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l'incontro a Roma

Decaro a premier Conte: «Governo riconosca impegno sindaci piccoli comuni»

Il sindaco di Bari, presidente dell'Anci, ha incontrato 4mila "colleghi" primi cittadini: tra i temi anche quello di un'indennità mensile

29 Ottobre 2019

Redazione online

«Come sindaci conosciamo i nostri diritti e i diritti dei nostri territori, siamo abituati a lottare per difenderli, ma sappiamo ancora di più che il primo dovere di un sindaco è non solo restare e creare le condizioni per far rimanere lì gli abitanti, ma anche combattere insieme lo spopolamento. Una sorta di valanga che, se non contrastata, ci travolgerà tutti. Se si spopola un piccolo Comune, infatti, è un problema del Paese. Ma ai sindaci, per poter svolgere con dignità ed efficacia il ruolo per il quale i cittadini li hanno votati, servono risorse, strumenti e meno vincoli burocratici». Lo ha affermato il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro, rivolgendosi ai rappresentanti del governo e ai quasi quattromila primi cittadini di piccoli Comuni che hanno partecipato alla seconda edizione di “Sindaci d’Italia”, evento organizzato da Poste italiane. Ai lavori, nel centro congresso La Nuvola, a Roma, sono intervenuti il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i ministri dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, del Lavoro Nunzia Catalfo, per gli Affari Regionali e le Autonomie Francesco Boccia, per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione Paola Pisano, per il Sud e la Coesione territoriale Giuseppe Provenzano, e per i Beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini.

Decaro nel suo intervento ha parlato degli ostacoli che la burocrazia pone all’azione dei primi cittadini: «Un paradosso del nostro Paese è che gli amministratori di Moncenisio, il Comune più piccolo d'Italia con meno di 30 abitanti, hanno le stesse responsabilità, in termini di adempimenti, le stesse leggi e le stesse regole che hanno gli amministratori di Roma, che ha qualche milione in più di abitanti e uno Stato estero al proprio interno».

Decaro ha quindi ricordato la proposta di legge dell'Anci "Liberiamo i sindaci": «Senza semplificazione amministrativa, un sindaco non può svolgere il suo lavoro, e questo significa condannare quel Comune all’inerzia, allontanare i cittadini dalle istituzioni».

Infine, un altro appello al governo sulla necessità di riconoscere un'indennità per i sindaci almeno pari a 1500 euro al mese: «Non è giusto che a fronte delle responsabilità richieste siano percepite indennità ridicole. In alcuni casi forse una pacca sulla spalla sarebbe più onesta, vi gratificherebbe di più - ha detto rivolgendosi ai suoi "colleghi" presenti - Questa è per noi una battaglia di merito: riconoscere un’indennità di 1500 euro netti come soglia minima, a prescindere dalla popolazione perché i sindaci dei piccoli Comuni lavorano quanto gli altri e come gli altri».

L’appello è stato raccolto dal ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, intervenuto durante la mattinata: «Personalmente non sarei contrario a riconoscere ai sindaci un'indennità: le risorse necessarie possono essere recuperate dai risparmi di ministeri e parlamento».

Alla voce di Gualtieri si è sommata quella del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha innanzitutto ricordato come il governo segua con molta attenzione la proposta legislativa Anci, e che il prossimo 7 novembre si aprirà al ministero degli Affari regionali un tavolo con tutti gli enti locali per «coordinarci meglio e raccogliere le istanze relative alla manovra. Rendiamo questo tavolo permanente, che si occupi di tutte le istanze dei sindaci, come la possibile revisione del Testo unico degli enti locali, la questione dei segretari comunali, e i rimborsi che devono essere riconosciuti a quei primi cittadini che spesso sostengono in prima persona spese per il bene della comunità. Sono sensibile al ragionamento che chi si assume precise responsabilità debba oggi avere anche una minima corrispondenza sul piano economico», ha concluso Conte.

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