Lunedì 23 Marzo 2026 | 05:38

Panareo, città invisibile: ecco il campo «temporaneo» che dura da trenta anni visto dal drone

Panareo, città invisibile: ecco il campo «temporaneo» che dura da trenta anni visto dal drone

Panareo, città invisibile: ecco il campo «temporaneo» che dura da trenta anni visto dal drone

 
Fabiana pacella

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Fabiana pacella

Nasce come struttura temporanea: «che ha una durata limitata nel tempo, che non è stabile, duratura o definitiva, ma provvisoria» (cit.dizionario online Treccani). Eppure, da circa 30 anni, è altro

Lunedì 23 Marzo 2026, 04:00

C’è un campo sosta rom, nato come temporaneo, alla periferia di Lecce, lungo la strada statale per Taranto. Si chiama Campo Panareo. Lo abbiamo raccontato nelle scorse settimane, in una inchiesta a puntate, attraversando tutti i colori della cronaca. A partire da quella nera, con le indagini che da quel campo passano per fare luce sull’assalto al portavalori di febbraio sulla Lecce-Brindisi: la rete di fiancheggiatori, i collegamenti tra gruppi criminali differenti e, al tempo stesso, complementari nella suddivisione di affari e ruoli. E poi i numeri, i risvolti sociali, le azioni interistituzionali. Fino al tema dell’integrazione tra comunità, che spesso non coincide con una reale inclusione tra chi ospita e chi è ospitato.

A relativizzare il concetto di tempo è la storia stessa dell’insediamento: nato nel 1998 come soluzione temporanea per accogliere persone in fuga da Serbia, Montenegro, Kosovo, ex Jugoslavia e Albania, è di fatto divenuto stabile.

Tutti i colori della cronaca, dicevamo. In questa nuova pagina di approfondimento mettiamo a confronto i dati raccolti con le evidenze fisiche documentate dal materiale fotografico che racconta l’attualità. A primo impatto, più che un’area di sosta, Panareo appare come una città nella città. L’insediamento è segnalato da un cartello stradale, piccolo, nero su bianco.

In molti hanno scoperto solo grazie alla nostra inchiesta cosa sia quel campo. Molti salentini ne ignoravano l’esistenza, ben nascosto com’è sotto gli occhi di tutti. Appena ai margini: della carreggiata e della società. A Panareo si accede da una stradina laterale che interseca la SS 7 Ter, usciti da Campi Salentina in direzione Lecce. Uno sterrato, poi l’insediamento. Gli abitanti censiti sono 208, ma da ciò che si osserva le cifre reali appaiono più alte. Tra prefabbricati, residui delle baracche originarie (oggi ai margini), container, casette e roulotte sparse — soprattutto sulla sinistra dell’ingresso — i numeri non collimano. Così come non collimano i quasi trecento mezzi presenti, tra autovetture e camion, rispetto ai dati ufficiali.

In fondo a sinistra, oltre l’area abitata e al di là di una sorta di linea di confine, si estende una discarica a cielo aperto. Rifiuti abbandonati che contrastano con la campagna circostante, ampia, a perdita d’occhio. Un’area vasta, ma allo stesso tempo vicina alla statale, al capoluogo e a centri come Surbo, Campi Salentina, Trepuzzi e Squinzano. Una posizione che (come emerso in diverse operazioni di polizia giudiziaria) si presta a nascondere mezzi, uomini, armi e a coprire fughe. Molti dei veicoli presenti sono di grossa cilindrata. Un dato che contrasta con i redditi dichiarati dagli abitanti del campo. «Non siamo gente per il male. Noi siamo gente per bene. Dovete darci una opportunità di conoscerci. Non dovete pensare che noi non abbiamo voglia di lavorare. Qui siamo quasi tutti commercianti, ambulanti di piante. Se si resta in un campo, per forza le persone devono essere delinquenti? Perché? Noi lavoriamo, ma se non ci danno opportunità, come devono fare le persone?», raccontava un abitante di Panareo in una intervista di qualche anno fa, quando l’area era meno estesa.

E i bambini e i ragazzi? Dei 72 minori censiti, quanti frequentano la scuola con regolarità? E, oltre l’orario delle lezioni, cosa resta loro in quella città-emergenza diventata regola? Se i più piccoli condividono i giochi con le pozzanghere, i più grandi restano esposti ai social, dove il disagio viene raccontato, amplificato, talvolta esibito. Nelle immagini che abbiamo raccolto emerge con maggiore chiarezza questa realtà e le contraddizioni. A partire dalle parole. Perché Panareo nasce come struttura temporanea: «che ha una durata limitata nel tempo, che non è stabile, duratura o definitiva, ma provvisoria» (cit.dizionario online Treccani). Eppure, da circa 30 anni, è altro.

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