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Un «volo» di libertà
dopo le cure
all'osservatorio di Bitetto

volo airone cenerino

di RITA SCHENA

Artù fa appena capolino tra i cespugli, poi come le star preferisce evitare i fotografi, Spike invece passeggia lento nel recinto senza negarsi ai flash, intanto proprio accanto due asinelli tengono tutto sotto controllo, un paio di gatte passeggiano tra i vialetti chiedendo coccole, mentre Odette nuota nel laghetto. Artù, Spike e Odette sono solo alcuni degli animali ospitati a Bitetto presso l'Osservatorio faunistico della Regione Puglia: Artù è un giovane cinghiale accolto quando ancora era lattante perché la sua mamma era morta in un incidente stradale, Odette il cigno, di fatto è la mascotte del centro, potrebbe andar via, ma ormai ci vive in pianta stabile, Spike è un fenicottero rosa che non potrà più migrare per un danno permanente ad un'ala.
«In tutto abbiamo oltre 200 esemplari che per un motivo o per un altro non possono più essere rimessi in libertà – spiega Mariella Sinisi la direttrice del centro – ma sono solo la punta di un iceberg. Quest'anno sono transitati nella nostra struttura 2.000 esemplari, prevalentemente uccelli, falchi, poiane, gufi, ghiandaie, per non parlare di ricci, volpi e altri piccoli mammiferi. Solo nel mese di luglio ci sonostati portati 1.000 animali, l'equivalente degli esemplari che abbiamo avuto in cura lo scorso anno».

Un lavoro incredibile a difesa di animali feriti e bisognosi di cure specifiche, garantite anche dalla meravigliosa dedizione dei veterinari del dipartimento di Veterinaria dell'Università di Bari nelle persone del professor Antonio Camarda e Francesco D'Onghia. Grazie al loro impegno e dei tanti volontari e studenti questa estate l'Osservatorio è rimasto aperto praticamente sempre, accogliendo animali in difficoltà che associazioni e privati cittadini trovavano.
«Questo è un centro di assoluta eccellenza – sottolinea Antonio Camarda – questa struttura è forse la più grande d'Italia e svolge un ruolo essenziale per la cura e difesa di animali selvatici, che altrimenti sarebbero condannati».
Una stuttura che va avanti con il sacrificio e la passione di chi ci lavora. I fondi a disposizione pochi, la burocrazia tanta, scarsa l'attenzione politica. L'Osservatorio meriterebbe di più da parte di tutti.

Poi periodicamente ci sono “i giorni di festa”, quando si liberano gli animali ormai guariti. L'altro giorno sono tornati a volare gufi, un airone cenerino, poiane, un gabbiano reale e due volpi, per la gioia di 90 bambini in visita, sei classi di terza elementare dell'Istituto “Antenore Guaccero” di Palo, cuccioli di uomo che sgranano gli occhi dinanzi ad animali mai visti prima.
«Questo è un gufo di palude – spiega Camarda ai piccoli visitatori poco prima di liberare l'animale – è un uccello raro, io stesso non ne vedevo uno da quasi 10 anni».
Gli animali si librano in cielo con voli lenti, l'airone fa anche un giro di ricognizione sul laghetto all'interno del centro quasi a voler memorizzare il posto. Scappano veloci invece le due volpi, aperte le gabbie, si allontanano, anche se c'è chi sussurra: «Secondo me rientrano, l'Osservatorio è un ottimo albergo. Almeno una se la ritrovano fuori dagli uffici».

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