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In Puglia e Basilicata

Il caso

Bari, Costa Sud da riqualificare: l’esposto dei veleni

Bari, Costa Sud da riqualificare: l’esposto dei veleni

Presunta incompatibilità tra i membri della commissione giudicatrice

30 Gennaio 2019

Carmela Formicola

BARI - Una tipica storia all’italiana? Vedremo. Il dato di partenza è un esposto genericamente firmato «ARCHITETTI - Ordine Architetti Bari» (cioè anonimo) inviato al presidente dell’Ordine Paolo Maffiola, all’assessore all’Urbanistica Carla Tedesco, all’Autorità nazionale anticorruzione e agli organi di stampa. Nell’oggetto, le «cause di incompatibilità e motivi di esclusione» relativi al concorso internazionale di idee «Bari Costasud», bandito dall’amministrazione comunale e aggiudicato il 20 gennaio scorso.

Il tema è la riqualificazione di una delle porzioni urbane più belle della città, il lungomare cosiddetto di San Giorgio, attualmente in stato di totale abbandono, abitato abusivamente da insediamenti fatiscenti, punteggiato da costruzioni diroccate, oltre tutto dolente scenario del mercato del sesso a cielo aperto. Da tempo si discute sulla resurrezione di quell’area. Nel settembre 2017 Ance, Confindustria, Ordini professionali e Politecnico donano all’amministrazione una sorta di preprogettazione: funzioni, servizi e insediamenti per restituire al lungomare vivibilità, bellezza e ricchezza (che non guasta). Il Comune prende atto del «dono» ma emana comunque un bando di idee internazionale.
Parentesi. Perché un bando di idee che comporta tempi lunghissimi prima che si possa giungere a una vera progettazione esecutiva e dunque ad una cantierizzazione? Possibile che Bari consumi una colpevolissima memoria di affari e cemento tanto da autoinibirsi nuove espansioni? Chiusa parentesi.

Il bando di idee si chiude una decina di giorni fa con la proclamazione del progetto vincitore, quello presentato da Nicolò Privileggio (capogruppo), progettisti Manuel Clasadonte e Stefano Ivaldi, consulenti Marialessandra Secchi e Gabriele Confortola. A questo risultato giunge la commissione incaricata di valutare le 32 proposte, composta da José Maria Ezquiaga, presidente dell’Ordine degli Architetti di Madrid, Arturo Lanzani, professore ordinario al Politecnico di Milano, Simone Monotti, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Terni, Michele Graziadei, componente designato dal Consiglio nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori e Laura Casanova, dirigente tecnico del Comune di Bari.

Su quest’ultimo nome alcuni «architetti» (almeno quelli che firmano l’esposto) hanno qualcosa da dire. L’ingegner Casanova fa parte del consiglio direttivo di In/Arch Puglia. Cosa è In/Arch Puglia? La sezione regionale dell’Istituto nazionale di architettura (fondato nel 1959) che ha per scopo «promuovere e coordinare gli studi sull’architettura, valorizzarne i principi e favorirne l’applicazione “mediante l’incontro delle forze economiche e culturali del Paese che partecipano al processo edilizio” per sollecitare “l’interesse della collettività, cui è destinata la produzione architettonica”».
Del consiglio direttivo di In/ARch Puglia, oltre a Laura Casanova, fanno parte tra gli altri gli architetti Mauro La Notte ed Elena Bruschi i cui nomi tuttavia compaiono nel gruppo secondo classificato del bando. Secondo l’articolo 4 dello stesso bando, quello relativo proprio alle cause di incompatibilità, si legge: «Non possono partecipare al concorso pena l’esclusione... coloro che hanno partecipato alla stesura del bando e dei documenti allegati... e chiunque abbia in corso con loro un rapporto di lavoro o altro rapporto notorio» laddove per «rapporto notorio» si intende «quella situazione di condivisione, anche del medesimo ambiente di lavoro, che abbia dato luogo a una reciproca compenetrazione delle rispettive attività professionali dal punto di vista tecnico-organizzativo».
In altre parole, gli estensori dell’esposto anonimo prefigurano un legame tra Laura Casanova (in commissione giudicatrice) e Mauro La Notte ed Elena Bruschi (del gruppo secondo classificato) da imporre «una necessaria valutazione di merito da parte degli organi competenti». Cosa significa? Che la valutazione potrebbe portare a riformulare la graduatoria finale del bando di idee (magari con l’esclusione del gruppo secondo classificato)? O che addirittura qualcuno potrebbe gridare alla nullità del bando?

Di fatto, pur essendo anonimo, il bando è all’attenzione del presidente dell’Ordine degli Architetti baresi, Paolo Maffiola che ha già convocato un consiglio straordinario per oggi pomeriggio per le «necessarie valutazioni». Da fonti comunali si apprende che lo stesso Maffiola, ieri mattina, ha incontrato d’urgenza l’assessore Carla Tedesco. Anche dalla Ripartizione Urbanistica potrebbero arrivare presto chiarimenti sulla vicenda. 

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