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Torna la musica nei mari di Puglia con «Porto Rubino»: il cast delle 3 tappe, ma non mancano le sorprese

Torna la musica nei mari di Puglia con «Porto Rubino»: il cast delle 3 tappe, ma non mancano le sorprese

foto Clarissa Ceci

Salto di qualità per la quarta edizione della rassegna che per il gran finale a Campomarino di Maruggio vedrà sul palco Benjamin Clementine, Diodato, Drusilla Foer e tanti altri

22 Giugno 2022

Bianca Chiriatti

Cresce l'attesa per la quarta edizione di Porto Rubino, il viaggio in musica tra i mari di Puglia del cantautore Renzo Rubino, appuntamento ormai fisso di ogni estate con un cast d'eccezione, super ospiti a sorpresa e grande attenzione ai temi dell'ambiente e della sostenibilità. Il festival, unico nel suo genere, partirà quest'anno il 10 luglio da Tricase Porto (Le), per approdare poi a Monopoli il 13 luglio e concludersi con la grande festa finale del 17 luglio alla Tonnara di Campomarino di Maruggio (Ta) con una line-up di ospiti anche internazionali. Biglietti ancora disponibili sul circuito Vivaticket.

«Siamo cresciuti molto sotto tutti i punti di vista - racconta Rubino alla «Gazzetta» - a cominciare dal calibro degli ospiti». Vale la pena elencarli tutti: a Tricase Porto il 10 luglio Renzo condividerà il palco con Samuele Bersani, Vasco Brondi, Filippo Graziani e Jolly Mare; il 13 luglio inisieme a lui a Monopoli ci saranno Daniele Silvestri, Malika Ayane, Joan Thiele, Maurizio Carucci (Ex-Otago) e Napoleone; il gran finale di Campomarino di Maruggio vedrà sul palco nientemeno che Benjamin Clementine, Diodato, Drusilla Foer, Lazzaretto, Lorenzo Krugher, Emma Nolde e Gino Castaldo. Ma non basta: «Alcuni ospiti non li abbiamo ancora annunciati - svela il cantautore - arriveranno dal mare a sorpresa. Posso solo dire che a Campomarino sarà con noi una pietra miliare della musica italiana, mentre a Tricase ci raggiungerà uno dei più noti cantautori della nuova generazione. Inoltre, sempre a Campomarino, ci tengo a sottolineare la presenza di Benjamin Clementine, tra i miei artisti preferiti in assoluto. Immaginarlo lì, al tramonto, mi vengono i brividi». 

Un festival che porta la musica nei luoghi insoliti, come la Tonnara nel Tarantino: «È come suonare in un territorio vergine - conferma Rubino - ed essendo una rassegna unica nel suo genere, non si sa mai cosa può succedere. Nella vita, come nel porto e quindi sul palco, tutti i generi convivono, ecco quindi che nel cast ci sono ospiti musicali e non, grandi nomi accanto a esordienti, una miscela bellissima». Senza dimenticare il fine benefico di Porto Rubino, che per questa edizione vuole essere ancora più attivo sui temi della sostenibilità: «Saranno vendute delle t-shirt il cui ricavato andrà a una onlus che si occupa di recuperare la plastica dai mari e dagli oceani: il mare pugliese è meraviglioso ma ci sono tanti lati oscuri, comportamenti non consoni alla bellezza delle nostre terre. Ecco perché già solo parlarne è importante, e anche nei porti comincio a vedere atteggiamenti diversi».

Un appuntamento, quindi, che sta diventando una tradizione per l'estate pugliese: «Se ripenso al primo anno mi viene un senso di tenerezza. Non avevamo idea di come poter realizzare una serie di concerti in barca, io andavo con la mia barchetta nei porti a suonare, eravamo come "buskers del mare", poi durante la pandemia mi sono concentrato tanto sul festival, mi ha dato la possibilità di dare energia a qualcosa che non riguardava principalmente la mia musica ma mi faceva stare bene nonostante stress e chiusure. È stato il mio "Porto Sicuro"». Il «nostro» Porto Rubino.

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