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Sabato 18 Novembre 2017 | 09:35

Bari, scoppia il caso multe  cacche cani: 50 o 300 euro? «Lite» tra i due capi dei vigili

di NICOLA PEPE
BARI - Decaro vuole aumentare la sanzione a 300 euro per i proprietari dei cani sporcaccioni. Ma spunta il giallo di due diversi ordini di servizio per i vigili. Uno, firmato dal comandante Donati due anni fa, dice che resta la multa di 300 euro; l'altro, del suo vice, Palumbo (probabile successore) di un mese fa, sostiene che la sanzione è 50 euro. Chi ha ragione?
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Bari, scoppia il caso multe  cacche cani: 50 o 300 euro? «Lite» tra i due capi dei vigili
NICOLA PEPE
BARI - Il sindaco Decaro vuole aumentare a 300 euro l'importo delle multe per chi sporca le strade con le cacche dei cani, ma la sanzione esisterebbe già. Il giallo è saltato fuori oggi dopo la conferenza stampa del primo cittadino che ha annunciato di voler elevare la sanzione per gli sporcaccioni da 50 a 300 euro e annunciando l'investitura di altri 28 ispettori dell'Amiu da trasformare in sceriffi.

Attualmente, secondo il sindaco, l'importo da pagare per i proprietari sporaccioni sarebbe quindi 50 euro, somma prevista dal regolamento per la tutela degli animali approvato nel 2012 dal consiglio comunale. La sanzione rappresenta il doppio del minimo visto che lo stesso regolamento consente una scelta di importi per le multe che può variare da 25 a 500 euro (così come prevede la legge sugli enti locali).

A Bari, però, dal 1999 è in vigore una ordinanza - mai cancellata - che prevedeva una originaria multa di 102 euro poi elevata a 300 euro dalla giunta Emiliano nel febbario 2011 con una delibera dell'esecutivo: la scorsa amministrazione, tecnicamente, decise di triplicare l'importo della sanzione prevista dall'ordinanza dall'ex primo cittadino, Simeone Di Cagno Abbrescia contro chi sporcava con deiezioni solide (cioè cacche) e liquami organici (pipì).

Poi è arrivato il regolamento a fine 2012 che ha portato le multe per le deiezioni canine (cacche) a 50 euro, cioè il doppio del minimo vista l'assenza di un provvedimento specifico che ne fissa l'importo. Ma qui nascerebbe il problema: il regolamento comunale abolisce ogni atto "in contrasto con il regolamento stesso" ma in realtà tra gli atti da cancellare non ci sarebbe la famosa ordinanza del 1999 che di fatto stabilisce l'importo di una sanzione. Quel documento non è stato mai abolito perchè non è da ritenersi in contrasto con il nuovo regolamento.

Una lettura, questa, che sembrerebbe confermata da un ordine di servizio del comandante Donati, emanato due anni fa, proprio per colmare un vuoto interpretativo, secondo il quale il regolamento comunale di fine 2012 non ha abrogato l'ordinanza di Di Cagno Abbrescia. Morale: bisogna continuare a far pagare 300 euro e non 50.

A complicare le cose, ci avrebbe pensato un prontuario di servizio distribuito ai vigili un mese fa dal nuovo dirigente, Michele Palumbo, arrivato al Corpo di Polizia municipale dal comune di Monopoli grazie a un avviso di mobilità e candidato alla poltrona di comandante. Cosa dice Palumbo, o meglio il suo prontuario? Che per le deiezioni canine la multa è di 50 euro. Evviva la chiarezza!

Il sindaco Decaro, a questo punto, anzichè fare un atto che aumenta a 300 euro la sanzione per le cacche dei cani (che a questo punto già esiste), farebbe bene a mettere ordine tra i vertici della Polizia municipale magari facendoli aiutare dal segretario generale nella interpretazione delle norme. Chissà, forse si potrebbe scoprire che è possibile raggiungere lo stesso scopo (punire gli sprocaccioni) senza prestare il fianco a ricorsi che renderebbero ancora più difficile una corretta e condivisibile opera di moralizzazione.

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