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Geniale e poliedrica

Franca Valeri, addio a 100 anni di ironia

Franca Valeri è morta. L'attrice, nata a Milano nel 1920, aveva appena compiuto 100 anni il 31 luglio 2020

Franca Valeri si è spenta questa mattina nella sua casa di Roma intorno alle 7.40 di domenica 9 agosto 2020, circondata dall'affetto della famiglia. Aveva appena compiuto 100 anni il 31 luglio 2020. Era nata nel 1920 a Milano, di buona famiglia di origine ebraica. Nel video Youtube dal canale Il Sorpasso, una clip dal film «Il vedovo» (1959) di Dino Risi che ha fatto guadagnare a Franca Valeri un posto nell'antologia dei caratteristi italiani con la sua straordinaria prova al fianco di Alberto Sordi.

«Ogni volta che mi illudo d'incontrare quel signore che ritengo sia il teatro, mi rendo conto di vivere la più bella illusione della mia vita», ha sempre dichiarato Franca Valeri ed in questa illusione, in questo incontro è stato il segreto della sua vitalità e della sua longevità, senza mai perdere il contatto col mondo e le sue trasformazioni.

Facile dire, di un'artista che ha interpretato da subito dopo la guerra i vizi, i mutamenti, le debolezze di una società in grande trasformazione e poi decadenza, ricordando che questa signora, colta, ironica, di gusto, è stata la prima vera voce femminile autonoma della scena italiana, sin dal suo debutto nel 1948. In «Bugiarda no, reticente» poco prima dei 90 anni, aveva scritto «La nostra generazione era preparata. La preparazione non è solo forza fisica, ed è indubbio che noi siamo più robusti dei giovani, l’esercizio è soprattutto di genere morale». Allora ancora saliva in scena e stava per debuttare con una nuova commedia, «Non tutto risolto», mentre si batteva pubblicamente e riusciva a far cancellare il progetto di una discarica vicino a Villa Adriana. E mentre tutti la ricordavano ancora come la Signorina Snob o la Sora Cecioni, figure divenute icone popolari di strepitoso successo e di cui a lungo si è sentita prigioniera, amava sottolineare come a un certo punto avessero «riconosciuto Franca Valeri come scrittrice e autrice di vari libri e commedie» e non più solo come attrice comica tv, tra l’altro tradita sulle sue origini culturali dal proprio nome d’arte, derivato dal raffinato poeta francese Paul Valery, «perché mio padre non voleva facessi teatro», al posto dell’originale Franca Maria Norsa.

E infatti la grandezza di Franca Valeri è stata proprio nella raffinatezza del suo umorismo, come della sua satira, capace di sedurre gli intellettuali e assieme di conquistare il pubblico pi popolare, in un percorso che nasce nel dopoguerra e dal suo sodalizio con Vittorio Caprioli (poi diventato suo marito) e Valerio Bonucci con cui diede vita nel 1951 ai «Gobbi», creatori di una rivista da camera intitolata «Carnet des notes», un nuovo modo di fare cabaret con mordente satira della società italiana, che fu lanciata anche dal travolgente successo ottenuto a Parigi.

La carriera di Franca Valeri si divide agli inizi, prima che arrivi l'impegno con la musica e la lirica, tra teatro e cinema, che la rende nota con i vari film di Caprioli (da «Leoni al sole» a «Parigi o cara») e in particolare con «Il segno di Venere» del 1955 di Dino Risi, in cui sfoggia tutta la sua grinta teatrale, duettando con l’antagonista Sordi e senza farsi mettere in ombra da Sophia Loren. Ma a farle guadagnare un posto nell’antologia dei caratteristi italiani è la straordinaria prova al fianco sempre di Sordi ne «Il vedovo» (1959) come poi «Crimen» di Camerini nel 1960, anno in cui in teatro l Piccolo nella «Maria Brasca» di Testori, e via via sarà anche in spettacoli d’autore come «Fior di pisello» di Bourdet, diretto da Giuseppe Patroni Griffi, e «Gin Game» di Coburn con Paolo Stoppa.

Presso il grande pubblico comunque Franca Valeri resta legata ai suoi personaggi femminili, maschere se si vuole ma non macchiette e dotate di una loro sincera umanità. La popolarità arriva con la radio e poi la tv dove divenne una delle attrazioni dei varietà firmati da Antonello Falqui. E’ l’epoca della romana Sora Cecioni, pigra e di cattivo gusto nella sua irruenza, lanciata da Studio Uno e diventata un piccolo classico, assieme alla più sofisticata e milanese Signorina Snob, che per la sua creatrice «non era la figurina di uno sketch, ma qualcosa di vero e vissuto in cui traspare anche la tragedia dello snob, quella di non riuscire a adeguarsi alla realtà che lo circonda».

