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In Puglia e Basilicata

LA FEDE

Padre Vitale e Potenza: un inno alla vita che lo accompagna da 100 anni

Il grazie al Signore del parroco di tutti i lucani che oggi festeggia quasi un secolo: «Ma cos’è poi la morte? Il futuro è l’eternità»

27 Aprile 2022

Luigia Ierace (foto Tony Vece)

POTENZA - Non c’è lucano la cui vita non si sia in qualche modo incrociata con questo piccolo frate francescano nato cento anni fa a Grassano. Era il 27 aprile del 1922 quando nacque padre Vitale Dartizio (al secolo Antonio). Un giorno segnato subito dal destino o dalla mano di Dio. Allora si partoriva in casa e la nonna si apprestava a fargli il bagnetto. Ma non si accorse che l’acqua era bollente. Le grida del neonato, l’intervento della madre che aggiunse subito acqua fredda, le scottature, il voto a Sant’Antonio. Se il bambino si fosse salvato mamma Laura lo avrebbe chiamato Antonio e se avesse voluto seguire le orme del santo indossando il saio, lei avrebbe dato il consenso. «È diventato il mio santo, la mia guida».

[Nella foto in copertina Padre Vitale festeggiato per i suoi 100 anni. A sinistra, in piedi, Massimo Fusarelli, ministro generale dell'ordine dei Frati minori (odierno San Francesco), a destra fra Pietro, il ballerino di Dio]

La storia

Gli anni sono passati e padre Vitale oggi compie 100 anni. Un secolo di vita che si intreccia con un secolo di storia che il francescano ha pienamente vissuto e di cui ne è diventato un testimone privilegiato. Quante volte ha raccontato quel momento. Quante volte è ripartito dalle origini per ripercorrere la sua vita che è la stessa storia di quattro generazioni: di chi ha vissuto a cavallo tra le due grandi guerre, ha visto i bombardamenti, il fascismo e la liberazione, ha vissuto la povertà e la miseria, ma anche la malaria quando la Basilicata era ancora una terra paludosa e ancor da bonificare, ha visto l’eruzione del Vesuvio del 1944 e il terremoto del 1980. Scorrono come in un libro di storia del Novecento, «Le memorie di un parroco», il prezioso libro scritto da Maurizio Marino stampato ad aprile del 2017 in cui padre Vitale, «il figlio dell’obbedienza» si racconta restituendoci attraverso foto sbiadite dal tempo, antichi documenti, lettere e scritti, emozioni, gioie, pillole di saggezza e una solida testimonianza di fede.

«Come se fosse ieri»

«Cento anni? Ma io proprio non li sento. Sono sempre la stessa persona intraprendente che fa tante cose. Anche se non mi fanno più guidare e devono accompagnarmi. Ma non lascio la mia Rettoria». «E chi lo ferma?». Quante volte se lo sono chiesto le persone che lo hanno accompagnato nel suo cammino. «Vitale di nome e di fatto. Instancabile a lavorare nella vigna del Signore». Ma qual è il segreto per arrivare fino a 100 anni? «Nessun segreto - ripete padre Vitale -. Fare bene quello che stai facendo e farlo al servizio degli altri». Una ricetta semplice guardando alle famiglie, ai genitori, ai figli, accompagnata da una sorta di testamento spirituale. «Amare tutti. Avere un sorriso per tutti quanti. Inutile inquietarsi, chiedersi di chi è la colpa quando c’è qualche contrasto. È successo e basta. Bisogna guardare avanti, non fermarsi mai. Andare dai malati, incontrare le famiglie, parlare con i giovani. Perché la vita è bella».

La pandemia

Anche il Covid non lo ha bloccato. Ogni domenica la celebrazione della Santa Messa nella Rettoria del Divino Amore a contrada Dragonara, dove da quando non è più parroco, riveste la carica di Rettore continuando per voler del vescovo il suo impegno al servizio della comunità. Ma alla soglia dei cento anni, un paio di mesi fa, la vita lo ha messo di nuovo alla prova, quando il Covid è entrato tra i confratelli nel convento. «Ho il Covid, fisicamente sto bene, ma non possiamo vederci». Era già proiettato nei preparativi del compleanno, come ogni anno quando si avvicinava il 27 aprile e la Gazzetta raccontava di lui e della sua festa. Tutti i preparativi fermati, ma solo momentaneamente. Poi la sua telefonata. «Ho superato anche il Covid. L’ho sopportato per 15 giorni. Non potevo vedere nessuno. Celebravamo la messa da soli tra i confratelli. Io che ero abituato alla nostra chiesa sempre piena di fedeli. Mi sono sentito vuoto, mi è costato tanto. Non ho gridato, ho fatto quello che potevo fare, ho aspettato pazientemente i giorni di quarantena finché non sono tornato negativo. Andavo da solo a recitare il Rosario. E ora comincia una nuova vita». Guarda avanti pronto a fare anche un quarto vaccino se necessario e felice di tagliare il traguardo dei cento anni di una vita da festeggiare «Son contento di aver fatto quello che il Signore mi ha promesso», ripete padre Vitale. Ma qual è la bellezza della vita? «Saper guardare il disegno di Dio per questo tempo».

Il disegno di Dio

E qual è? «Non so - ripete il piccolo grande frate -. Sicuramente il Signore ci dice: state uniti, pregate insieme ed amatevi».
E padre Vitale è un testimone vivente di questo inno alla gioia. Lo ripeterà a tutti i parrocchiani e i suoi fedeli che da settimane lo stanno chiamando. «Padre Vitale si avvicina il compleanno. Sono 100 anni». E lui per ripagarli del grande affetto si prepara a una lunga serie di festeggiamenti. Stamattina nella messa al santuario del Getsemani a Capaccio (Paestum) dove è riunito il Capitolo Provinciale Francescano e poi a Potenza per la celebrazione sabato 30 aprile alle 18.30 nella chiesa del Divino Amore a Dragonara e domenica primo maggio alle 19 nella celebrazione tenuta da Mons. Salvatore Ligorio, nella chiesa di Santa Maria del Sepolcro. E poi si farà festa tutti insieme. ù

Un regalo per il centenario

«Chiedo solo al Signore una morte santa». Paura della morte? «Il distacco ci sarà. Ma cos’è poi la morte? Il futuro è l’eternità. A che serve la tua vita. Cos’è la mia vita? La mia vita è tutta nella chiesa». E il pensiero torna al passato. «Ricordo tutto». Le parrocchie di Santa Maria e San Michele, la cittadinanza potentina, le sue campagne, i giovani, le famiglie, l’incontro con papa Francesco, i pellegrinaggi. «Nella vecchiaia daranno ancora frutti, saranno verdi e rigogliosi, per annunciar quanto è retto il Signore», recita il Salmo 92. «Se altro tempo, nella tua bontà mi concederai, sia solo per continuare la mia missione di padre e pastore». Buon compleanno padre Vitale.

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