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palazzo san gervasio

L'impianto solare
non si farà più

impianto solare

di FRANCO DE FLORIO

PALAZZO (PZ) - Consiglio comunale straordinario a Palazzo San Gervasio per mettere agli atti la definitiva archiviazione del progetto Teknosolar. Dopo l’approvazione del deliberato ecco il sindaco Michele Mastro «abbiamo dovuto combattere una lunga estenuante battaglia contro l’eco mostro senza esclusione di colpi contro forze interne. Abbiamo avuto anni di intenso lavoro durante i quali si è venuta a consolidare una squadra affiatata, basata sul rispetto reciproco e sulla trasparenza, già presa come modello da tante altre realtà territoriale oltre che da Comitati e associazioni della Regione Sardegna che si batte contro simili progetti termodinamici».

«Ciò che in tanti hanno definito e continuano a definire "modello Palazzo San Gervasio", - continua Mastro - con riferimento alla strategia di difesa del territorio, è una realtà da difendere e diffondere affinché diventi motivo di orgoglio per tutti noi. Tutto ha inizio nel lontano 2010, anno in cui venne approvata la Legge regionale del 19 gennaio 2010 che ha previsto una sezione sugli impianti "solari termodinamici" di grandi dimensioni, da collocare in Basilicata. Una serie di indicazioni che hanno spianato la strada a quello che poi si è concretizzato come "solare termodinamico" della Teknosolar Italia 2 S.r.l. interessante i Comuni di Banzi, Palazzo San Gervasio e Genzano di Lucania e, successivamente, anche Spinazzola per le ricadute dirette ed indirette sull'ambiente e sul paesaggio. Una società materana che, grazie ad una legge regionale del tutto discutibile, ha reso legittima la presentazione dell'istanza di autorizzazione del progetto alle porte di Palazzo San Gervasio, nel novembre 2012. Non è difficile comprendere che un progetto, presentato nel 2012, ha richiesto uno studio del territorio e delle eventuali complicanze nell'acquisire la disponibilità dei terreni su cui far sorgere l'ecomostro».

«Lavoro preparatorio - dice ancora il sindaco - che doveva essere contrastato per evitare che la società consolidasse l'idea di realizzare una "follia" ai danni di un'intera Comunità e del Vulture Alto Bradano. Un risultato complicato ed irrealizzabile senza il supporto tecnico dell'Associazione Intercomunale Lucania e della Vas per il Vulture Alto Bradano nonché della Vas nazionale, dell'A.Mi.C.A., della Federazione nazionale Pro Natura, della Ola, del Coordinamento locale del Forum Salviamo il Paesaggio - Difendiamo i Territori, dell'Associazione ecologista Gruppo d'Intervento Giuridico, del Gal per il Vulture Alto Bradano, dei cittadini che non hanno mai tradito l'azione di difesa del territorio e per ultimo, non certamente perché meno importante, dei Comuni di Atella, Barile, Ginestra, Maschito, Melfi, Rapolla, Rapone, Rionero in Vulture, Ripacandida, Ruvo del Monte, San Fele, Venosa, Forenza, Genzano di Lucania, Lavello, Montemilone e dell'Area Programma Vulture Alto Bradano a cui si aggiunge il Comune di Spinazzola, la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, l'Ufficio V.I.A. e V.In.C.A. della Regione Puglia e l'Ufficio Compatibilità Ambientale della Regione Basilicata che ha recepito tante delle osservazioni e valutazioni tecniche fatte. Abbiamo raggiunto un risultato inimmaginabile grazie anche al contributo dell'Ing. Donato Cancellara che ha permesso, tra l'altro, di far conoscere la problematica lucana del "solare termodinamico" anche su scala nazionale .Un'azione continua e martellante, in difesa della nostra Terra, resa possibile anche grazie alla caparbietà, alla forza e all'intransigenza del Presidente dell'A.I.L. Maurizio Tritto, di tutto il consiglio direttivo dell' associazione».

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