Venerdì 26 Febbraio 2021 | 07:56

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6 e 9 agosto

Daniela Mastandrea porta in tour i suoi «Mondi Paralleli»: appuntamento a Fasano e Martina Franca

La pianista e compositrice pugliese prenderà parte alla 38° Stagione Concertistica di Fasano Musica, e alla IV Edizione di Suona Con Noi, PianoLab

Daniela Mastandrea porta in tour i suoi «Mondi Paralleli»: appuntamento a Fasano e Martina Franca

Tutto è pronto per il doppio concerto in Puglia, giovedì 6 agosto a Fasano (Br) e domenica 9 agosto a Martina Franca (Ta) della pianista e compositrice pugliese Daniela Mastandrea, che porta in tour il suo quarto album 'Mondi Paralleli', prendendo parte alla 38° Stagione Concertistica di Fasano Musica, e alla IV Edizione di Suona Con Noi, PianoLab. 

Anticipato dall'omonimo singolo e dal video girato nella sua Gravina in Puglia, città d'arte e di storia che da sempre stimola la sua composizione, seguito dal secondo singolo 'Sulla via del ritorno': 'Mondi Paralleli' è un tassello decisivo nel percorso artistico di Daniela. Nata nel 1981 e immersa nelle note sin da bambina, debutta nel 2005 con Volo di gabbiani, che contiene musiche composte tra gli undici e diciotto anni. Diplomata in pianoforte presso il Conservatorio Nino Rota di Monopoli, ha vinto diversi concorsi internazionali di composizione, i suoi brani e orchestrazioni sono stati eseguiti da diverse orchestre e formazioni nel mondo. Ha all'attivo tre album assai apprezzati per lo spirito melodico, la raffinatezza e la forza visiva: il disco d'esordio Volo di gabbiani, Fluide risonanze (2016) e Lo specchio (2018). 

Ancora una volta la composizione della Mastrandrea è connessa all'umanità, al mondo interiore, a diversi microscopi emozionali che si traducono in musica: «Mondi Paralleli si fonda sui diversi livelli della mia percezione sensoriale che adotta molteplici sfumature e diversi punti di vista. Cambiando prospettiva cambiano le emozioni e le sensazioni che ne derivano. È esattamente questo quello che in Mondi Paralleli è stato messo in gioco, partendo da un punto di vista intimo e strettamente personale che vuole esprimere la dualità che da sempre mi abita, i miei opposti, due mondi paralleli in lotta tra loro, per arrivare ad uno sguardo rivolto all’esterno. Viviamo in un mondo apparente e sotto la superficie si nascondono vari livelli di profondità. Io cerco di individuarli e portarli a galla di volta in volta. Non è semplice ma se si è in ascolto, tutto si rivela».

Un linguaggio classico che sfiora il jazz, un "modern classical" che parte da lontano, dagli studi e dagli ascolti, e arriva ad accarezzare il mondo emotivo dell'ascoltatore: «Pur partendo da me stessa, dal nucleo più intimo di me, sento davvero di tutto nella mia musica. Siamo permeabili e permeati da tutto ciò che ci circonda. Come potremmo non rilasciare tutto ciò che assorbiamo costantemente, che si tratti di vita o di musica. Siamo ciò che mangiamo. Siamo ciò che ascoltiamo. Mi definisco “classica” perché, per quanto a tratti io sfiori il jazz, il mio linguaggio è classico. Ho iniziato a trascrivere musica sul pentagramma a nove anni e la trascrizione musicale è davvero la migliore scuola per imparare a scrivere musica. Anche se indirettamente, mi sono confrontata da subito con tutto ciò che ho trascritto. E quale modo migliore per crescere se non calcare e ricalcare gli stili musicali altrui. Ovviamente, quando si è piccoli, si desidera suonare tutto ciò che muove la propria emotività e io ero musicalmente attratta da Ennio Morricone, Stephen Schlaks, Richard Clayderman, Michel Legrand e altri».

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