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Parco del Pollino il telerilevamento contro gli incendi

Parco del Pollino il telerilevamento contro gli incendi
di PINO PERCIANTE

POLLINO - Il Parco del Pollino come il Grande fratello per prevenire e controllare gli incendi. Massiccio uso di tecnologia per monitorare il territorio e soprattutto i focolai durante l’estate. Il progetto è stato avviato dal Parco in collaborazione con Telecom. Le telecamere sono posizionate nei punti nevralgici, tenuti segreti, che coprono circa trenta chilometri di superficie dell’area protetta. Questi occhi elettronici sono capaci di individuare le fonti di calore ma anche di captare i «falsi allarmi».

Il Pollino è il primo parco in Italia a dotarsi di una rete di telerilevamento di questo tipo. La tecnica permetterà una precisione del 90 per cento nel localizzare gli incendi, cosa che farà del progetto lucano – calabrese un case history (caso esemplare), presentato alla vetrina di Expo 2015 in corso a Milano. I radar elettronici sono stati già posizionati da Telecom ed entrano a far parte, come ha detto il presidente del Parco Domenico Pappaterra, del “grande apparato di sorveglianza” che l’ente ha messo in campo per far desistere tutti coloro «che vogliono attentare ai nostri beni ambientali».

Gli occhi elettronici riprenderanno in continuazione tutto ciò che accade in alcuni angoli dell’area protetta più grande d’Italia. Davide Cecca, delegato Telecom al progetto, entra nel merito dell’iniziativa iper tecnologica, già sperimentata in altre trenta postazioni sul territorio italiano che ha portato a ridurre di oltre il 40 per cento i tempi di intervento delle squadre di terra. Le telecamere, ha sottolineato il dirigente della Telecom, riversano 24 ore su 24 il contenuto delle immagini in real video alla centrale operativa collegata con gli uffici del Parco e con il Corpo forestale dello Stato. In caso di allarme, grazie ai sistemi Gps e Gis, sarà possibile localizzare il punto preciso dove è scoppiato l’incendio e nell’eventualità far intervenire i soccorsi. Inoltre, tramite un’apparecchiatura barometrica, la rete di telerilevamento sarà in grado di indicare presumibilmente anche l’evoluzione e la diffusione del rogo.

Una sistema di sicurezza altamente sofisticato ma l’occhio migliore resta sempre quello dell’uomo. In questo caso quello degli agenti del Corpo forestale dello Stato, diretti dal vice questore Vincenzo Perrone, e quello dei volontari delle associazioni coordinati da Arturo Valicenti, responsabile del piano antincendio. Sono loro che da sempre affiancano il Parco nella lotta contro i roghi. Ed anche se quella già iniziata si preannuncia un’estate difficile, a causa delle alte temperature previste, il Pollino non sembra aver paura del fuoco. Anzi, ha messo in campo uomini e tecnologie per vincere la battaglia contro i nemici dell’ambiente.

Sono29 (20 in Calabria e 9 in Basilicata) le associazioni di volontariato coinvolte nel piano antincendio, per un totale di1116volontari (572 in Calabria e 544 in Basilicata). Saranno utilizzati 10 Pick up del Parco e 35 (7 in Calabria e 28 in Basilicata) delle associazioni, a cui si aggiungono23fuoristrada (17 in Calabria e 6 in Basilicata). Anche quest’anno sarà siglato il protocollo d’intesa con l’Istituto penitenziario di Castrovillari e l’associazione Anas per l’impiego di detenuti nella sorveglianza di alcune zone del territorio protetto. Insomma, una task force di squadre pronte a intervenire capillarmente, con l’aiuto anche di ultraleggeri, per prevenire e contrastare il fenomeno degli incendi e quindi garantire più sicurezza e serenità ai cittadini e ai turisti che affolleranno il Parco del Pollino durante l’estate. Le basi di avvistamento saranno 40. Il budget del piano ammonta a 250mila euro.

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