UNA MELA AL GIORNO
La dieta dopo i bagordi pasquali impone moderazione
Ecco: propositi buoni, aspettative di subito e di ciccia indietro-tutta; ma l’ambizione è un vizio da sconfiggere e si deve tornare alla realtà del qui ed ora. Con giudizio.
Pasqua è già un ricordo mentre, ora, si affacciano, all’orizzonte, problemi di linea da recuperare in vista della taglia-costume (da bagno) da recuperare. Ecco: propositi buoni, aspettative di subito e di ciccia indietro- tutta; ma l’ambizione è un vizio da sconfiggere e si deve tornare alla realtà del qui ed ora. Con giudizio.
semplici, piccole modifiche alimentari da adattare e far crescere, ogni giorno poco di più, fino a rendere il cibo
quotidiano un alleato, un commensale gradito. Bando alle paturnie ed ai conteggi seriali di calorie, grammi e dintorni
dimenticando che ciò che conta davvero sono le reazioni che il cibo scatena nel nostro corpo. “Piccoli ma costanti
cambiamenti non solo migliorano la salute, ma – consiglia il dr Paolo Bianchini consulente nutrizionale e nutraceutico di
Salò, autore del proprio Metodo - possono rendere il nostro rapporto con il cibo più sereno e appagante. Ogni pasto sia
occasione per prendersi cura di sé e basta imparare a farlo con equilibrio e consapevolezza”. Egli suggerisce i seguenti
step /gradini):
ORARI DEI PASTI: Quello ottimale per fare colazione è tra le 7 e le 8.30, perché, allora, il fisico accetta meglio gli alimenti
con un carico glicemico più elevato; quello per pranzare tra 12 e 13.30 perché in questo intervallo gli ormoni della tiroide
attivano maggiormente il metabolismo e non permettono di ingrassare; la cena meglio concluderla entro le 20,30-21 per
facilitare la digestione e l’addormentarsi e anche perché l’ormone GH, che favorisce la sintesi proteica, raggiunge il suo
picco massimo alle 20-21”.
IL CERVELLO VUOLE LA SUA PARTE: “mangiare quel che piace ha effetto fisio-psicologico e genera risposta ormonale
che fa bene anche all’umore. Alcuni cibi contengono sostanze come il triptofano (uova, pesce e formaggi), indispensabile per
la sintesi della serotonina (ormone del benessere), vitamina B, D, minerali come magnesio, selenio, zinco. Tutti veicoli del
buonumore.
NON MISURARE IN GRAMMI IL PASTO. Non sono le grammature che fanno dimagrire o ingrassare ma le reazioni
biochimiche create dagli alimenti nel corpo. Il senso di soddisfazione-sazietà ci sia guida. Ormoni ed enzimi dirigono
moltissime reazioni biochimiche che guidano la risposta metabolica. In genere, prudenza vuole che sia sufficiente la
metà della solita porzione nel piatto.
L’olio extra vergine d’oliva (meglio se crudo) sia sempre presente. I condimenti corretti con misurata presenza di
grassi appagano il cervello favorendo il senso di sazietà a lungo termine, allontanando la fame.
In ogni pasto, assumere i nutrienti fondamentali (carboidrati, proteine e grassi). Ad esempio – consiglia il nutrizionista -
uova e frutta a colazione: a pranzo e cena, carne (poca) o pesce o legumi con verdure condite con olio e frutta.
Buone regole siano non saltare i pasti, bandire la saliera da tavola, evitare di dolcificare, bando alle bevande dolci e
alcoliche (vino: un bicchiere ai due pasti principali), via gli alimenti ultra-trasformati contenenti coloranti, conservanti,
grassi idrogenati e zuccheri, con scarsi alimenti interi. Il loro consumo frequente è associato a rischi elevati di obesità,
malattie cardiovascolari, diabete 2, tumori e depressione.
L’Istituto Mario Negri consiglia: una lista-ingredienti lunga e contiene sostanze non comuni, rappresenta rischi per la
salute. Prediligere alimenti non trasformati o minimamente processati (frutta, verdura, carne/pesce freschi, legumi,
cereali integrali). Non si trascuri di bere acqua (non meno di un litro e mezzo al dì) e sia ostracismo a Tv, telefoni e simili. Mangiar piano, gustare, parlare.