola. Nel colpo sono stati trafugati, oltre agli spiccioli delle offerte, un anello in oro, l’evangeliario con le tre sfere d’argento e un medaglione contenente una fiala della sacra manna, strappati dalle mani della statua del santo. L’uomo, un senza fissa dimora, si trova da ore negli uffici della Questura di Bari dove viene interrogato. È stato trovato dagli agenti delle Volanti nascosto in un casolare nel quartiere Japigia. Lì sono stati trovati anche alcuni elementi utili a ritenerlo l’autore del furto, immortalato dalle telecamere della Basilica. Ancora nessuna traccia, invece, degli oggetti sacri rubati. 

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