Una mela al giorno

Pasqua in arrivo e son subito problemi per la dieta e per la tavola

Nicola Simonetti

Pasqua in arrivo e son subito problemi per la dieta e per la tavola. Non porsi questi dubbi ma seguiamo le nostre belle tradizioni. I digiuni e le astinenze suggeriti dalla religione rappresentano non solo un precetto ma anche un suggerimento dietetico. La settimana “santa” ci serva come preparazione.

Pasti sobri e parchi, evitando dolci, carne, salse, fritture e privilegiando legumi (con poca pasta o riso), verdure varie, pesce magro cotto, meglio al vapore, forno, cartoccio, senza aggiunta di grassi (cozze, vongole, sardine, sgombro, salmone, merluzzo, nasello, sogliola preferibili per le loro proprietà anti- colesterolo, per le loro proteine, calcio, fosforo, iodio e, soprattutto, gli acidi grassi omega-3, vitamine, potassio, e le poche calorie). L’olio sia sempre extravergine di oliva (diffidare da quello a basso costo), l’alcol non superi il bicchiere (due terzi di bicchiere per la donna) ai due pasti principali. Niente mangiare negli intervalli. La frutta non manchi per chiudere i 3 pasti canonici. Rinunciare al “cornetto” e simili della colazione fa bene.

Evitare bibite zuccherate: la spremuta di frutta sia preferita sempre… ma perché non mangiare l’originale frutta fresca fatta, magari fatta a pezzi o addentata? Una goduria da rionorare… Galateo permettendo. E, oltre tutto, persino la buccia (lavata) fa salute- Ed eccoci ai dì di festa. La gioia sia con noi. Lasciamo da parte le paturnie e dimentichiamo, per domenica e lunedì, le diete rigide. Concediamoci eccezioni (“uascèzze”) ma, ovviamente pur sempre, “cum judicio” (con giudizio). Un consiglio “furbo” sia la passeggiata veloce per quanto compatibile per la persona (bici, pattini, ecc.) quotidiana per 25-35 minuti al giorno. Saltiamo, possibilmente gli aperitivi, specie gli alcolici tranne quanto basta per il cin- cin sobrio) e censuriamo gli antipasti: l’uovo va bene sodo ma non “appesantito” da inutili e non sempre innocue scritte/disegni sulla corteccia nè con maionese e dintorni (sostituire si può con yogurt magro, senape e un minimo di curcuma o peperoncino/paprika), da sposare con pochi affettati magri (tacchino, bresaola) e tante verdure crude (sedano, carote, finocchi, fave novelle, preparati e tagliuzzati con fantasia).

Il “crudo marino” sia garantito ma se ne valuti il rischio igienico (in Regioni vicine gli si addebitano focolai di epatite A). La mozzarella, il caciocavallo e simili, con moderazione. La fetta di focaccia sia di farina integrale e con pomodori. Le verdure fresche, crude o cotte al vapore o alla griglia (il nostro “sopratavola”) siano sempre presente ed a portata di forchetta. Sia regola iniziare con un piattino di verdura cotta o cruda: le sue fibre rallenteranno l'assorbimento degli zuccheri dei piatti prossimi. La saliera, a tavola, non è più di moda e, oltre tutto, suona offesa per chi ha preparato. Per i ripieni, si usi ricotta magra. A tavola: Le nostre mamme, mogli, figlie sanno giocare di fantasia e preparare invitanti (per vista e gusto) primi piatti che si raccomandano per l’uso di cereali integrali ed i condimenti rispettosi della salute.

Ché, se ci “scappa” il ragù, gustiamolo pure ma sia un fondo di piatto e – per chi lo voglia - concediamoci la scarpetta con pane rigorosamente integrale. La pasta sia rigorosamente “al dente" in modo che si ritardi la trasformazione dell’amido in zuccheri e l'indice glicemico resti baso-. Le carni suggerite dalla tradizione sono compatibili con una dieta bilanciata, specie se la scelta ricade su tagli magri. Carne rossa (quanto basta per la “tradizione”); preferire quella bianca e il pesce. I contorni con legumi son da gustare. Le erbe aromatiche possono insaporire a dovere. Le fritture quanto basta. L’insalata mista sia di rigore, così come la frutta fresca ed il pinzimonio. Ed ecco lo spazio-dolci: non rinuncia ma misura: 30-35 grammi di uovo di Pasqua di cioccolato fondente (almeno il 75-80% di cacao). Una fettina di colomba può starci (ma meglio per la prima colazione del domani) e poi frutta secca (il torrone rispetti i denti e sia veramente un assaggio). Caffè sì; ma “ammazzarlo” è delitto dietetico. L’appuntamento con i cibi deve, ora, essere per la cena: intervalli rispettosi per lo stomaco. E mangiamo piano, parlando (bamditi Tv, radio, telefoni, persino orologi), godiamoci lo stare insieme, la famiglia, il buon cibo, condividiamo gioia, voglia di far festa. Pensiamo anche – e non sterilmente – ai derelitti, immigrati, senza patria, diseredati da guerre e soprusi. Sia condivisione attiva la nostra.

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