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Festival della Valle d'Itria, barocco e classicismo anime della 47esima edizione

Festival della Valle d'Itria, barocco e classicismo anime della 47esima edizione

Festival della Valle d'Itria, barocco e classicismo anime della 47esima edizione

 
Ottavio Cristofaro

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Ottavio Cristofaro

Festival della Valle d'Itria, barocco e classicismo anime della 47esima edizione

Svelato il cartellone. Il primo concerto con Luisi a dirigere La Creazione di Haydn

Venerdì 15 Gennaio 2021, 12:14

Il cartellone è completo, restano da stabilire solo gli immancabili appuntamenti con l’«Opera in masseria». La 47esima edizione del Festival della Valle d’Itria si presenta al pubblico, con una programmazione musicale che delinea un percorso che va dal Barocco napoletano di Alessandro Scarlatti e Nicola Porpora, per poi arrivare al Classicismo viennese di Haydn e quindi fino a Schubert. Il direttore artistico Alberto Triola e quello musicale Fabio Luisi hanno annunciato i titoli dell’edizione 2021, che si svolgerà nel consueto periodo estivo, dal 17 luglio al 4 agosto.

La rassegna internazionale artistica partirà con «La Creazione» di Franz Joseph Haydn (1798) che vedrà sul podio proprio Fabio Luisi, fino a ora mai chiamato a dirigere la «prima» della rassegna martinese che - tra le altre cose - ha rinnovato anche quest’anno la sua collaborazione con la Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari e con la sua orchestra. Si tratta della versione ritmica in italiano approntata nel 1988 (anche allora diretta da Luisi) proprio per il festival pugliese dal celebre filologo Dario Del Corno e che sarà rivista per questa nuova edizione dal figlio Filippo (compositore e attualmente assessore alla Cultura del Comune di Milano) intervenendo sul lessico e sulla metrica, nell’ottica di una maggiore aderenza del testo alla struttura drammaturgico musicale per la rappresentazione in forma scenica nel 2021 con la regia di Fabio Ceresa e le scene di Tiziano Santi, artisti noti e apprezzati dal pubblico martinese.

Il secondo titolo è «La Griselda», opera seria in tre atti di Alessandro Scarlatti su libretto di Apostolo Zeno (dall’ultima novella omonima del Decameron di Boccaccio) proposta nell’atrio del Palazzo ducale di Martina Franca a 300 anni dal debutto romano nel 1721 al Teatro Capranica di Roma con un cast di acclamati castrati come Antonio Bernacchi, Giacinto Fontana detto «Il farfallino» e Giovanni Carestini. La scelta di rappresentare Scarlatti prosegue una felice consuetudine del Festival della Valle d’Itria che si è imposto fra le manifestazioni estive come tappa inalienabile per tutti gli appassionati di musica antica e repertorio inusitato. Per questa nuova messa in scena dell’ultima opera giunta a noi integralmente del compositore nato a Palermo ma poi attivo a Napoli e Roma, la regia sarà firmata da Rosetta Cucchi e la direzione sarà di uno specialista del repertorio barocco, già ospite di successo del festival due anni fa, George Petrou.
A completare il cartellone ci sono altri due gioielli musicali del repertorio barocco e classico che verranno presentati in forma scenica: la serenata a sei voci «L’Angelica» del napoletano Nicola Porpora su testo di Metastasio dall’«Orlando Furioso», e la «Winterreise» («Viaggio d’inverno») di Franz Schubert (1827), ciclo liederistico su 24 poesie di Wilhelm Muller.

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