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TU NON CONOSCI IL SUD

Rubini e il fattore D.

Delitto / castigo da Fedör Dostoevskij, con Sergio e Lo Cascio, in questi giorni nei teatri di Puglia

Tu non conosci il Sud

Oscar Iarussi

Oscar Iarussi

Un mondo nel verso di Bodini. Il Sud guardato da un altro verso.

Rubini e il fattore D.

Delitto / Castigo (foto di Serena Pea)

Non «teatro di parola» come va di moda da qualche tempo, ma parola che si fa teatro. Un classico della letteratura russa, Delitto e castigo di Fedör Dostoevskij (1866), decostruito e rielaborato in un corpo a corpo con i suoi personaggi. È la sfida, vinta, dal regista Sergio Rubini e da Carla Cavalluzzi che hanno adattato il testo per lo spettacolo, molto applaudito al Petruzzelli nella stagione del Teatro Pubblico Pugliese e da stasera in tour nella regione (in coda all’articolo le date e i luoghi). Delitto / Castigo, questo il titolo, vede in scena Luigi Lo Cascio nei panni del protagonista Rodion Romanovič Raskol’nikov, il giovane poverissimo e strozzato dai debiti che uccide un’anziana e perfida usuraia. Mentre Rubini, oltre a quello del narratore, interpreta più ruoli: l’avida Alëna Ivànovna (la vittima), il consigliere ubriacone Marmelàdov, la madre di Raskol’nikov, il giudice istruttore, l’ufficiale di polizia... Entrambi bravissimi. Con loro, ci sono Francesca Pasquini (Sònja e Dùnja) e Francesco Bonomo (l’avvocato, il portiere). Il tutto scandito da un sottofondo sonoro ossessivo e avvolgente di G.U.P. Alcaro, il quale agisce sullo sfondo nella suggestiva scenografia «espressionistica» concepita da Gregorio Botta.

Il «teorema» nichilista dello studente Raskol’nikov assume l’omicidio come dimostrazione di superiorità rispetto agli uomini comuni e alla morale corrente. Tuttavia il protagonista scoprirà presto di essere a sua volta preda del caso - e del caos -, della malattia e dell’irrazionalità in un ordito da incubo sull’orlo dell’autodistruzione. Intorno a lui una Pietroburgo popolata di miserabili (Dostoevskij ammirava Victor Hugo), un magma di carnefici e vittime sottolineato dal linguaggio estremo, esclamativo, tormentoso che l’adattamento di Rubini e Cavalluzzi rende in tutta la sua forza.

La presa di coscienza della colpa e l’angosciosa redenzione del romanzo rivivono così in una vertigine narrativa a due voci che parla al nostro presente, oltretutto punteggiato di caratteri sopra le righe e di patologie «napoleoniche», secondo la definizione di Dostoevskij. Raskol’nikov prova a convincersi che l’omicidio della vecchia lo autorizzi a sentirsi parte di queste «menti elette», di una categoria di superuomini, sebbene i sensi di colpa non smettano di logorarlo e di punirlo.
Rubini si era già misurato tre anni fa col testo nel dittico Una sera Delitto / Una sera Castigo che lo vedeva sul palcoscenico a sere alterne con Pier Giorgio Bellocchio. Ma questo allestimento appare più compiuto e organico alla... abiezione continuamente interrotta del romanzo di Dostoevskij, dove il racconto in terza persona e le voci di dentro si contraddicono e si amalgamano nel delirio della nascente Modernità.

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Dopo le recite al Petruzzelli di Bari, «Delitto / Castigo» è in scena oggi 19 aprile a Corato (Teatro Comunale), domani 20 a Brindisi (Nuovo Teatro Verdi), il 21 e il 22 aprile a Foggia (Teatro Giordano), il 23 a Cerignola (Teatro Mercadante), il 24 e il 25 a Taranto (Teatro Orfeo).

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