In tv, più avanti, Franca Valeri prenderà anche parte ad alcune fiction, dalla sit-com con Bramieri «Norma e Felice» sino ancora nel 2000, ottantenne, accanto a Nino Manfredi in «Linda, il brigadiere e...» su Rai1.

Il suo sguardo ironico di interprete e testimone partecipe dei cambiamenti della società italiana nella seconda metà del secolo scorso troverà un momento alto di espressione quando, dopo un esordio nel 1961 con «Le catacombe», pochade che inverte i ruoli e rende sciocco e vanesio protagonista un uomo, negli anni '70 comincia a scrivere e interpretare commedie proprie cui tiene moltissimo, da «Lina e il cavaliere» a «Meno storie» o «Tosca e altre due» (divenuta anche film nel 2003) e «La vedova Socrate» sino a «Non tutto risolto» del 2011 e «Il cambio dei cavalli» del 2014 sulle illusioni e ambiguità della vita indagando il rapporto e il passaggio tra generazioni, che la vedono in scena sino a 94 anni a Spoleto col partner sodale Urbano Barberini e il regista Giuseppe Marini, per il quale ha preso parte alle impegnative «Serve» di Genet con la Guarneri nel 2007, nonostante la lotta col male, il morbo di Parkinson, che già la affliggeva. Nel frattempo, con la solita vitalità e curiosità, Franca Valeri aveva iniziato seriamente a darsi alla musica appoggiata dal suo nuovo compagno, il musicista Maurizio Rinaldi, sia come regista lirica, sia dando vita al concorso «Battistini» per giovani cantanti.

Del resto ricordava sempre che la mamma le aveva insegnato a non festeggiare i compleanni e a guardare invece sempre avanti, per lei sempre con la voglia e la nostalgia del palcoscenico: «Oggi sto qui a casa e non nella mia casa naturale, il teatro. Non recito più e non capisco quasi nemmeno il perché. Vorrei ancora ripagare l’affetto della gente continuando a lavorare», aveva detto Franca Valeri non molto tempo fa, rifiutando di autocelebrarsi, davanti al pubblico o in un’intervista, con la sua eterna ottica autoironica.

Franca Valeri: domani la camera ardente al Teatro Argentina - Sarà allestita domani al teatro Argentina, dalle 17 alle 21, la camera ardente per Franca Valeri, la grande attrice scomparsa all’età di 100 anni. I funerali si svolgeranno poi in forma strettamente privata. Lo annuncia all’ANSA la figlia, Stefania Bonfadelli. «A chiunque voglia fare un omaggio con dei fiori, chiediamo una donazione al rifugio per cani abbandonati Franca Valeri onlus, al quale teneva tantissimo», sottolinea.

Franca Valeri: il Piccolo, era vera Signora del Teatro - «Una vera, insostituibile Signora del teatro»: con queste parole il Piccolo rende omaggio a Franca Valeri, morta una decina di giorni dopo il suo centesimo compleanno. «Salvatore Carrubba, il Consiglio di Amministrazione , tutto il Piccolo Teatro di Milano - si legge nel necrologio - piangono la scomparsa di Franca Valeri, interprete immensa, indimenticabile, dalle infinite, raffinate sfumature. La sua ironia intelligente ha attraversato la cultura con il passo lieve ed elegante di una vera, insostituibile Signora del Teatro».

Franca Valeri: Lella Costa, era pop con grandissima cultura - Franca Valeri «aveva una profonda cultura, ma anche la capacità di renderla accessibile a tutti. Era nazional popolare, pop ma non ha mai abbassato il livello. E in questo era più unica che rara»: Lella Costa - che proprio per volere di Franca sta portando in giro il suo spettacolo La vedova Socrate - la ricorda con queste parole. «Sono stata lusingata quando mi ha chiesto di rimetterlo in scena» racconta all’ANSA. E adesso, dopo il debutto a Siracusa il 26 luglio, le rappresentazioni al Piccolo teatro dal 31 luglio (giorno del centesimo compleanno di Franca), Lella Costa tornerà ad interpretarlo a Cirié Piemonte, in Val di Susa, il 12 agosto e poi in tournée, «sarà un’emozione farlo in memoria di Franca».

