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Ferrotramviaria, dopo 3 anni Bari ricorda le vittime dello scontro fra i treni

L'impatto fra Andria e Corato costò la vita a 23 persone e il ferimento di altre 50

«Sono passati tre anni da quella giornata tragica una giornata di cui ricordo le lacrime, il calore, l’acciaio dei treni che si era aperto come scatolette di latta. Io quel giorno ero a Roma, le notizie che arrivavano erano sempre peggiori. Lasciai tutto per tornare, trovandomi davanti al dolore di tanti amici e di tanti parenti che c'è anche qui oggi». Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ricorda così il disastro ferroviario che il 12 luglio del 2016, sulla tratta tra Andria e Corato, causò la morte di 23 persone e il ferimento di altri 50 passeggeri. Come ogni anno Decaro, con i sindaci di Ruvo, Trani, Barletta, Modugno, Andria e Corato e il vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia, Peppino Longo, ha incontrato i familiari delle vittime davanti alla targa commemorativa nella piazza del stazione centrale di Bari per un momento di raccoglimento.

«Da quel giorno sono cambiate tante cose, - ha detto Decaro - è cambiata anche la normativa sulla sicurezza ferroviaria, oggi se ne occupa una agenzia nazionale, e noi abbiamo voluto mettere qui questa targa, davanti alla stazione centrale di Bari, perché questo è un luogo di passaggio, dove passano tanti pendolari e tanti studenti. Questo è il posto del diritto alla mobilità che è legato al diritto alla sicurezza. Nessuno deve morire mentre sta soddisfacendo un proprio diritto che è il diritto di andare a scuola o sul posto di lavoro».

Ai familiari, tramite il Comune di Bari, sono giunti messaggi di solidarietà e vicinanza dai sindaci di Milano, Torino, Pioltello e Sesto San Giovanni. Alcuni familiari, a tre anni dalla strage, si dicono però «abbandonati dalle istituzioni» e "in attesa di giustizia». Sul disastro è iniziato da alcuni mesi un processo nei confronti di 17 persone e della società Ferrotramviaria e sono in corso i lavori di messa in sicurezza e ammodernamento della tratta, fino ad allora a binario unico.

«A distanza di tre anni - dice Anna Aloysi, sorella di una delle vittime - purtroppo il procedimento vero e proprio non è ancora partito. Questo non ci darà niente indietro ma almeno un po' di chiarezza su quello che è successo. Non abbiamo intenti vendicativi ma è giusto che i morti abbiano giustizia per una sepoltura definitiva». E continua ricordando che ha chiamato la Questura per poter organizzare una manifestazione a Roma il 18 luglio prossimo, in quanto presidente dell'associazione Anna Aloysi Incidente Ferroviario Andria Corato 12 luglio 2016. Sta attendendo una risposta.

LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE EMILIANO - “Sono passati tre anni da quella drammatica mattina del 12 Luglio 2016, in cui persero la vita ventitré persone e per me e per tutti i pugliesi il ricordo di quella sciagura è più sentito che mai. La Puglia rinnova il proprio affetto verso le famiglie coinvolte e conferma la vicinanza a chi è stato colpito da questo evento devastante, l’impegno a contribuire all’accertamento di tutta la verità per fare giustizia, la volontà di mantenere alta l’attenzione delle istituzioni e della collettività sul tema della sicurezza del trasporto ferroviario, affinché tragedie del genere non accadano mai più”.

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