Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 23:52

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La testimonianza

Ilaria Cucchi a Lecce: «Non entro in politica». Ultras cantano per lei VD

La sorella di Stefano Cucchi è stata ospite del festival Conversazioni sul Futuro insieme all'avvocato Fabio Anselmo

«Siamo tutti Stefano Cucchi»: è questo il coro con cui gli ultras del Lecce hanno accolto nel capoluogo salentino Ilaria, sorella di Stefano, e l'avvocato Fabio Anselmo. L'incontro con la donna-simbolo di uno dei casi giudiziari più noti e controversi degli ultimi anni e con il suo legale, al cinema DB d’Essai, rientrava nel fitto programma del festival Conversazioni sul Futuro, a Lecce fino a domenica. Prima la proiezione del film "Sulla mia pelle", di Alessio Cremonini, che racconta in maniera obiettiva e cruda gli ultimi giorni della vita di Stefano, poi la testimonianza di Ilaria, che ha ricordato ancora una volta la sua lotta e quella della sua famiglia contro le istituzioni alla ricerca di verità e giustizia.

«È stata fondamentale per noi, in questi 9 anni, la vicinanza delle persone che ci fermano per strada e si immedesimano nelle nostre vittorie e fallimenti - ha raccontato Ilaria - in noi rivedono il senso di frustrazione quotidiana che riscontrano nell’ostilità delle istituzioni». Spalle forti contro chi la critica, non sopporta chi va contro suo fratello, che non può più difendersi: «Cercano di colpevolizzare il morto per sentirsi distanti, forse hanno paura di fare la stessa fine».

A chi le chiede se entrerà in politica, risponde lapidaria: «Non ne ho nessuna intenzione». Di tutt’altro avviso è il legale Anselmo, secondo cui Ilaria è una donna che fa paura, e che potrebbe avere “il sacrosanto diritto di fare politica”: «Del resto voi - chiede alla platea - non vi fidereste della famiglia Cucchi?» Ilaria racconta le ultime settimane, quella tac fatta dai periti che escludeva la frattura della vertebra di Stefano, ma che si è poi rivelata un clamoroso errore, e le nuove, desiderate testimonianze, che hanno restituito alla sua famiglia la speranza di trovare la verità.

Di cosa ha paura questa donna di 38 anni, con due figli, la cui vita è cambiata per sempre il 22 ottobre di nove anni fa? «Delle minacce. Ho paura perché non mi sento protetta e tutelata, e perché chi mi minaccia probabilmente vede esempi più “in alto” che la pensano alla stessa maniera». E le trema la voce quando parla dei suoi genitori: «Stanno male. La loro vita è finita quel giorno. A volte leggo nei loro sguardi che avrebbero voluto andarsene insieme a lui. Hanno una grande forza nell’amore che li unisce, c’è una verità da portare a casa. Ma mi preoccupa quando sarà tutto finito, sopravvivere a un figlio è una cosa innaturale». Una testimonianza che fa riflettere, accolta poi da lunghi applausi, una standing ovation, il coro degli Ultras Lecce, che irrompono in sala cantando "Forza Ilaria non mollare", ed espongono uno striscione, che si conclude con le parole "Stefano vive, i morti siete voi".

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