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le celebrazioni

Taranto festeggia la Marina Militare: c'è anche la Vespucci, la nave più antica

Presenti anche il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, il capo di Stato maggiore della Difesa, Ezio Vecciarelli, e il capo di Stato maggiore della Marina, Walter Girardelli

Una coreografia di venti navi schierate in Mar Grande, sorvolo a bassa quota di aerei ed elicotteri della Marina, lancio di paracadutisti: tutto questo ha fatto da sfondo alla festa nazionale della Marina militare celebrata oggi a Taranto alla presenza del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, del capo di Stato maggiore della Difesa, Ezio Vecciarelli, e del capo di Stato maggiore della Marina, Walter Girardelli. Tra le navi ormeggiate, aperte alle visite da venerdì scorso, che hanno raggiunto la base navale, c'è anche l’Amerigo Vespucci, la più antica della Marina Militare Italiana e una delle più belle al mondo.


Il ministro Trenta è salita a bordo del veliero Vespucci, presentato con «emblema della Marina militare», e poi con una "pilotina» della Marina militare ha passato in rassegna, per gli onori di rito, le altre navi dislocate per l’occasione nella base navale di Chiapparo. Presenti alla cerimonia il comandante di Marina Sud, ammiraglio Salvatore Vitiello, il comandante della base di Taranto, Ciro Del Vecchio, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il sindaco Rinaldo Melucci, l'arcivescovo di Taranto Filippo Santoro ed altre autorità civili, militari e religiose. Oggi è avvenuta la consegna della bandiera di combattimento all’equipaggio di nave Martinengo, fregata missilistica, entrata così ufficialmente nella squadra navale e d’ora in poi di stanza a Taranto. Lo scafo è stato varato il 4 maggio 2017.

LE PAROLE DEL MINISTRO DELLA DIFESA - «Non c'è dubbio che la nostra Marina Militare sia da sempre sulla scia della costante modernizzazione. Il processo che riguarda le linee operative è iniziato con la Legge Navale del 2014 e procede secondo i programmi, nell’ottica del consolidamento della Squadra Navale nel suo complesso. Il progressivo ingresso in piena operatività di ben sette unità della classe Fremm lo testimonia, così come l'imminente varo della prima unità della nuova classe dei Pattugliatori Polivalenti d’Altura, che sarà dedicata alla memoria dell’Ammiraglio Thaon di Revel. Oggi è il tempo del fare, del costruire, del rinnovare». Lo ha sottolineato il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, intervenendo a Taranto alla cerimonia per la giornata nazionale della Marina militare. «È anche il tempo - ha osservato il ministro - delle emozioni come quelle che abbiamo vissuto a Castellammare di Stabia, al varo di Nave Trieste. O come quella della consegna della Bandiera di Combattimento al Martinengo, donata da questa città. La custodirà lo scrigno offerto dall’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Taranto fino a quando non sarà necessario esporla sul pennone più alto della nave».

GIRARDELLI: DUEMILA MILITARI IN MISSIONE - «Oggi duemila uomini e donne della Marina sono dislocati su quattro continenti: dall’Inghilterra a Gibuti, dagli Stati Uniti all’Afghanistan, ma soprattutto nei mari, nei cieli, negli oceani del mondo, impegnati nell’attività che il governo e il Parlamento ci assegnano, per contribuire alla stabilità e alla sicurezza nazionale». Lo ha ricordato il capo di Stato maggiore della Marina, Walter Girardelli, intervenendo alla festa nazionale della Marina militare celebrata oggi a Taranto alla presenza del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta.
«Desidero citare - ha aggiunto - l’operazione Europea Atalanta di contrasto alla pirateria nel bacino somalo e nel Golfo di Aden condotta ininterrottamente da 11 anni, che ha assicurato la riduzione e il controllo di questo fenomeno criminoso. Fenomeno non ancora eradicato se, su 38 attacchi condotti in tutti i mari del mondo nel primo trimestre del 2019, ventidue sono stati effettuati nelle acque africane». Girardelli ha osservato che «di grande rilievo è anche l'operazione Mare Sicuro, iniziata nel marzo 2015, finalizzata a controllare e conferire certezza del diritto al libero e lecito uso a un’ampia zona del nostro Mediterraneo, garantendo la presenza, la sorveglianza, la prevenzione, la deterrenza e il contrasto ai traffici illeciti e del terrorismo. In una parola: la sicurezza marittima per la tutela degli interessi nazionali, inclusa la protezione del traffico mercantile, della quota peschereccia e delle piattaforme energetiche strategiche nazionali». 

Da agosto del 2017, ha precisato Girardelli, «l'unità logistica è dislocata in Libia, nel porto di Tripoli, con compiti di supporto ai mezzi della Marina e della Guardia Costiera del Paese facendo così riacquisire a quegli equipaggi una adeguata capacità di pattugliamento e controllo interventi nelle acque territoriali e nella zona di mare internazionale dichiarata di responsabilità da parte della Libia stessa».
A integrazione «complementare perfetta delle specifiche operazioni, mi preme evidenziare - ha puntualizzato il capo di Stato maggiore della Marina - come le unità navali impiegate in mare a qualsiasi titolo, quali campagne addestrative, esercitazioni, attività sperimentali o scientifiche, visite a nazioni estere, conducano contestualmente attività di presenza, sorveglianza e di polizia dell’alto mare, estendendo l’attività di vigilanza e protezione dello Stato sugli interessi nazionali posti al di là dei nostri confini terrestri e marittimi». Da qui consegue «la necessità di disporre - ha specificato Girardelli - di una Marina militare completata, con l’abilitante lavoro svolto dal personale delle Capitanerie di porto-Guardia Costiera, di una Marina militare capace di operare e svolgere i citati compiti di presenza, sorveglianza, deterrenza e sicurezza marittima. Disporre di uno strumento navale sì moderno ma soprattutto ben bilanciato ed equilibrato, che sia in grado di avere in inventario tutti quegli assetti in grado di intervenire a 360 gradi nelle quattro dimensioni di manovra"
«Il recente varo di nave Trieste - ha concluso - rappresenta un ulteriore passo nel progressivo rinnovamento delle linee operative finalizzato a mantenere la necessaria capacità marittima della Difesa, che deve saper condurre quanto necessario e in perfetta sinergia interforze operazioni di proiezione di capacità sul mare, dal mare e su terra, con l'impiego, tra le altre, della componente anfibia e della componente aerotattica imbarcata».

(foto Todaro)

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