Stipendi sempre più vicini alla soglia della povertà, contratto nazionale fermo da vent’anni e nessun reale ricambio generazionale. Sono queste le ragioni della protesta dei lavoratori della Fondazione lirico-sinfonica Teatro Petruzzelli di Bari che, questa mattina, hanno partecipato al presidio organizzato nell’ambito della mobilitazione nazionale del settore dello spettacolo dal vivo.
Durante la manifestazione i musicisti hanno intonato anche il celebre coro “Va’ pensiero”, simbolo della loro richiesta di attenzione e dignità professionale.
La protesta si è svolta in contemporanea nelle dodici città italiane sede di fondazioni lirico-sinfoniche e punta soprattutto al rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, bloccato da due decenni, oltre che a un incremento delle risorse destinate al comparto. Secondo i lavoratori, l’ultimo adeguamento salariale è stato insufficiente rispetto all’aumento del costo della vita, rendendo sempre più difficile sostenere economicamente una professione che richiede anni di studio e alta specializzazione.
«Ho la sensazione -che il governo e la maggioranza di centrodestra siano oggi più interessati ai temi della governance delle Fondazioni lirico sinfoniche che non al lavoro dei musicisti e alla qualità del prodotto culturale che queste istituzioni sono chiamate a garantire». Lo dichiara il sindaco metropolitano di Bari e presidente della Fondazione lirico-sinfonica Teatro Petruzzelli, Vito Leccese. Questa mattina Leccese ha portato la propria solidarietà ai lavoratori della Fondazione e agli orchestrali della Istituzione Concertistica Orchestrale della Città metropolitana di Bari, che hanno partecipato al presidio promosso nell’ambito della mobilitazione nazionale del settore dello spettacolo dal vivo. La protesta, organizzata in contemporanea nelle dodici città sede di fondazioni lirico-sinfoniche, riguarda in particolare il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale e la richiesta di maggiori risorse per il settore, fermo dopo vent'anni di blocco contrattuale e con un ultimo adeguamento salariale giudicato insufficiente rispetto all’aumento del costo della vita.
«Ho voluto essere qui per manifestare la mia solidarietà ai lavoratori, sia come presidente della Fondazione lirico-sinfonica Teatro Petruzzelli sia come sindaco della Città metropolitana di Bari, - ha detto Leccese - visto che tra i manifestanti ci sono anche gli orchestrali dell’Orchestra sinfonica metropolitana. La loro è una rivendicazione giusta: chiedono un contratto collettivo nazionale di lavoro che sia finalmente adeguato alla dignità della loro professione, sia sotto il profilo ordinamentale sia sotto quello economico. Mi auguro - ha aggiunto - che la mobilitazione in corso nelle dodici città che ospitano fondazioni lirico sinfoniche possa spingere il governo e il Parlamento a stanziare le risorse necessarie per riformare la parte economica del contratto nazionale».















