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In Puglia e Basilicata

IL PERSOONAGGIO DELLA MARCIA

Stano e la voglia mondiale: «L’oro olimpico mi ha dato fiducia»

Stano e la voglia mondiale: «L’oro olimpico mi ha dato fiducia»

L'olimpionico pugliese della marcia Massimo Stano

L’atleta di Palo del Colle ha scelto la distanza più lunga, la 35 km, per la gara di oggi in Oregon: «Vediamo se sono competitivo alla stessa maniera»

24 Luglio 2022

Roberto Longo

Ancora protagonista, questa volta da salvatore della patria. Sulle spalle di Massimo Stano è poggiato il destino della squadra azzurra ai Mondiali di Atletica leggera che si concludono oggi ad Eugene, Oregon - Stati Uniti. Più che sulle sue spalle dovremmo pensare ai suoi piedi esplosivi, capaci di un cambio di passo che in questo momento, nel panorama internazionale del «Tacco&Punta» mondiale, nessuno possiede quanto l’atleta di Palo del Colle, detentore dell’oro olimpico di Tokyo 2020 sulla distanza dei 20 chilometri.
Stano, è consapevole che la Puglia ti seguirà col fiato sospeso e la tua Palo del Colle diventerà, per un giorno il centro del mondo della marcia?
«Si si, so che mi seguiranno tutti sul maxi schermo e sono contento anche perché per una volta il calcio non la farà da padrone».
Lo scorso 1° maggio Alberobello le ha regalato l’ennesimo titolo italiano sulla 20, come mai ha scelto la distanza più difficile?
«Sicuramente la 20 mi si addice ma per il mondiale ho scelto questa nuova distanza per capire se posso essere competitivo come lo sono stato sulla distanza olimpica. Avendo Mondiale ed Europeo nello stesso anno insieme al mio allenatore, Patrick Parcesepe, abbiamo deciso di correre le due distanze nei diversi appuntamenti lasciando all’europeo quella più corta».
L’oro olimpico le ha cambiato sicuramente la vita, ora è protagonista in gara come nella vita di tutti i giorni.
«Sicuramente la vittoria di Tokyo mi ha dato più consapevolezza e mi ha migliorato la vita e rispetto a prima avrò molti più occhi addosso, sarò un osservato speciale».
Quanto sarà difficile sostenere il ruolo di Campione Olimpico?
«Non credo sarà difficile perché gareggeremo su una distanza diversa e le pressioni saranno inferiori ma io darò comunque il massimo e quel che sarà sarà».
Ancora una volta alla marcia toccherà sovvertire un trend che in atletica tante soddisfazioni ha regalato all’Italia e neanche il cambio di distanza, 35 chilometri, quasi il doppio rispetto a Tokyo, sembra spaventare il marciatore barese divenuto il simbolo di una Italia mai doma.
«Una nuova sfida, 15 km in più, cosa vuole che siano? - racconta scherzandoci su Massimo - siamo tranquilli ma voglio capire chi saranno i miei avversari e potrò farlo soltanto in gara perché il nuovo standard non ha proposto molte occasioni di confronto in questo 2022 e so che non potevo mancare a questo appuntamento».
Una distanza inedita per gli specialisti della marcia che ad aprile lo ha visto trionfare all’esordio nella prova di Dudince, in Repubblica Ceca, al termine di una gara che gli esperti definirono perfetta.
«Mi aspetto una gara di attesa nella prima parte e credo che si deciderà, con ogni probabilità negli ultimi 7-10 chilometri, l’equivalente dei 3km finali nella 20».
Nella sua Palo del Colle c’è grande attesa per quello che potrebbe essere un altro giorno da ricordare. Il suo amico di sempre, Vincenzo Trentadue, insieme all’uomo che lo ha scoperto nel sottobosco dell’atletica pugliese quand’era soltanto un ragazzino, Giovanni Zaccheo, con Laboratorio Urbano Rigenera lavorano da giorni per allestire insieme all’amministrazione uno spazio pubblico con tanto di maxi schermo dove seguire la sua gara passo-passo.
«Se riuscirà a rimanere nel gruppone di testa vincerà, nessuno ha il suo cambio di ritmo» - spiega Trentadue - in gara Massimo diventa un animale feroce e non si tira mai indietro quando c’è da soffrire». Le previsioni lasciano sperare in temperature accettabili, alle 6.15 del mattino americano (le 15.15 in Italia) sono previsti 12° e questo potrebbe essere un prezioso alleato per gli atleti in gara. Da Ostia la moglie Fatima si dice serena: «Massimo si è allenato bene, lo sento ogni giorno e mi è parso tranquillo».

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