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Il riconoscimento

Bari, l'archivio dei Tatarella diventa bene tutelato di «interesse culturale»

Oltre 30.000 volumi di diverso genere, nonchè enormi faldoni in cui sono conservati gli atti costitutivi dei partiti, o le carte elettorali dagli anni ‘70 a oggi

L’odore della carta è forte, ma l’ emozione dei decenni e decenni che può raccontare si fa sentire ancor di più. In via Piccinni, a Bari, l’enorme raccolta di libri e documenti della Fondazione Tatarella: un archivio enorme di pagine che contengono una storia politica lunghissima, vista da destra e da sinistra. Interi volumi con i discorsi di Togliatti, Malagodi, Scelba, Parri, Iotti, Di Vittorio si trovano insieme alle raccolte di riviste come Il Borghese, Destra e Politica, Ideazione e Puglia d’oggi. E ancora: l’opera omnia del duce, i discorsi di Almirante, di Di Crollalanza, gli scritti di Montanelli.

Oltre agli enormi faldoni in cui sono conservati gli atti costitutivi dei partiti, o le carte elettorali dagli anni ‘70 a oggi ed ogni scritto di Pinuccio e Salvatore Tatarella. Un importante riconoscimento è arrivato per questa ricchissima biblioteca della Fondazione Tatarella, visto che è stata dichiarata «di eccezionale interesse culturale» dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali, per il tramite della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica di Puglia e Basilicata, che la sottopone alla disciplina del Dlgs n.42/2004 Codice dei Beni Culturali.

«Lo stesso risultato - spiega Fabrizio Tatarella che con Annalisa Tatarella porta avanti da tempo la memoria della famiglia - potrebbero a breve ottenere anche gli Archivi, contenenti le carte e i documenti dei fratelli Tatarella e del Msi e An, in caso di Dichiarazione di interesse storico rilevante».

La biblioteca è in pieno centro a Bari, lì dove fu realizzata dall’on. Salvatore Tatarella, recentemente scomparso, in memoria di suo fratello Pinuccio, e con l’intento di creare ricorda il figlio Fabrizio - uno spazio utile per la formazione di tutti i cittadini attraverso sale lettura e svariati servizi utili.

Gli oltre 30.000 volumi di diverso genere, di cui quasi mille catalogati in Sbn con il prezioso contributo del dott. Nicola Pergola, oltre a riviste e periodici della destra italiana, molte delle quali interamente rilegate come Candido, Repubblica Presidenziale, Centrodestra, Secolo d’Italia, Il Roma, La Destra, Liberal, Charta Minuta, Millennio, molte delle quali fondate e dirette da Pinuccio Tatarella. Il lavoro di recupero è enorme: faldoni e libri, atti e raccolte in perfetto stato sono ovunque nella biblioteca.
La dichiarazione della Soprintendenza è importante perché «produce effetti e obblighi connessi al regime vincolistico previsto dal Codice dei Beni culturali in materia di protezione, conservazione e circolazione di quelli che, ai sensi dell' art.10 del Codice, sono a tutti gli effetti beni culturali che entrano a far parte del Patrimonio culturale italiano», spiegano.

«Un prestigioso riconoscimento - conclude Fabrizio Tatarella - dopo l’ingresso in aprile della Fondazione Tatarella nell’AICI, Associazione delle istituzioni di cultura italiane, presieduta dall’on. Valdo Spini, la più importante Associazione che comprende 104 Istituti e Fondazioni italiane che esercitano un ruolo importante nella promozione della cultura e nella custodia di archivi politici».

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