Franca Valeri: Shammah, nostro saluto parole per suoi 100 anni - «Abbiamo tanto festeggiato i suoi 100 anni, ora quelle parole d’amore siano il nostro saluto. Riposi in pace». Sono le parole d’addio di Andrée Ruth Shammah, anima del Teatro Parenti, registra teatrale, attrice e imprenditrice milanese, a Franca Valeri. In un post su Facebook Andrée Ruth Shammah ha voluto ricordare che l’artista, che si è spenta oggi a Roma, «era stata una invenzione di Silvana Ottieri sua grande amica. Inoltre con le leggi razziali ...lei ebrea....», riferendosi alla tragedia che ha accomunato le loro famiglie durante il regime fascista.

Franca Valeri: Escobar, era ed è antidoto banalità - Franca Valeri «era ed è uno straordinario antidoto alla banalità e all’ovvio che stanno minacciando non solo il teatro ma la nostra vita politica e privata": è con queste parole che la ricorda Sergio Escobar, che è stato direttore del Piccolo Teatro di Milano fino allo scorso 31 luglio, giorno del centesimo compleanno di Franca, e giorno in cui proprio il Piccolo ha voluto renderle omaggio mettendo in scena 'La vedova Socratè, interpretata da Lella Costa. «Era legatissima al nostro teatro» ricorda Escobar. Una testimonianza di questo è stata pubblicata sui social per il suo compleanno: alcune foto degli spettacolo che al Piccolo ha realizzato come Maria Brasca» di Giovanni Testori, messa in scena da Mario Missiroli al Piccolo Teatro nel 1960 con lei appunto come protagonista. Tanti gli spettacoli e gli incontri, anche negli ultimi anni. Tanto che, con grande ironia, scherzava con il direttore dicendogli «hai messo in programma solo due settimane di spettacoli perché non ti fidi..». «Il dolore - aggiunge - è proporzionale al senso di vuoto che lascia nel mondo della cultura, con la sua intelligenza ironica. Si dice per tutti che sono insostituibili, per lei è vero».

Franca Valeri: da Barberini a Gassmann, l'omaggio sul web - «Mi manca il tuo braccio che si appoggiava a me e mi sosteneva": con un’immagine che lo ritrae al braccio di Franca Valeri e un cuore spezzato, Urbano Barberini ricorda così su Facebook l’attrice scomparsa alla quale è stato legato da un sodalizio più che ventennale. Ma sono tanti i personaggi del mondo dello spettacolo che in queste ore stanno rendendo omaggio alla Valeri sui social.

«Ciao Franca, rip», scrive semplicemente Alessandro Gassman su Twitter, postando una foto dell’attrice. «Che Donna! Riposa in pace stella», è l’omaggio di Laura Pausini. «Arrivederci, grande Franca», le fa eco Paola Turci. «Da generazioni, in ogni italiano che conosca (o riconosca) l’umorismo, c'è un pò di te. Arrivederci Franca», il saluto di Paola Cortellesi.
«#FrancaValeri da strepitosa #SignorinaSnob ha aspettato i #cento e ha chiuso il telefono #persempreapplausi e #grazie», twitta Paola Saluzzi. E Rita Pavone scrive: «Cara Franca Valeri, la cosa che mi rimarrà nel cuore per sempre,è che per la prima volta il tributo ad una grande artista quale tu sei stata, è avvenuto mentre eri ancora in vita e non postumo,come spesso avviene,e ciò ti ha permesso di vedere quanta gente ti amasse e ti stimasse». «Una grande uscita di scena per una grande artista #francavaleri», twitta Antonella Clerici.

Per Anna Foglietta, «non conta nulla l’età. Franca Valeri era e sarà sempre oltre il tempo... ed ora che non c'è più su questa terra sarà nostro il compito di onorare la sua memoria, raccontando ai giovani chi era e cosa ha rappresentato per le donne, per il teatro, per la cultura, per la vita».

Tantissimi gli omaggi degli utenti allo stile, all’eleganza, all’ironia con cui Franca Valeri ha dato volto e corpo alla commedia umana, ma anche alle sue battute più celebri, su tutte quel 'Che fai, cretinettì con cui apostrofava Alberto Sordi nel film Il vedovo di Dino Risi. E tanti coloro che sottolineano l''ultimo colpo di teatrò, l’addio a pochi giorni dal centesimo compleanno. 

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