Domenica 30 Novembre 2025 | 17:17

Dardust incanta Lecce: un live monumentale al Teatro Apollo

Dardust incanta Lecce: un live monumentale al Teatro Apollo

 
Toti Bellone

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Toti Bellone

L’artista marchigiano travolge il pubblico del Locomotive Jazz Festival con “Urban Impressionism”: elettronica, pianoforte e pura magia in uno show da tutto esaurito.

Domenica 30 Novembre 2025, 16:33

Ci sono concerti e grandi concerti. Dai primi esci sodisfatto in linea generale per la prestazione dell’artista o degli artisti di turno, dai secondi con una sensazione di pienezza, che ti fa dire, di chi hai appena finito di ascoltare e di vedere, se con la musica c’è stato anche uno spettacolo vero e proprio: “ma questo è un ‘mostro’”. E’ il caso del live, che il musicista, compositore e produttore discografico Dardust, al secolo Dario Faini, ha tenuto ieri sera nel teatro Apollo di Lecce, nell’ambito del main stage targato Locomotive Jazz Festival. Il primo indoor dell’edizione 2025, la ventesima, dopo i tradizionali appuntamenti dell’estate, culminati con l’Alba Locomotive nella marina leccese di San Cataldo, con Brunori Sas, e parte dell’incasso di migliaia di spettatori, girato al Reparto di oncoematologia pediatrica dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce.

Dopo i primi due brani di stampo classico suonati con maestrìa al pianoforte, allorché ha preso a muovere anche sintetizzatore, drum machine e programmazione, Dardust ha mandato in visibilio il pubblico, che ha occupato in ogni ordine di posti, loggione compreso, il teatro leccese, sulla carta capace di ospitare, comprese le due file di palchi, 818 persone. Ma con l’aggiunta di chi è rimasto in piedi, ieri sera ce n’erano almeno mille.
Assieme ai suoi tre giovanissimi musicisti impegnati al violino ed al violoncello, nella capitale del barocco, unico live in Puglia dell’anno che volge al termine (il prossimo 7 di febbraio, tappa nel Teatro Orfeo di Taranto) il  poliedrico maestro marchigiano, ha presentato lo show “Urban impressionism”, che con una cinquantina di date, sta portando in giro per l’Europa. La sua voce narrante, ha così parlato  dell’omonima corrente pittorica francese, ma non quella dei luoghi cult di Renoir e Monet, bensì delle periferie, come periferico è il paesino di 400 abitanti dove è cresciuto, prima di saltare in giro per il mondo, da ultimo  nell’Amazzonia peruviana, dove ha ritrovato una parte di se stesso.
Via via, il sound ripetitivo dell’elettronica unita al pianoforte, che per chi scrive, ha per certi versi ricordato le sonorità di John Cale e Terry Riley, ha letteralmente coinvolto il pubblico, che su invito dell’artista,  si è alzato in piedi, ritmando voce e suoni del battito delle mani, che regolarmente registrati, Dardus - sono parole sue - proporrà nelle sue prossime esibizioni, e fors’anche in un nuovo album.
Grazie al cartellone del Locomotive Jazz Festival ideato dal saxofonista di Sogliano Cavour, Raffaele Casarano, le due ore di live regalate al pubblico salentino, rimarranno sicuramente fra le più belle e suggestive della storia dei concerti made in Lecce. 
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