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In Puglia e Basilicata

La cerimonia al Sacrario

Bari celebra il 25 aprile, Decaro: «Speravamo di aver cancellato la parola "guerra" dal vocabolario»

Il primo cittadino e presidente Anci nel suo discorso auspica una Resistenza Europea

25 Aprile 2022

Redazione online

«Oggi celebriamo la Resistenza spontanea che ha attraversato dal Nord a Sud l’Italia e la vogliamo dedicare alle tante vittime delle guerre, ai popoli in fuga, a chi ha perso e piange i propri cari e anche a chi resta tra le macerie dei bombardamenti. L’auspicio è di celebrare tra poco una pace ritrovata e anche la storia di una nuova Resistenza, una Resistenza europea contro i soprusi e contro gli orrori della guerra». Lo ha detto il presidente Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro in occasione della cerimonia del Sacrario dei caduti di Bari per il 25 aprile.

«Guerra - ha detto Decaro - è una parola che pensavamo di aver cancellato dal nostro vocabolario quotidiano e che invece nelle ultime settimane è tornata preponderante nei nostri discorsi, nei notiziari, nelle immagini che si susseguono davanti ai nostri occhi».
«Oggi come allora non ci sarà la sconfitta di un popolo o di uno Stato, non ci saranno vincitori o vinti ma l’umanità intera ne uscirà sconfitta - ha ha aggiunto il sindaco - . Siamo già tutti sconfitti di fronte alle migliaia di vittime civili ai tantissimi giovani militari mandati al fronte come carne da macello, agli 11 milioni di sfollati interni, ai 5 milioni di profughi oltre a un numero indefinito di deportati. A loro vogliamo dedicare questa giornata, alle vittime di tutte le guerre, ai popoli in fuga, a chi sta piangendo i propri cari, a chi sopravvive tra le macerie dei bombardamenti».

«La Resistenza è donna. Per il 25 aprile abbiamo scelto di celebrare le partigiane di Puglia. Donne che hanno combattuto per il desiderio di un mondo migliore, con maggiori libertà riconosciute alle persone». È il ricordo della Regione Puglia delle sette partigiane pugliesi: Alba De Céspedes, Maria Diaferia, Cordelia La Sorsa, Maria Santamato, Anna Maria Princigalli, Maria Teresa Sparascio, Diana Torrieri.
«Donne - ricorda la Regione - che hanno agito perché bisognava dimostrare coi fatti la validità delle idee. Oggi, anniversario della Liberazione d’Italia 2022, la Regione si stringe nel ricordo di queste storie rivolgendo un messaggio di pace. Si ringrazia l’Osservatorio regionale sui neofascismi e il professor Pasquale Martino per il contributo».

Le parole di Emiliano

«È un 25 aprile particolare. Siamo finalmente tornati a celebrarlo nelle piazze, a omaggiare con un ricordo collettivo le vite di chi si è sacrificato per riconquistare la libertà. A tramandare una storia che inizia con la fine del periodo più buio mai vissuto in questo Paese. A portare alle generazioni più giovani l’esempio, il messaggio, i valori delle partigiane e dei partigiani che hanno posto un argine alla dittatura fascista. Ecco perché la Resistenza è un bel futuro: un sentimento da mantenere acceso, nel ricordo e nella testimonianza, nelle ricorrenze e nella vita di tutti i giorni». Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile.

La contromanifestazione

Una piccola contromanifestazione "contro l’invio di armi in Ucraina da parte del Governo italiano e contro l’aumento delle spese militari» si è tenuta questa mattina davanti al Sacrario di Bari, mentre all’interno si svolgeva la cerimonia con la deposizione delle corone davanti al monumento ai caduti in occasione del 25 aprile.
Una decina di persone, con la bandiera di Rifondazione comunista e due striscioni «Fuori la guerra dalla storia» e «il fascismo non si riabilita», ha manifestato davanti ai cancelli del Sacrario. «Siamo qui come ogni anno a celebrare il 25 aprile nato dalla Residenza, ma quest’anno ha un’importanza maggiore perché c'è una guerra a due passi da noi - spiegano - . Ribadiamo di essere fermamente contrari all’invio armi e all’aumento delle spese militari da parte del nostro Governo. Si lavori con gli strumenti della diplomazia perché questa guerra deve cessare immediatamente».

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