Martedì 04 Ottobre 2022 | 09:09

In Puglia e Basilicata

il fatto

Dà fuoco al bosco, arrestato operatore della Protezione Civile nel Salento: pentito del gesto chiede scusa

Ai domiciliari il 53enne, incastrato dalle telecamere mentre appiccava il rogo nel "Bosco Guarini" lo scorso 2 agosto

14 Agosto 2022

Redazione online

LECCE - Arrestato con l'accusa di incendio boschivo doloso. A seguito di intensa attività di indagine, i carabinieri forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Lecce e della stazione CC forestale di Otranto, sotto il coordinamento e la direzione della Procura della Repubblica di Lecce, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare personale degli arresti domiciliari nei confronti di un uomo 53enne. La persona in questione, che è un operatore della Protezione Civile di un Comune della Provincia di Lecce, è stato filmato mentre verosimilmente appiccava un incendio il 2 agosto scorso, in un’area boscata in località “Bosco Guarini”, causando la distruzione di circa 1,5 ettari di superficie.

L’attività investigativa posta in essere è stata svolta mediante una preliminare analisi storica degli eventi incendiari boschivi di plausibile matrice dolosa che si sono succeduti nella zona negli ultimi 10 anni con analoghe dinamiche e negli stessi giorni durante il periodo estivo, nonché mediante applicazione di un metodo scientifico denominato “metodo delle evidenze fisiche” (m.e.f.) che ha consentito di individuare con precisione i punti di innesco dei predetti incendi. Tale analisi ha quindi portato i Carabinieri Forestali ad installare in loco un sistema di videosorveglianza occultato, in prossimità delle vie di accesso al “Bosco Guarini”, attività che ha permesso di immortalare l’uomo che, attorno alle ore 9 del 2 agosto scorso, giungendo in zona con un’auto imboccava la stradina di accesso al bosco e, fermatosi in corrispondenza di un varco di accesso, scendeva all’auto e, addentrandosi nel bosco, verosimilmente ne appiccava il fuoco, allontanandosi poi velocemente dalla zona.

https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/upload/2022_08_14/Foto_2-1660462180663.JPG

L’attività criminosa posta in essere dall’incendiario risultava di particolare gravità in quanto, oltre a cagionare la distruzione della porzione di bosco in un’area di particolare pregio ambientale e paesaggistico, veniva perpetrata in una zona attigua alla sp 344 ed in prossimità dei centri abitati attigui alla strada, quindi con potenziale pericolo per la pubblica incolumità. Particolarmente allarmante appare poi la circostanza che l’indagato è un operatore di Protezione Civile abitualmente impiegato proprio in operazioni di spegnimento di incendi boschivi e come tale, consapevole dei danni che il fuoco può provocare al bosco.

IL PENTIMENTO

Ha ammesso la propria responsabilità e ha chiesto scusa Vincenzo D’Alba, l’operatore della Protezione civile di 53 anni ai domiciliari da tre giorni con l’accusa di aver appiccato il fuoco che ha distrutto il 2 agosto scorso oltre un ettaro e mezzo di superficie boschiva nel comune di Palmariggi (Lecce). Nel corso dell’interrogatorio di garanzia questa mattina davanti al gip ed al proprio legale, l’uomo ha chiesto scusa, asserendo «di attraversare un momento di profondo disagio e di non sapere spiegare neppure a se stesso il gesto compiuto», ma di non essere un piromane e che si trattava della prima volta. L’uomo, incastrato dalle telecamere, è stato arrestato dai carabinieri per il reato di incendio boschivo doloso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725