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Disavventura per un barese

Si innamora della escort, lei gli estorce 20mila euro

L'uomo, impiegato 40enne, è stato sedotto, ricattato e abbandonato da una giovane rumena

escort

«Mi sono innamorato di una prostituta, a mia insaputa». La confessione: «Lei mi ha sedotto, credevo fosse sincera. Ha detto di essere arrivata in Italia dalla Romania per fare la badante. Mi ha chiesto di aiutarla, io non ho esitato. La nostra storia è andata avanti per qualche mese. Mi ha nascosto fino all’ultimo di essere una “escort” - racconta l’uomo -. Quando ho scoperto la verità mi è caduto il mondo addosso. A mia insaputa mi ero innamorato di una prostituta». Ma non è tutto. «Le ho detto che ero disposto a perdonarla a condizione che la smettesse con quella vita - aggiunge -. Lei mi ha risposto che non poteva farlo. Quando ho preteso che mi restituisse la somma che le avevo prestato mi ha minacciato e mi ha chiesto altro denaro. Ho dovuto darglielo». Insomma sedotto, ricattato e abbandonato.


È l’epilogo del dramma vissuto da un impiegato barese di 40 anni, truffato dalla prostituta romena che era entrata nella sua vita raccontando una bugia dopo l’altra. E che ne è uscita portandogli via con l’inganno e le minacce tutti i suoi risparmi. Ha raccontato la sua storia e quella di altri sventurati alla sua stregua, in cambio della promessa dell’anonimato.
Cominciamo. L’incontro tra i due è stato deciso dal caso. Stando alla versione dell’uomo, contenuta in una denuncia querela depositata negli uffici della Procura della Repubblica, tutto sarebbe cominciato in un caffetteria del centro. Sguardi ammiccanti, timidi sorrisi e la giovane straniera a raccontare la sua storia di migrante economica. «Ho lasciato i miei anziani genitori per venire qui in cerca di lavoro. Mi hanno aiutato alcune donne del mio paese. Faccio la badante e questa è la mi serata libera». Lui ha creduto di aver trovato l’amore. La prima volta è stato solo per un caffè, la seconda per una passeggiata e un bacio. Una storia all’antica e dopo qualche settimane, la giovane donna ha chiesto aiuto. «Ho già mandato in Romania tutti i miei risparmi e non so cosa altro fare. Puoi aiutarmi tu, non conosco altri a cui chiudere una mano. Ti restituirò tutto». Come tirarsi indietro.


Il primo prestito è stato di poco inferiore ai 3mila euro. Poi sono arrivate somme più consistenti, parte delle quali l’uomo ha personalmente affidato a una agenzia di money transfer. In tutto, alla fine, circa 20 mila euro. Il ménage amoroso è andato avanti fino a quando lui, insospettito da alcuni comportamenti della nuova compagna l’ha pedinata. Ha scoperto che la sedicente badante in realtà era una escort, una prostituta. Svelata la doppia vita della donna, dopo averci pensato e ripensato, le ha fatto una proposta importante: «Lascia questa vita, ricominciano insieme tutto dall’inizio». La risposta lo ha raggelato «Non posso, ho bisogno di molto denaro». La situazione è precipitata, l’uomo, deluso ha chiesto la restituzione delle somme elargite e anche questa volta la risposta lo ha lasciato senza parole.
«Non ti posso restituire nulla», e di fronte alla sue insistenza la donna è passata all’attacco. «Ti sputtano con la tua famiglia - gli ha giurato - ti rovino la vita facendoti perdere anche il lavoro. Dirò che mi hai perseguitata e che sei tu a farmi prostituire». Dopo di che la donna è tornata a chiedere denaro e a minacciare: «Ti mando chi ti può fare molto male». Per difendersi la vittima del ricatto ha denunciato la romena.


«La mia storia non è la sola - ha raccontato alla “Gazzetta” mostrando copia della sua denuncia querela - Non sono un caso isolato. Nella mia odissea ho incontrato altri uomini nella mia condizione, anche se in molti casi sapevano sin dal primo momento che si trattava di donne da marciapiede». All’inizio sono solo clienti che come tanti cercano una esperienza diversa per appagare una propria fantasia e uscire dalla routine. Poi capita che nascano dei legami sentimentali in aggiunta o in sostituzione dell’esperienza puramente fisica. Cliente e prostituta stabiliscono un legame non solo basato sul sesso, ma anche emotivo, in cui la donna continua a chiedere un pagamento per le prestazioni, rimanendo libera di incontrare altri uomini.
E può anche accadere che il cliente rimanga prigioniero di quello strano rapporto quando la prostituta pretende il pagamento di un «vitalizio» minacciando di far giungere notizia di quelle assidue frequentazione clandestine, alla moglie, i figli, alla fidanzata, a parenti e amici dell’affezionato cliente. Un ricatto a luci rosse che termina quando la vittima ha dato completamente fondo ai suoi risparmi.


Storie tutte uguali che lentamente vengono a galla, superando il muro dell’omertà che circonda i postriboli e i marciapiedi baresi battuti dalle prostitute italiane, ma soprattutto straniere, in particolare provenienti dell’Est. Da sud a nord della città, da corso Trieste, a via Giovanni Di Cagno Abbrescia, a via Alfredo Giovine fino allo Stadio San Nicola e alla zona di Santa Caterina, luoghi eletti del sesso a pagamento, queste storie entrano nelle indagini in corso sui fenomeni legati all’induzione e allo sfruttamento della prostituzione.
L’ipotesi che prende corpo con il crescere delle segnalazioni (poche ancora le denunce) è che questi ricatti a luci rosse, siano orditi e pianificati dai criminali che controllano le prostitute. Non capita di rado che siano migranti straniere già colpite da provvedimenti di allontanamento ed espulsione, disposte a sfidare la legge pur di rimanere sulla strada.

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