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La curiosità

Peschici, nella gelateria di Michel i coni sono solo in dialetto

L'attività, da 21 anni sul Gargano, ha conquistato anche il Gambero Rosso con i suoi gusti eccentrici: dal gelato al caciocavallo a quello al lampascione. La video intervista.

Da U' crust'le' al Lambasciàune, passando per le Carteddet e U cascerecòtte: sono solo alcuni dei curiosi gelati che la gelateria Michel a Peschici, propone ai suoi clienti. Già perché in questa gelateria del Gargano la particolarità non sta solo nel prodotto, interamente realizzato con materie prime pugliesi, senza additivi e rigorosamente a km zero, ma anche nei loro nomi scritti in dialetto. Il gelataio, titolare dell'attività, Michel Draicchio, infatti si è ingegnato a tal punto da sfidare i suoi clienti che per ordinare un cono devono azzeccare la pronuncia esatta del gusto da loro scelto, altrimenti niente gelato. La trovata è così simpatica che siamo andati a Peschici per verificarla di persona: i momenti di ilarità non mancano affatto. Guardare per credere. 

Come mostrano le immagini, ogni vaschetta in vetrina è accompagnata da una serie di etichette che recitano i nomi dei gusti in primis in vernacolo locale, poi in italiano e, talvolta anche in inglese.

«Non tutti i gelati sono scritti in dialetto - ci spiega Michel - ma solo quelli realizzati con i prodotti locali del nostro territorio. L'idea mi è venuta sin da quando ho creato i primi gusti: mi sembrava giusto venderli al cliente con i loro nomi originali perché solo così li potrà assaporare davvero, sia attraverso il gusto, sia attraverso la cultura dialettale peschiciana. E devo dire che l'espediente ha avuto un ottimo risultato. Non nascondo - ci racconta sorridendo - che è parecchio divertente sottoporre i miei ospiti a questo test e interrogarli. Può sembrare strano ma a volte sono proprio gli stranieri a pronunciare meglio il peschiciano». I clienti, insomma quel gelato, se lo devono proprio sudare, ma la spesa vale l'impresa.

In questa gelateria la «sperimentazione» la fa da padrona: «Mi piace chiamarla "centro creazioni sapori" il mio piccolo laboratorio dove tutto ciò che viene pensato e studiato si trasforma  in quel cibo "semplice e "naturale" che tanto piace a piccoli e grandi». Ed è proprio in questo laboratorio creativo che nascono gusti stravaganti come quello al caciocavallo podolico, il gelato alla Burrata di Andria e quello al grano arso, quello «del pastore» con ricotta fresca di capra, composta di pere e noci e addirittura quello alle cartellate o alla Farrata, dolce tipico della zona.

La gelateria è così particolare che anche il Gambero Rosso l'ha notata e l'ha premiata per il secondo anno consecutivo, inserendola nella nota guida che esalta le eccellenze enogastronomiche italiane.

Tra le novità della stagione 2019, Michel ci svela alcune chicche: «Preferirei che le persone vengano a scoprirlo da sole, così da poter raccontare loro attraverso un percorso gustativo, gli aneddoti e le storie che riguardano questi nuovi gusti tutti del territorio ed espressione di prodotti IGP, DOP e comunque dello slow food pugliese. Ma qualche anticipazione ve la do: potrete trovare lo «Sporcamuss» (con crema aromatizzata alla vaniglia e limone, strati di pasta sfoglia e zucchero a velo) e la «Faldacchea» (che s’ispira ad un dolce tipico delle feste nuziali con pasta di mandorle profumata alla cannella di Ceylon e zest di limone, Savoiardi allo cherry e amarene intere)». Insomma ce n'è davvero per tutti i gusti.

La gelateria, a conduzione familiare, quest'anno compie i suoi 21 anni di attività e quando chiediamo a Michel che cosa significa per lui, risponde così: il nostro gelato è  un gelato contadino che nasce dalla terra, quella vera. Qui ci piace esaltare il territorio e chi viene da noi fa un vero e proprio percorso gustativo all'interno della tradizione garganica. Non a caso su biglietti da visita e tovaglioli ho fatto scrivere che qui si gusta un gelato da ricordare».

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