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In Puglia e Basilicata

La fiction su Rai 1

Lolita Lobosco divide la Puglia, pioggia di critiche sui social: «A Bari non parliamo così»

La mini serie con Luisa Ranieri nei panni del vicequestore Lolita, protagonista dei libri di Gabriella Genisi, non fa impazzire i baresi ma tiene incollati allo schermo oltre 7.5 milioni 535mila spettatori con il 31.8% di share

22 Febbraio 2021

Graziana Capurso

BARI - Tanto osannata e attesa, ma la nuova serie di Rai Uno “Le indagini di Lolita Lobosco”, con Luisa Ranieri, trasmessa ieri sera in prima serata e interamente ambientata a Bari e dintorni, proprio non ce l'ha fatta a convincere la maggior parte dei baresi. Nonostante abbia riscosso un successo incredibile sul piccolo schermo con ben 7.5 milioni 535mila spettatori e con il 31.8% di share, parecchi sono rimasti sì incollati a vedere la miniserie, firmata dal regista Luca Miniero e liberamente tratta dai romanzi di Gabriella Genisi, ma anche un po' delusi.

«Ma perché nei film nazionali devono far recitare gli attori sempre con questa cadenza forzata e finta», «ma stiamo scherzando? A Bari non parliamo così» «Che vergogna»: questi alcuni dei commenti postati a caldo. Già perché a irritare il pubblico è stata proprio la trasposizione dell'accento dialettale barese. Sono in tanti, infatti, che sui social network hanno segnalato, e addirittura protestato, per il modo in cui parla la protagonista della serie. Un accento surreale, troppo marcato e sguaiato che non ha fatto riconoscere i baresi nel linguaggio andato in onda in tv. Da Silvio Maselli, ex assessore alla cultura, a Leonardo Palmisano passando per consiglieri comunali, attori, giornalisti o semplici spettatori, Bari e la Puglia intera si dividono tra detrattori e fan che invece hanno apprezzato la trasposizione resa da Luisa Ranieri, perché trattasi di un linguaggio letterario "bastardo". Un po' come quello usato da Camilleri, nel celebre Montalbano.

Fioccano anche i commenti negativi sotto il post del sindaco Antonio Decaro, che invece evita di sottolineare il tema.

Anche io, insieme a tanti milioni di italiani, stasera sto guardando su Rai1 le immagini della nostra città nella fiction "Le indagini di Lolita Lobosco". E sono orgoglioso. Bari è bellissima anche in tv.

Pubblicato da Antonio Decaro su Domenica 21 febbraio 2021

E mentre il web si infiamma sulla questione "linguistica", non c'è nulla da eccepire sulla scenografia e la fotografia: Bari in tv risplende di luce propria. La città vecchia, il lungomare e i vicoli antichi, per non parlare della vista panoramica di di San Sabino e la passeggiata della protagonista a bordo di un ape con una carrellata di camera car.

Per chi non ha mai visitato il capoluogo pugliese o per chi quelle strade le calpesta ogni giorno, la città diventa ancora più bella e affascinante.

Ciò che però fa storcere parecchio il naso, oltre alla bagarre dell'accento, è il cliché vecchio e datato, adottato per raccontare un popolo, i baresi, e una realtà (quella locale) ferma ad almeno 60 anni fa.

Dialoghi troppo semplici e banali, provincialismo dilagante e becero, sceneggiatura senza un momento di tensione né di attesa (nonostante si tratti di un giallo), regia lentissima, per non parlare dei molti stereotipi negativi riguardanti il lavoro in nero, i nullafacenti del sud e le donne fedifraghe e contente. È vero che stiamo parlando dei famosi tempi della «bianchina», ma ora Bari non è così: non è fatta da madri analfabete che sparano parolacce ogni 3x2 e che friggono panzerotti a tutte le ore del giorno, né tanto meno da poliziotti tonti e cozzali (non alla Checco Zalone per intenderci) che strepitano solo all'urlo dello "spirito di patata" machista accompagnato dal solito riso e cozze.

La prima puntata ha deluso perché ha il sapore dell'occasione sfumata per rendere omaggio a un luogo che ha enormi potenzialità (ndr. la serie è stata finanziata con soldi pubblici). Al di là dei contenuti, rimane indiscussa la bellezza del capoluogo pugliese di cui, da qualche tempo l'Italia - e non solo - si è accorta che può lasciare davvero senza parole. Arriverà il tempo in cui il riconoscimento varrà anche quando Bari si metterà a “parlare”. Nel frattempo vediamo cosa ci attenderà nella prossima puntata. Ma fino ad allora come dice il promo della fiction: «Da Bari non si scappa» e nemmeno dal giudizio dei baresi. 

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Commenti all'articolo

  • epispala

    23 Febbraio 2021 - 10:02

    Una cagata !

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  • Filosofo

    22 Febbraio 2021 - 20:32

    E' una boiata pazzesca.....

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  • dinox

    22 Febbraio 2021 - 20:15

    io l ho guardata con piacere, voglio vedere chi vive a Bari centro riesce a capire al 100/100 entrando nella Bari vecchia, poi se ti allontani di qualche km l accento e molte parole cambiano, ma cosa volete , l unica stonatura è nei poliziotti che hanno distorto la cadenza, ma Luisa la guardo anche se parlasse arabo

    Rispondi

  • amico lucano

    22 Febbraio 2021 - 18:41

    Non sono barese, ma vedo troppe forzature linguistiche nella fiction. Non credo che poliziotti e vicequestori parlino in quel modo... Chissà perchè, se una fiction la si ambienta al Sud ( altro caso, quello della fiction della materana della Tataranni), tutto deve apparire dialettale e basta...Mah!

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