Domenica 16 Maggio 2021 | 02:11

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Puglia, la grande mobilitazione
di parrucchieri ed estetisti

Massiccia adesione alla protesta indetta da Confartigianato

Gli operatori non sono scesi in piazza ma hanno tenuto aperti saloni e istituti 

Bari - «Il nostro lavoro non è un gioco»: lo hanno ripetuto con rabbia e ironia i parrucchieri ed estetisti di Puglia che oggi hanno aderito con entusiasmo alla manifestazione «bianca» delle attività del benessere promossa da Confartigianato.

Già dalle prime ore del mattino migliaia di acconciatori, barbieri ed estetisti hanno risposto in maniera massiccia alla “chiamata” dell’associazione di categoria, alzando le saracinesche dei propri saloni e aprendo le porte dei propri studi per protestare e gridare il proprio disagio. Grande  la diffusione dell’iniziativa che, complice la decisione di non scendere in piazza
per evitare ogni rischio di assembramento, si è subito riversata sui social network, in un inarrestabile tam-tam di testimonianze, foto, video e post di pacifica ma decisa protesta. 

L’intero settore conta in Puglia circa 10.000 imprese, in larghissima prevalenza artigiane. Secondo il Centro Studi di Confartigianato Puglia, sono esattamente 9.664 le aziende attive del comparto tra «servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici» (con codice Ateco 96.02.00), «saloni di barbiere e parrucchiere» (Ateco 96.02.01), attività legate ai «servizi degli istituti di bellezza» (Ateco 96.02.02), imprese si occupano di «servizi di manicure e pedicure» (Ateco 96.02.03). La perdurante chiusura delle attività del benessere ha determinato in Italia, nel solo 2020, una perdita di ricavi per oltre due miliardi di euro (per la precisione, 2.104 milioni di euro). Sulla base dei dati dell’Istat, si stima nei servizi alla persona un tasso di lavoro indipendente irregolare del 28 per cento. La chiusura di acconciatori e centri di estetica nelle aree rosse apre sterminati spazi di domanda per un’offerta irregolare caratterizzata da un esercito di abusivi. Uno stato di cose che rischia di consolidarsi nell’immediato futuro, considerate le difficoltà economiche delle attività regolari. Da qui la forte protesta degli imprenditori del comparto.

«Ci aspettavamo una grande adesione ma l'entusiasmo con cui le imprese pugliesi hanno risposto all'iniziativa è stato soverchiante – commenta Silvia Palattella, presidentessa degli acconciatori di Confartigianato Puglia. Questo riscontro è il sintomo più chiaro di un disagio ormai incontenibile di fronte all'evidente ingiustizia che si sta consumando nei confronti della categoria. È dimostrato che le nostre attività sono sicure e non hanno alcun impatto rispetto alla crescita del contagio. Perché allora continuare a tenerci chiusi?  Gli unici a beneficiarne sono gli abusivi: loro sì che, senza applicare alcuna norma, presidio sanitario o protocollo igienico amplificano la diffusione del virus. Senza contare il fatto che, sfuggendo ad ogni controllo, per loro non valgono tasse né tributi. Ecco perché tenerci ancora chiusi, assoggettati a questa "giostra" continua dei colori non solo è ingiusto ma anche insensato: il nostro lavoro non è un gioco».

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