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LECCE IN SERIE A

Festa e fuochi d'artificio in piazza Sant'Oronzo: Lecce vola in A

È ormai notte quando il pullman scoperto della squadra arriva in città, gremita di gente

07 Maggio 2022

Redazione online

LECCE - Un boato ha accolto ieri notte in città l'arrivo del Lecce. Sono sul pullman scoperto. Il presidente Sticchi Damiani stringe la coppa della promozione in serie A. I festeggiamenti sono ovunque. 

La festa del Lecce per il ritorno in A comincia appena l’arbitro Piccinini decreta la fine. Sono le ore 22.23 quando il sogno si trasforma in splendida realtà. Il Lecce, nell’ultimo turno di campionato, supera per 1-0 il Pordenone, grazie ad una rete dello sloveno Majer, in un Via del Mare stracolmo di 30mila tifosi, in un tripudio di colori, gioia e canti, e conquista la decima promozione nella massima serie, dopo un’entusiasmante cavalcata coronata con il primo posto, raggiunto a quota 71 punti. E’ passato poco più di un anno dalla beffa dei play off della scorsa stagione, e quelle lacrime di delusione e sconforto questa notte sono divenute lacrime di gioia irrefrenabile. I giocatori sul manto erboso si sciolgono in abbracci liberatori, sfoggiando le maglie celebrative realizzate per la festa su cui campeggia la scritta «onorata la nostra maglia». Sugli spalti è un tappeto di bandiere e sciarpe giallorosse, con i protagonisti che nel giro di onore ricevono il giusto tributo dalla tifoseria, mentre ci si affanna ad allestire in gran fretta il palco per la cerimonia di premiazione.

C'è da assegnare la coppa alla prima classificata, che da il presidente della Lega B Mauro Balata consegna nelle mani di capitan Lucioni. Il boato che accompagna l’alzata della coppa è da brividi, con due 'bocchettonì che sparano in aria migliaia e migliaia coriandoli gialli e rossi. Poi via alle festa non ufficiale. Dal «Via del Mare» parte il pullman scoperto, già pronto e poi rimandato indietro dopo la surreale gara persa a Vicenza. L’intero gruppo squadra, il tecnico Marco Baroni, il presidente Saverio Sticchi Damiani e signora, assieme a tutta la compagine societaria, ed il duo Pantaleo Corvino e Stefano Trinchera, i registi del successo del giocattolo giallorosso: la «famiglia» del Lecce si avvia verso il centro della città, pronta a percorrere le vie barocche per ricevere l’abbraccio dei sostenitori. Di pari passo, in una sorta di danza ritmata, i tifosi abbandonano gli spalti e si avviano in caroselli festanti direzione centro cittadino, simbiosi ideale tra stadio e cuore della città. L’anfiteatro romano in Piazza S. Oronzo, da sempre teatro delle feste promozioni, oggetto al momento di lavori, è stato protetto da apposita transennatura per evitare danni. Piazza Mazzini, cuore commerciale della città, e la sua fontana presa d’assalto con il bagno di molti tifosi, quasi una sorta di rito post promozione. Le vie cittadine hanno visto riversarsi migliaia di tifosi che hanno atteso, quasi scortato e seguito, il passaggio del pullman scoperto, con caroselli in auto e moto.

Lecce ed i suoi tifosi festeggeranno fino a notte fonda, in una giornata che è diventata storia. Una promozione che ha trasformato un anonimo venerdì sera di provincia in una baraonda festaiola, al termine di un campionato sospeso sul filo di un’apprensione continua e logorante.

«Sono davvero felice per la nostra gente - ha dichiarato a caldo, al termine della partita contro il Pordenone, l’arcivescovo di Lecce, mons. Michele Seccia -. Avrei voluto essere allo stadio stasera in segno di vicinanza alla squadra, ai tifosi e, soprattutto alla società. Questa, con la squadra, ha realizzato il sogno dell’intero Salento dopo due anni di purgatorio in serie B. Per questo, il mio plauso, per primo, va al presidente Sticchi Damiani e a tutti i suoi collaboratori: non è facile al sud compiere imprese come questa. L’accorta e l’intelligente gestione, lo spirito di sacrificio e la grande passione posso però fare la differenza specie quando le risorse sono limitate: solo così si possono raggiungere certi traguardi. Lecce e il Salento - sottolinea l’arcivescovo - meritano la serie A: per slancio, generosità e per capacità di abnegazione ci battono in pochi. Il tecnico Baroni e i suoi ragazzi lo hanno assorbito in fretta, ci hanno creduto fino alla fine, si sono rialzati in fretta dopo le pochissime cadute e hanno portato tutto il territorio in serie A».

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