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Bari: si candidano due coniugi rom, del campo di Japigia

I due sono nella lista Bari Bene Comune e vivono nell'unica area autorizzata

Bari: si candidano due coniugi rom, del campo di Japigia

A Roma divampa la violenza dopo l’assegnazione di un alloggio popolare da parte del Comune a una famiglia bosniaca di etnìa rom, da tempo in Italia. A Bari due rom che vivono nel famoso campo di Japigia, si candidano al consiglio comunale.
Dainef e Ligia Tomescu hanno raccontato la loro storia in un video realizzato con il cellulare, proprio nel loro alloggio, presentato agli elettori con gli altri 34 video dei candidati della lista civica di sinistra «Bari Bene Comune» a sostegno di Antonio Decaro. Le loro parole: «Sono Dainef Tomescu, per tutti Daniel. Sono nato in Romania nel 1966. Appartengo alla minoranza Rom. Mi sono trasferito a Bari nel 1999 con mia moglie Ligia e i miei figli per motivi di sopravvivenza economica. Vivo nel campo rom di Bari Japigia del Comune di Bari dal 2005 dove sono responsabile. Ho lavorato in questi anni per sottrarre all’ elemosina i bambini della mia comunità avviandoli all’ istruzione scolastica e per organizzare una forma di lavoro autonomo. Mi Candido al consiglio comunale di Bari per migliorare la condizione rom a partire da Bari che sento mia da tempo».


«Sono Ligia Tomescu, sono nata in Romania e vivo da 20 anni a Bari. Appartengo alla minoranza Rom e abito con la mia famiglia nel campo del Comune di Bari Japigia. Ho conseguito con orgoglio da adulta la licenza media che mi ha permesso di essere apprezzata e di diffondere la cultura rom tra gli studenti della scuola serale. Mi Candido al consiglio comunale di Bari perché sento di appartenere a questa città e desidero impegnarmi per essere al fianco delle tante donne invisibili per un loro  riscatto civile e sociale».


Secondo la rete di volontari che da anni si muove a sostegno della comunità rom di Japigia, «stupore e mutismo negli ambienti della politica barese, hanno suscitato queste candidature senza precedenti nel panorama di una competizione elettorale del capoluogo. Le candidature sono una richiesta di presa di parola di una comunità della minoranza rom in una città del sud, Bari, che dello “straniero” ha fatto il suo simbolo con la venerazione del protettore. Bari è una città dotata degli antidoti antirazzisti e antifascisti, che per le sue caratteristiche culturali di comunità aperta sancita al primo punto dello statuto comunale, ha in sé tutti gli elementi che dovrebbero lasciare spazio alla inclusione di due persone rom in una competizione elettorale».
Le candidature sono sostenute da due volontari impegnati nell’attivismo dei diritti umani, Corsina Depalo, presidente dell’associazione interculturale di volontariato Eugema, e Matteo Magnisi impegnato tra l’altro sul versante dell’inserimento lavorativo dopo aver realizzato nel 2008 la prima cooperativa sociale rom in Puglia «Artezian». «L’autodeterminazione della comunità rom stanziale di Bari Japigia trae origine da un lungo processo di inclusione che trova oggi in Ligia e Daniel Tomescu le persone consapevoli per un percorso di responsabilizzazione civica verso un nuovo progetto di vita e per un futuro migliore a partire dalla condizione abitativa che affermi: il no secco a sgomberi senza soluzioni alternative, il superamento della dimensione del campo con soluzioni diversificate e condivise».

LE OFFESE SUI SOCIAL - Sta scatenando polemiche sui social la notizia della candidatura al Consiglio comunale di Bari di due coniugi di etnia rom, Dainef e Ligia Tomescu, nella lista 'Bari bene Comunè che sostiene il sindaco uscente Antonio Decaro (Pd). Su Facebook la coppia, che appartiene alla comunità Rom del capoluogo pugliese, viene additata da alcuni come "ladri», mentre altri sostengono che «ora potranno scegliere in che casa abitare». Tra i commenti qualcuno scrive che «ora in politica ci sono cani e porci».
In seguito alle offese, questa mattina il coordinamento della lista 'Bari Bene Comune' ha depositato un esposto in Questura per «commenti calunniosi, offensivi, e minacciosi verso la comunità Rom» di Bari. Tali commenti sono «testimonianza - spiega il coordinamento - del clima d’odio razziale diffuso», e "rendono concreti i nostri timori circa l’incolumità dei nostri candidati, nonché della comunità dove essi vivono ed operano».


Nell’esposto si chiede «che vengano assunte le opportune misure a tutela della comunità».
«Candidati e simpatizzanti della lista 'Bari Bene Comune' - conclude la nota del coordinamento - vigileranno e contrasteranno in tutte le forme e in ogni luogo i comportamenti discriminatori, le intimidazioni, i fenomeni di illegalità come il voto di scambio».
«Abbiamo lavorato tanto per avviare i nostri bambini all’istruzione scolastica - hanno detto i coniugi Tomescu presentando la propria candidatura - abbiamo organizzato forme di lavoro autonomo costituendo la prima cooperativa sociale Rom in Puglia: ci candidiamo per migliorare le condizioni di vita della nostra comunità a partire dalla città di Bari, che sentiamo nostra da sempre».

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