Venerdì 20 Settembre 2019 | 00:50

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L'allarme dell'ass. Giannini: «Bari rischia di perdere i fondi per la 16»

L’assessore per i trasporti: «L’allargamento? Creerebbe contenzioso»

Bari, statale 16, restyling e percorso alternativo: stanziati 250 mln

BARI - «Ci sono 250 milioni nell’accordo Stato-Anas. Tutti, compreso il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, condividono la necessità di potenziale le infrastrutture del Sud. Si tratta di una occasione da cogliere per il tratto Bari-Brindisi. C’è il rischio di pedere i fondi»: l’assessore regionale ai lavori pubblici, Giovanni Giannini, è realista nel tracciare lo stato dell’arte sul futuro della Statale 16 che proprio a ridosso di Bari dove il congestionamento fino a Mola ha effetti nefasti sulla sicurezza. E proprio ieri la circolazione nella mattinata ha avuto più di un rallentamento a causa di piccoli tamponamenti (all’altezza di San Giorgio), a riprova della pericolosità insita in una strada che i fine settimana registra il passaggio di centinaia di migliaia di auto (nel 2018 gli incidenti registrati sono stati 209).

«La Regione Puglia - spiega Giannini - ha provato a trovare la condivisione della soluzione. La Statale 16 è la strada con la più alta intensità di traffico di Italia e, insieme alla 275, rappresenta una arteria con alta incidentalità. Si tratta di avere una attenzione particolare per il tratto barese: più fluidità del traffico, efficienza e modernità consentirebbe di avere risultati immediati per turismo ed economia».
Tra i progetti al vaglio di Anas e Ministero ci sono tre opzioni: l’allargamento dell’attuale sede stradale da quattro a sei corsie; una variante che congiunga (16 km) lo svincolo di Japigia con l’uscita Mola-Rutigliano; una bretella (di 17 km) da Mungivacca che si ricongiunga con la 16 a Mola.

La posizione di Giannini è questa: «Il sindaco di Noicattaro, a cui si è accodato il sindaco di Triggiano, pensa che la soluzione possa essere un allargamento. Questa soluzione non è condivisibile sotto diversi aspetti. La città metropolitana e i comuni di Bari e Mola si sono schierati per soluzioni alternative. L’Anas, solo quando si chiarirà il quadro, potrà iniziare al progettazione». Da qui l’auspicio: «Il tentativo di condivisione al momento non è riuscito. Speriamo che a settembre si possa trovare una convergenza superando concezioni rigorosamente campanilistiche ed elettorali, propagandistiche, mirando all’effettivo soddisfacimento del bisogno ella collettività pugliese e italiana».
La tempistica in questo contesto non è da sottovalutare: non incardinare il progetto potrebbe portare alla perdita dei finanziamenti statali: «Se sblocchiamo il quadro - argomenta ancora Giannini - e Anas parte con il progetto. Risolviamo tutto entro il 2021. La speranza è che si riesca a ragionare in maniera serena, equilibrata e imparziale». Sullo sfondo ci sono le resistenze dell’amministrazione grillina di Noicattaro, ma Giannini al riguardo è netto: «La politica non si fa con i particolarismi ma per soddisfare bisogni oggettivamente considerati». Non a caso l’assessore non sostiene il progetto di allargamento:

«L’adeguamento in sede significa chiudere la strada Statale 16 e far viaggiare su una unica carreggiata tutto il flusso di traffico. Chi conosce il delirio attuale con quattro corsie, può immaginare cosa accadrebbe in questa ipotesi. L’unico allargamento possibile sarebbe sul lato monte, e significherebbe demolire distributori, case, attività economiche, generando contenziosi tali da paralizzare il tutto».
Non c’è da perdersi in diatribe sterili e perciò Giannini ha chiare le prossime tappe: «A settembre lavorerò per riprendere la concertazione. La Regione eserciterà le sue prerogative. Chi si opporrà a soluzioni condivise dalla maggioranza si assumerà la responsabilità della perdita del finanziamento e della non realizzazione dell’opera. E dovrà rispondere alla collettività». Basta con la sindrome Nimby («Non nel mio cortile»): «Non è possibile - conclude Giannini - che ogni volta che si affronta un tema rilevante su sicurezza, persone, flussi turistici e commerciali si debba fare i conti con chi difende a parole un territorio che questo progetto non intacca affatto». Tra bollini rossi e ingorghi, il futuro della Statale 16 tra Bari e Mola giocherà una partita cruciale nel mese di settembre.

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