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Gravina, il video anti-bullismo è virale

Gravina, il video anti-bullismo è virale

 
marina dimattia

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marina dimattia

L’audiovisivo prende spunto dalla protesta di un papà incatenatosi al Comune

Martedì 15 Settembre 2020, 11:48

GRAVINA - Cinquanta secondi penetranti e di forte impatto sociale, tra la presunzione di onnipotenza di un gruppo di «ragazzacci» e un coro di censure che fa da eco alla speranza.

«Il rispetto non puoi pretenderlo altrimenti vali zero»: è questa la sintesi del messaggio che l’associazione San Mich Sound ha affidato a un video diventato virale sul web, per dare musica e anima alle emozioni e prendere posizione sui recenti fatti di cronaca locale.

Sguardi di coetanei che si incrociano, con l’innocenza che lascia il posto alla cattiveria. «Il bullismo nuoce alla società in modi devastanti, sfavorisce lo sviluppo sociale ed economico, alimenta l’aggressività e la criminalità - spiegano gli ideatori del filmato lanciato nell’arena dei social affinché le condivisioni superino la paura. In questo periodo in cui Gravina è succube di eventi di bullismo e dopo i numerosi episodi di violenza, il nostro gruppo, sempre attento ai temi sociali, con la collaborazione di Tommaso Turturo, ha realizzato un vero e proprio spot per sensibilizzare le giovani generazioni su questo fenomeno. Un semplice video che sta entrando in punta di piedi nelle case per farci riflettere sul bullismo, un fenomeno sociale deviante, una forma di comportamento violento e intenzionale. È importante, a nostro avviso, tenere presente non solo bulli e vittime, ma anche gli spettatori che assistono alle prevaricazioni o ne sono a conoscenza senza fare nulla - rimarcano i promotori -. Immaginiamo un mondo più sicuro per tutti e siamo certi che quel giorno arriverà molto presto».

L’appello al buon senso firmato da San Mich Sound fa da sfondo agli atteggiamenti di prevaricazione da parte di alcune baby gang finite, da qualche settimana, per alimentare le ansie di numerose famiglie. A togliere il velo su quello che è parso a molti un malcostume radicato è stato un padre che dopo aver affisso un cartello ai cancelli della casa comunale recante le parole «esigiamo sicurezza per i nostri ragazzi», ha affidato alle catene il suo senso di rabbia mista a insofferenza per i tormenti subiti dalla figlia minorenne.

Lo scorso inverno, infatti, la 17enne era stata vittima di un gruppo di giovani teppisti, finendo all’ospedale con una costola rotta. La stessa ragazza, recentemente, ha assistito a un’altra rissa scatenata dal solito branco, rivivendo la sua aggressione e spingendo il genitore al gesto simbolico dell’incatenamento. Proprio qualche giorno fa, durante un incontro in prefettura, il primo cittadino Alesio Valente nel dare atto dell’impegno profuso dalle forze dell’ordine territoriale e dalle forze di polizia locali, ha rappresentato l’esigenza di un incremento dei controlli soprattutto nelle ore serali e notturne e nei luoghi in cui maggiormente si manifesta il fenomeno.

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