Musica

Trionfo per l'Orchestra ICO Magna Grecia nel nome di Chopin: virtuosismo, vertigine e un gioco musicale che conquista il pubblico

Redazione online (video Claudio Frascella)

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Direzione del Maestro Lomartire, al pianoforte Giuseppe Greco: applausi all'Orfeo, replica a Matera e Bisceglie

Si è svolto ieri sera al Teatro Orfeo di Taranto «Chopin Concert», appuntamento della stagione dell’Orchestra ICO della Magna Grecia diretta per l’occasione dal Maestro Maurizio Lomartire. Un programma che ha intrecciato pagine di grande repertorio e un tocco autoriale, restituendo al pubblico una serata di forte impatto emotivo e musicale. Protagonista del cuore della serata il «Concerto per pianoforte n. 2» di Fryderyk Chopin, affidato al pianista Giuseppe Greco. L’esecuzione ha messo in luce il lirismo e la cantabilità tipici del compositore polacco, unendo eleganza tecnica e intensità espressiva. Greco ha confermato la solidità del proprio percorso artistico, già attestato da riconoscimenti come il Premio Venezia e da collaborazioni di prestigio, restituendo una lettura raffinata, controllata e al tempo stesso profondamente partecipata.

Accanto a Chopin, il programma ha proposto il Preludio e morte di Isotta da Richard Wagner, pagina di straordinaria tensione armonica e teatrale. Qui l’orchestra ha espresso tutta la densità sonora e la forza drammatica della scrittura wagneriana, costruendo un climax di grande suggestione. A completare il quadro, l’inedito e brillante «Un pasticcio all’italiana», omaggio dello stesso Lomartire allo stile leggero e inventivo di Mendelssohn, ha offerto un momento di equilibrio e ironia colta, dimostrando la versatilità della compagine orchestrale. «Da un lato il lirismo virtuosistico di Chopin, dall’altro la vertigine wagneriana. Nel mezzo, il mio personale gioco musicale», ha spiegato il direttore, sintetizzando l’idea di un concerto concepito come dialogo tra stili e linguaggi differenti.

La replica è attesa stasera all’Auditorium Gervasio di Matera, quindi domani al Teatro Garibaldi di Bisceglie, per un trittico che conferma la solidità della proposta artistica e la capacità dell’Orchestra della Magna Grecia di unire repertorio classico e sensibilità contemporanea in un’unica, coerente visione musicale.

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