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In Puglia e Basilicata

La protesta

Sciopero degli autotrasportatori a Taranto: camion fermi davanti all'Eni

Si contesta la mancanza di commesse alle aziende del posto. Mezzi presidiati dalla polizia

01 Settembre 2022

Redazione online

TARANTO - Una lunga colonna di mezzi, circa 80, presidiata dalle forze dell'ordine, è ferma da questa mattina davanti a uno degli ingressi della raffineria Eni di Taranto. La manifestazione è stata organizzata dall’Unione sindacale di Base (USB) che contesta la mancanza di commesse alle aziende del posto.

«Dopo anni in cui l'appalto rete ed extrarete – ha scritto il sindacato in una nota – è stato affidato direttamente, da parte di Eni sempre alla stessa ditta genovese, la G&A, si è proceduto ad una gara quantomeno strana, in cui a vincere è stata nuovamente la stessa società, che ha deciso di utilizzare autotrasportatori che provengono da fuori Taranto e di lasciare a casa quelli del territorio che da tanti anni si occupano del servizio. A Taranto vengono lasciati i veleni, mentre il lavoro ed il profitto vengono portati via, mandando sul lastrico gli autotrasportatori locali, necessariamente tagliati fuori. Eni non procede così in altre Regioni italiane, invece fa questo a Taranto, che si conferma terra franca, conquistata da chi viene da fuori e non rispetta affatto i lavoratori locali. In discussione ci sono decine di posti di lavoro di piccoli autotrasportatori che lavorano da anni all'interno dell'appalto della raffineria».

Il coordinatore provinciale del sindacato Francesco Rizzo, sostiene che «i tentativi di mediazione posti in essere da parte di Usb, sono andati avanti fino alle prime luci dell’alba con la ditta G&A, che ha assunto un atteggiamento arrogante, incurante anche della decisione del sindacato di procedere con lo sciopero e con il blocco dei mezzi. Usb infatti aveva chiesto, senza successo purtroppo, sette giorni di proroga dei contratti degli storici autotrasportatori, in attesa dell’incontro in Prefettura. Alla luce dei mancati sviluppi notturni della vicenda, per l’Usb è stato necessario mettere in piedi un’iniziativa energica». 

In merito allo stato di agitazione proclamato dagli autotrasportatori di Taranto e al conseguente blocco degli accessi alla raffineria di Taranto, Eni in una nota "conferma il proprio impegno al fine di garantire i servizi di autotrasporto con l’attuazione di meccanismi di salvaguardia in merito alle ricadute sull'indotto locale. Il recente appalto, assegnato agli stessi due fornitori che da tempo effettuano il servizio, prevede - precisa l’azienda - il ricorso a una quota pari al 50% di trasportatori locali, così come in passato».
Eni ha «pertanto garantito continuità e vigila - si aggiunge - affinché i requisiti contrattuali siano rispettati dai due appaltatori, i quali hanno facoltà di individuare le ditte locali con le quali operare, ovviamente nel pieno rispetto degli standard imposti da Eni».

Le parole del sindaco di Taranto Melucci

«Siamo accanto agli autotrasportatori in presidio ininterrotto davanti all’Eni da due giorni. Si tratta di molti lavoratori del territorio che da ormai molto tempo sono impegnati in una vertenza sulle loro difficili condizioni di lavoro. A loro vanno la nostra solidarietà e il nostro sostegno che porteremo anche nelle sedi di confronto istituzionale che sono state convocate a breve». Lo afferma il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci in merito al presidio, davanti alla raffineria Eni di Taranto, degli autotrasportatori locali che lamentano di essere stati esclusi dall’appalto riassegnato a una ditta ligure.
«Ci appelliamo - osserva il primo cittadino - al principio di responsabilità sociale dell’impresa, che nel nostro ordinamento prevede una particolare attenzione sia all’impatto sociale che alla protezione della salute e dell’ambiente. Ogni azienda, grande o piccola che sia, deve rispettare il nostro territorio sul piano ambientale e nelle condizioni di lavoro». «Ci adopereremo - conclude Melucci - affinché questa vertenza trovi finalmente una soluzione giusta».

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