Cerca

Giovedì 18 Gennaio 2018 | 20:54

chiuse le indagini sulla strage del 12 luglio 2016

Scontro treni tra Andria e Corato
19 indagati, anche dg del Ministero
«Fnb, no lavori e soldi ad azionisti»

incidente ferroviario Bari Nord

l'immagine della tragedia

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI

BARI - Fu l'imperizia dei capistazione Vito Piccarreta e Alessio Porcelli, del capotreno Nicola Lorizzo e del dirigente del movimento Francesco Pistolato a causare, il 12 luglio 2016, la strage dei treni sulla tratta tra Andria e Corato che provocò 23 morti e 50 feriti. E' questa la tesi della Procura di Trani, che stamattina ha fatto notificare l'avviso di conclusione delle indagini preliminari a 19 persone: c'è anche il direttore generale del ministero delle Infrastrutture, Virginio Di Giambattista, che insieme all'altra dirigente Elena Molinaro è accusato di non aver adottato «provvedimenti urgenti» che, eliminando il sistema di blocco telefonico a favore del più sicuro Scmt, avrebbero potuto impedire l'incidente.

A Ferrotramviaria è invece contestato di aver risparmiato 664mila euro sui lavori per l'installazione del «blocco conta assi» con cui si sarebbe potuta evitare la tragedia. Nel frattempo, nel 2016 la società romana portò a casa 4,7 milioni di utili, di cui 2,5 distribuiti agli azionisti. 

Le accuse firmate dal procuratore Antonino Di Maio e dai sostituti Michele Ruggiero, Alessandro Donato Pesce e Marcello Catalano riguardano, a vario titolo, i reati di disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni gravi colpose, e chiamano in causa anche i dirigenti di Ferrotramviaria (all'epoca dei fatti), il conte Enrico Maria Pasquini, sua sorella Gloria Pasquini, il direttore generale Massimo Nitti e il direttore di esercizio Michele Ronchi, accusati anche loro di non aver operato per prevenire l'incidente, ignorando le direttive sulla sicurezza del lavoro, le circolari ministeriali sull'aggiornamento tecnologico delle reti ferroviarie regionali, gli obblighi del contratto di servizio con la Regione e – tra l'altro – di aver nascosto al ministero e al suo braccio tecnico (Digifema) una serie di 20 incidenti sfiorati tra il 2012 e il 2016, oltre che di aver dotato la linea ferroviaria di una «insufficiente copertura della rete di telefonia mobile lungo la tratta Andria-Corato e quindi delle conseguenziali difficoltà di comunicazione tra personale di terra e personale di bordo».

Difficoltà che, nell'ipotesi accusatoria, avrebbero reso impossibile - la mattina del 12 luglio 2016 – una chiamata ai capitreno degli ET1021 (proveniente da Andria) e ET1016 (proveniente da Corato) che si ritrovarono a scontrarsi frontalmente perché Piccarreta «concedeva alle ore 11 la via libera al rotabile ET1021 con segnale di partenza al capotreno Lorizzo», senza rendersi conto che il binario era ancora occupato dal treno 1016. Piccarreta risponderà anche di falso perché, in quanto pubblico ufficiale, falsificò il registro di stazione per nascondere la mancata telefonata alla stazione di Andria. Al direttore Pistolato è invece contestato di aver istituito quella mattina un treno supplementare, l'ET1016bis, partito prima del 1016: fu proprio l'arrivo del 1016bis a confondere Piccarreta convincendolo a far partire il 1021 mandandolo verso la sua tragica fine.

Le indagini sono state condotte dalla Polfer e dal Nucleo di Polizia tributaria della Finanza di Bari.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione