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In Puglia e Basilicata

CINEMA

A Lucera «Corti in opera», la favola black «Big» e la difesa del francoprovenzale

Cala il sipario sulla quarta edizione che valorizza e divulga la settima arte attraverso pellicole dal valore sociale

16 Maggio 2022

Alessandro Salvatore (foto Esther Favilla)

La favola black Big, il pugno fatale di Buon compleanno Noemi, l'estasi sportiva Klod, le radici di Matria, la Notte romana etnica. Cinque pellicole in rassegna che hanno fatto toccare un apice cinematografico ammirevole alla quarta edizione di «Corti in Opera», il Festival di cortometraggi chiusosi a Lucera. La manifestazione è stata organizzata da Cineteatro dell’Opera col patrocinio di Apulia Film Commission, Provincia di Foggia e Comune di Lucera.

L'atto finale della rassegna - diretta da Marco Torinello e Gianni Finizio - è stato preceduto da tre giornate di incontri, proiezioni e dibattiti con le scuole del territorio. Momenti di riflessione, attraverso l'arte del cinema. Sul grande schermo, per i ragazzi, si sono affastellate le immagini di queste opere: Entre Baldosas (Cracks in the Pavement) dell’argentino Nicolás Conte, Mila dell'italo-americana Cinzia Angelini, l'omaggio a Stanlio e Ollio, Klod di Giuseppe Marco Albano e Notte romana di Valerio Ferrara. Queste ultime due erano tra le cinque storie andate in scena come finalisti tributati con un riconoscimento dalla giuria di «Corti in Opera».

«Matria», storia di radici

La riscoperta e la tutela delle origini francoprovenzali degli unici due paesi di integrazione linguistica del Centro-Sud Italia, le foggiane Celle di San Vito e Faeto, costituiscono l'essenza del documentario Matria. Il regista Luciano Toriello, pescando dal suo meticoloso archivio della Daunia, tira fuori un lavoro di ammirevole storicità. La sua trama: nell’inverno del 2022, un laboratorio teatrale tenuto a scuola diventa l’occasione per fare un bilancio del rapporto tra i più giovani membri di queste comunità e la loro lingua locale. A ritirare il premio di «Corti in opera» Toriello assieme all'attrice protagonista Carla De Girolamo. Il riconoscimento speciale va a Matria «Per aver raccontato con accuratezza quel particolare microcosmo che è l’isola linguistica francoprovenzale di Puglia e per aver reso protagoniste le nuove generazioni, sensibilizzandole a farsi custodi delle proprie radici».

Nei tumulti di una «Notte romana»

Sul palco del teatro dell'Opera di Lucera sono saliti Alessandro Lolli e Matteo Petecca, gli sceneggiatori del corto già finalista al David Notte Romana. Attraverso una regia neorealistica, Valerio Ferrara dipinge addosso alla classe giovanile del presente la sua deriva sociale, che è un urlo fatto di precariato. Con una telecamera che pulsa in presa diretta, l'assistente negli ultimi anni a Bellocchio in Marx può Aspettare e La Conversione, mette il suo coltello nella piaga tribale dei quartieri della Capitale. Il protagonista è Paolo, figlio della borghesia, che finisce in una rete di periferia. A salvarlo una ragazza, all'apparenza figlia di una classe senza scrupoli. Alla pellicola di Ferrara, il cui prossimo lavoro Il Barbiere complottista sarà presentato in anteprima a Cannes, «Corti in Opera» ha riconosciuto «l’archetipo dell’amore impossibile tra giovani di ceti diversi, abbinando a dialoghi briosi una regia efficace, un ritmo incalzante e un cast particolarmente azzeccato».

«Buon compleanno noemi»: l'inferno umano

La ludopatia e la violenza di genere sono due ganci che stendono le spettatore. A «tirarli», dimostrando la cifra del suo soggetto, è la regista Angela Bevilacqua, attraverso il cortometraggio Buon compleanno Noemi. La protagonista sta per compiere diciassette anni. Per festeggiare ha deciso di passare la mezzanotte con il suo ragazzo e di fare l’amore per la prima volta, ma la serata avrà dei risvolti inaspettati. «Un corto magnetico e vibrante che funziona sia come storia di un’adolescenza spezzata che come riflessione sulle conseguenze devastanti della ludopatia, tema poco battuto dal nostro cinema» sottolinea giustamente l'organizzazione di «Corti in Opera» nella motivazione del premio alla pellicola della 26enne Bevilacqua, emblema di quel vivaio artistico che sgorga dalle viscere napoletane.

«Klod», perché la favole dei disperati sono vere

Klod in albanese sta per Claudio. La K iniziale svela la storia vera di un migrante clandestino. Dalle persecuzioni delle dittatura in Albania alla costa pugliese della libertà alla fine degli anni Novanta. Sino al riscatto vincente attraverso il basket. E' la favola di Klaudio Ndoja, primo cestista albanese a esordire nella massima serie del campionato italiano. Accade con la maglia del Brindisi nella stagione 2012-2013. La sua fascia di capitano è come una rivincita che passa forzatamente sull'acqua dello Jonio Albania-Italia, comandata da scafisti senza scrupoli. La storia di quel ragazzo che a Scutari tirava a canestro dalla terra impolverata è stata raccontata nel libro di Michele Pettene La morte è certa, la vita no, dalla quale poi il regista pugliese da David di Donatello - per il «tarantino» Thriller - Giuseppe Marco Albano ha costruito cinematograficamente Klod. Una poesia drammatica, «una storia di sopravvivenza e di coraggio coinvolgente e attuale, che erge il mare e la costa di Puglia a simboli di speranza, di accoglienza e di rinascita» motiva «Corti in opera».

Il fantasy noir che fa riflettere: «Big»

L'ultimo a sfilare sul palco lucerino è il regista e sceneggiatore romano Daniele Pini, che avvolge la platea con la sua storia «in stile Fratelli Grimm» Big. «Tutto è partito da uno sguardo» racconta il fondatore della Nikada Film al presentatore di Corti in Opera Felice Sblendorio, nel formativo dialogo post proiezione di una pellicola pluripremiata. Il film ruota attorno alla mastodontica ed enigmatica Matilde, ragazza che abita col nonno in una casupola su un litorale. Le sue giornate le passa rastrellando nella spiaggia possibili tesori attraverso il suo metal detector. Fino a quando non pesca un oggetto che è ancora in vita. Sarà l'arnese attraverso cui riscattarsi dalla sua apparente follia. Il premio di «Corti in Opera» sottolinea «l’eleganza formale, l’equilibrio dei toni e per l’affascinante atmosfera da favola nera in cui l’autore avvolge una storia di resilienza femminile intensa e sorprendente» di una pellicola che incanta. Applausi.


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