Martedì 31 Marzo 2026 | 12:31

La banda dei ladri cerignolani sgominata a Trani: dai furti d’auto stipendi da 2.500 euro a settimana

La banda dei ladri cerignolani sgominata a Trani: dai furti d’auto stipendi da 2.500 euro a settimana

La banda dei ladri cerignolani sgominata a Trani: dai furti d’auto stipendi da 2.500 euro a settimana

 
La banda dei ladri cerignolani sgominata a Trani: dai furti d’auto stipendi da 2.500 euro a settimana

I cimiteri delle macchine smontate trovati a Bisceglie e Barletta. I sodali sapevano di essere intercettati: «Non usate il telefono»

Martedì 31 Marzo 2026, 10:34

Il pm di Trani Marco Gambardella ha chiesto e ottenuto dal gip Ivan Barlafante l’arresto di 15 persone, di cui 12 cerignolane, sospettate di far parte di una banda specializzata nella ricettazione/riciclaggio di auto e furgoni rubati nella Bat, cannibalizzati, smontati per rivenderne le singole parti. Si tratta di una delle tante «specializzazioni» della criminalità cerignolana.

L’inchiesta della Procura Trani con la Squadra mobile della Bat è il prosieguo dell’inchiesta «Stolen 1 e 2» che smantellò la filiera del riciclaggio di auto. A giugno 2024 i primi 26 arresti, tra cui molti cerignolani, accusati del furto di 45 auto di grossa cilindrata del valore di un milione. Il 12 maggio 2025 il secondo atto, con l’arresto di 24 cerignolani e 1 marocchino accusati di associazione per delinquere e ricettazione e riciclaggio di 28 veicoli rubati tra basso Tavoliere, Bat, Barese, Salento e fuori regione. 

«Il modus operandi ricostruito nel corso dell’indagine Stolen 2 è stato accertato anche in questa inchiesta: auto rubata, portata in campagna, dove si procede allo smontaggio e successivo trasporto dei pezzi a bordo di furgoni» scrive il pm nelle 321 pagine della richiesta d’arresto per associazione per delinquere finalizzata a ricettazione e riciclaggio, ora al vaglio del giudice. Nessuno degli accusati si è presentato per sostenere l’interrogatorio preventivo richiesto dalla riforma Nordio, a testimonianza dell’inutilità dello strumento.

Stando all’accusa basata su intercettazioni, video e sequestri, «l’indagine ha delineato tutti gli elementi costitutivi di un’associazione per delinquere con l’esistenza di una cassa comune; e la ricostruzione dei ruoli. Dal promotore agli organizzatori, sino ai numerosi associati ognuno con un ben distinto compito. Il gruppo dispone di molteplici luoghi e mezzi finalizzati a ricettare e riciclare i veicoli rubati». Pm e polizia ritengono che il presunto clan avesse la disponibilità di 7 tra garage, autoparchi e capannoni tra Cerignola e Trinitapoli «utilizzati per il deposito dei veicoli e delle componenti delle auto rubate». E di 12 auto e furgoni rubati «usati per gli spostamenti, per il recupero dei beni compendio di furto e più in generale per la commissione dei reati».

Il sospetto è che la banda abbia ricettato 17 auto e furgoni e 21 propulsori rubati nel 2025 nella Bat. Nel corso delle indagini sono stati ritrovati molti mezzi rubati e nel giugno 2025 tre cimiteri di auto nella zona di Bisceglie.

Dalle intercettazioni emergerebbe anche il timore di chi sentiva il fiato sul collo della Polizia, e la raccomandazione a usare poco o nulla i cellulari «perché noi lo sappiamo che il problema lo prendiamo solamente con il telefono. Lui dice che cambia il telefono, ma il telefono non lo devi usare proprio. Se non vuoi il problema il telefono non lo devi usare. Tu, io, tutti quanti noi che usiamo il telefono avremo il problema; lo capisci che oggi il mezzo per mettertelo in… è il telefono». Sempre le microspie (come quella scoperta da un indagato che portò il mezzo in un autolavaggio per la bonifica) avrebbero svelato gli stipendi corrisposti. In un colloquio due indiziati dicono di «dover fare i conti. Alberto porta tutti i conti, a me non ne frega niente perché io non me li ricordo. Io ho preso 2.500 la prima settimana, 1.500 la seconda».

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