Martedì 28 Giugno 2022 | 06:00

In Puglia e Basilicata

IL CAOS DEGLI ENTI SUB REGIONALI

Gallipoli Cognato, il parco paralizzato delle Dolomiti Lucane

Senza addetti, con pochi soldi e progetti a rischio stop. Il sindaco di Accettura: «Ci siamo impantanati, non si muove nulla»

22 Giugno 2022

Antonella Inciso

Pochi addetti, pochi soldi tanto che nel bilancio regionale appena approvato non sono stati attestati finanziamenti aggiuntivi ed il concreto rischio che progetti in itinere e finanziamenti si blocchino. È la situazione del Parco di Gallipoli Cognato e delle piccole Dolomiti lucane, ente che avrebbe dovuto rilanciare l’area e che oggi è una struttura paralizzata. A causa della capacità assunzionale bloccata da anni, del conseguente impatto finanziario e della mancanza di personale, divenuta ancor più grave dopo che è stata revocata l’assegnazione del funzionario regionale che vi lavorava sino allo scorso mese di aprile. Problemi che si stanno riversando sull’ente ma anche sui cittadini considerato, ad esempio, che in un momento di crisi economica, non viene autorizzato il taglio. Un danno oltre che una beffa. Un paradosso che crea amarezza e disappunto, come viene fuori dalle parole dell’ex presidente oggi commissario straordinario, Rocco Marotta.

«Quel parco ha regole da rispettare che sono le quote assunzionali relative al 2011 con una pianta organica che si mantiene stabile - precisa Marotta - In tutto lavorano quattro persone ed oggi ci manca anche il veterinario avendo il Centro di recupero degli animali selvatici. Abbiamo fatto un avviso pubblico sperando che qualcuno partecipi. Con la Regione c’è impegno e volontà di risolvere il problema ma diversamente l’attività del Parco è paralizzata, anche se ci sono programmi da fare». Sì programmi da portare avanti. Ad esempio, quelli sui progetti con il Consorzio di Bonifica legati al distaccamento degli operai forestali per la caccia ai cinghiali e la pulizia dei sentieri. Sentieri la cui sistemazione ha ottenuto un finanziamento di 2 milioni di euro nell’ambito del Pnrr. «Ci vuole la forza lavoro. Durante il periodo del covid siamo stati costretti a chiudere gli uffici» continua il commissario che non nasconde di essere «molto amareggiato perché se uno ci mette l’impegno ed il risultato non è positivo si demotiva».

«Lo Statuto risale a 20 anni fa - aggiunga ancora Marotta -. È stato fatto il piano del Parco ma mancano i regolamenti, manca la programmazione generale. Ci vogliono i dettagli per avere futuro in questa zona. La Regione ha cercato di dare una mano ma la situazione oggi è questa» ed è questa perché, come evidenzia ancora il presidente «ci sono state cose gestite precedentemente in maniera molto ristretta, anche se ci sono stati molti riconoscimenti». «Non si può portare avanti un ente con questa forza lavoro, per qualsiasi cosa bisogna rivolgersi all’esterno se non c’è forza lavoro è difficile fare le cose» conclude il commissario. Le preoccupazioni di Marotta, però, sono condivise anche dal presidente del Parco e sindaco di Accettura, Alfonso Vespe. «Ci siamo impantanati. Non si smuove nulla. Ci preoccupa questa situazione di silenzio - precisa il primo cittadino - perché la Regione non prende in mano la situazione. È una condizione che è di stallo da quasi due anni, qualcosa non quadra. Chi è assessore regionale al ramo quanto meno ci incontri. Abbiamo fatto due note e non ci hanno risposto nemmeno. Non è una questione che possiamo gestire da soli. E poi ci sono gli impatti sulla comunità perché quando si ferma qualunque giocattolo ci sono effetti negativi. Noi non siamo entrati nel merito delle situazioni personali svolgiamo un ruolo politico, vogliamo che il parco funzioni perché è un bene». Una richiesta legittima che ad oggi fa i conti con un ente bloccato.

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