Sabato 30 Maggio 2020 | 05:17

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Stornarella, 400 ulivi «decapitati», Coldiretti denuncia: «Campagne in balia dei criminali»

«Lascia indignati che si intervenga solo quando scappa qualche morto», denuncia il presidente di Coldiretti Foggia De Filippo

«È inaccettabile che si continui a sottovalutare il fenomeno della criminalità nelle aree rurali, quando i nostri agricoltori sono soggetti quotidianamente a furti, sfregi, danneggiamenti, in condizioni di rischio grave anche per l’incolumità personale. Vile l’atto di ‘decapitare’ e sfregiare 400 ulivi a Stornarella (Fg) - denuncia Giuseppe De Filippo, presidente di Coldiretti Foggia -  Campagne in balia di gruppi della criminalità, agromafie che fanno il paio con le ecomafie in Puglia, dove si moltiplicano i fenomeni criminali con furti di prodotti agricoli e chilometri di fili di rame, sabotaggi ai danni di aziende agricole e cantine, smaltimento di rifiuti di ogni genere nei campi, poi bruciati, con un danno economico e ambientale incalcolabile. Lascia indignati che si intervenga solo quando scappa qualche morto»

«Foggia è una provincia a forte vocazione agricola – continua Coldiretti - ed è per questo che il business delle agromafie è divenuto particolarmente appetibile. Mettendo le mani sull’agroalimentare in territori dove l’agricoltura è il settore economico centrale la malavita si infiltra in modo capillare nella società civile, condizionando la vita quotidiana della persone e affermando il proprio controllo sul territorio, dove l’indice di permeabilità delle agromafie raggiunge quota 100 a Foggia.

Con i classici strumenti dell’estorsione e dell’intimidazione le agromafie impongono i prezzi dei prodotti agricoli e la vendita di determinate produzioni agli esercizi commerciali che a volte, approfittando della crisi economica, arrivano a rilevare direttamente grazie alle disponibilità di capitali ottenuti da altre attività criminose. Non solo si appropriano di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma – continua la Coldiretti – compromettono in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio Made in Italy. I poteri criminali si “annidano” nel percorso che uva da vino, olio, frutta e verdura, carne e pesce, devono compiere per raggiungere le tavole degli italiani passando per alcuni grandi mercati di scambio fino alla grande distribuzione».

«Capitolo a parte merita – conclude Coldiretti Puglia - il  mercato parallelo di prodotti agricoli provenienti da migliaia di chilometri di distanza, spesso sofisticati, spacciati per prodotti di qualità, quando di qualità non sono, per cui viene illegalmente utilizzato il marchio ‘made in Puglia’, a danno dell’imprenditoria agricola pugliese e dei consumatori. Il fronte dell’illegalità è sempre più ampio e riguarda la proprietà fondiaria, le infrastrutture di servizio all’attività agricola e, non da ultime, le produzioni agricole ed agroalimentari. I reati contro il patrimonio – ha concluso il presidente De Filippo - rappresentano la “porta di ingresso principale” della malavita organizzata e spicciola nella vita dell’imprenditore e nella regolare conduzione aziendale. Masserie, pozzi e strutture letteralmente depredate, chilometri e chilometri di fili di rame, letteralmente volatilizzati lasciano le imprese senza energia elettrica e possibilità di proseguire nelle quotidiane attività imprenditoriali, taglio di ceppi di uva e tiranti di tendoni, sono solo alcuni degli atti criminosi a danno degli agricoltori».

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