Giovedì 25 Aprile 2019 | 01:58

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La riflessione

Questa sfuriata dei sindaci un bel regalo per il governo

E’ certo che solo un miracolo poteva fargli aprire la campagna elettorale per le elezioni europee senza muovere un passo

Governo

Non sappiamo quali novene propiziatorie abbia fatto Matteo Salvini durante le feste di Natale. E’ certo che solo un miracolo poteva fargli aprire la campagna elettorale per le elezioni europee senza muovere un passo. Sono i suoi avversari più irriducibili, infatti, ad aver rilanciato in modo clamoroso il problema dell’immigrazione, ormai in bassa stagione. Salvini aveva già vinto la sua battaglia riducendo a 22mila gli sbarchi nel 2018 contro i 119mila del 2017 , limitati anche grazie alla cura Minniti rispetto ai 181mila del 2016. L’attacco di alcuni sindaci è tanto più sorprendente perché il famigerato ‘decreto sicurezza’ si limita ad evitare che il permesso. 

L’attacco di alcuni sindaci è tanto più sorprendente perché il famigerato ‘decreto sicurezza’ si limita ad evitare che il permesso di soggiorno per i richiedenti consenta l’iscrizione anagrafica, pur costituendo documento di riconoscimento. Iscrizione anagrafica significa rilascio della carta d’identità che ha valore decennale. Quale persona di buonsenso – di ogni simpatia politica – può immaginare il rilascio di un documento di permanenza definitiva a persone che in gran parte si vedranno bocciata la richiesta di asilo dalle commissioni territoriali e sarebbero tenute a lasciare il Paese? Ne sanno qualcosa i sindaci di tanti piccoli comuni che si sono visti assegnare grossi centri di accoglienza e che non sono riusciti ad acchiappare gli stranieri ai quali è stato revocato il diritto d’asilo e si sono resi irreperibili con la carta d’identità italiana in mano. La stessa Associazione dei comuni segnalò l’inconveniente senza peraltro insistervi. (I comuni ricevono soldi per gli Sprar, i nuovi centri di accoglienza, e il ministero dell’Interno è stato rimproverato dalla Corte dei conti per non aver messa a gara questo servizio…).

Quello che leggendo e ascoltando le proteste di questi giorni i cittadini non sanno è che il mancato rilascio dell’iscrizione anagrafica non impedisce agli immigrati di ricevere i servizi essenziali: servizio sanitario nazionale, scuola per i figli, accesso al lavoro se dopo sessanta giorni dalla presentazione della domanda di asilo la pratica non si è esaurita. Il dramma sta altrove: su 40mila persone che negli ultimi anni si son visto riconoscere il diritto di asilo, solo 3200 hanno trovato un lavoro. Se le cose stanno così, i diritti costituzionali sembrano perfettamente rispettati.

In autunno chiedemmo a Salvini se con la nuova norma molte decine di migliaia di stranieri sarebbero stati messi sulla strada dalla sera alla mattina in virtù delle nuove norme. Lui lo escluse, anche perché ogni legge vale dal giorno in cui viene approvata (in questo caso il 1 dicembre 2018). Di Maio dapprima si è messo sulla scia del ministro dell’Interno sulla linea dura, poi ieri sera insieme con il premier Conte si è detto disponibile ad ospitare donne e bambini a bordo della Sea Watch ferma al largo di Malta. Scontrandosi duramente con Salvini, ma coprendosi con la sinistra interna. Noi italiani abbiamo il cuore grande, ma poi saranno gli uomini a raggiungere le loro donne in Italia (e questo sarebbe un precedente scivoloso) o le donne a raggiungere gli uomini chissà dove?

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