Ciarderie

«Bravo, brava, brà», quelle parole a vanvera

Gianni Ciardo

Assolutamente sì! Assolutamente no! Praticamente sì! Praticamente no! Bravo… Brava… Brà… ma soprattutto, «anche no!» Quando sento qualcuno che dice «anche no» mi viene voglia di prendere la pistola e finalmente usarla

Assolutamente sì! Assolutamente no! Praticamente sì! Praticamente no! Bravo… Brava… Brà… ma soprattutto, «anche no!»
Quando sento qualcuno che dice «anche no» mi viene voglia di prendere la pistola e finalmente usarla.
Io tuttavia non sono per la violenza, meglio lasciar perdere le armi. È un po’ come il teatro. Io, per esempio, non faccio teatro con la politica, lo faccio per conto mio.

Scusate, stavo per dimenticare quelli che dicono «alla fine della fiera».
Per tutti loro farei scattare le manette e il carcere immediato. Come si può e come si fa a collegare la fiera con la fine di un caso qualunque che sia esso positivo o negativo? A me la fiera fa venire in mente i popcorn, oppure il padiglione del Pakistan o addirittura le giostre che mi riportano agli anni ‘60 e alla Fiera del Levante!
Insomma, secondo me alcuni collegamenti tra parole non mettono d’accordo le parole tra di loro e questo è un fatto.

Un secondo fatto è l’utilizzo della parola «bisogno».
Ormai, sento usare la parola «bisogno» per qualsiasi cosa, e a me questo fa un po’ ridere perché per «bisogno» sono abituato mentalmente a intendere problematiche legate alla prostata o giù di lì. Pipi?!

Che posso dire?
I messaggi utili alla salute vanno bene, perché in fondo basta la salute. A dire il vero anche il saluto è salutare.
Buongiorno o buonasera e molto spesso, e se detto bene è utile alla salute.
Ultimamente c’è chi sta usando il dito medio, che tra parentesi può vantare come immagine di essere un gran portafortuna.
Vivere quel momento per risolvere il problema può essere vitale, con un finale come fosse «un film»: mettete un dito giusto al posto giusto e la vita vi sorriderà.

Oddio, ogni riferimento è puramente casuale.
Per le emorroidi poi è un altro discorso, lì ci vuole «culo»!
Come avviene per il teatro. Il teatro è quella cosa che si fa con le proprie dita e l’attore più istruito se lo fa da sé. In fondo di me stesso posso dire a questo proposito di non avere nessun rimpianto, perché con tanta soddisfazione e anche alcuni risultati non faccio Teatro con la politica, ma lo faccio lo stesso e per conto mio.
Viva la libertà!

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