Martedì 09 Agosto 2022 | 07:21

In Puglia e Basilicata

La canzone

«Caffè», il barese Maninni canta la gioia di condividere i bei momenti con semplicità

Il brano è scritto insieme a Luca Giura (Molla) e prodotto dall'artista insieme ad Andrea Fusini

18 Luglio 2022

Bianca Chiriatti

Si chiama «Caffè» il nuovo singolo del cantautore barese Maninni, nome d'arte di Alessio Mininni, scritto insieme a Luca Giura (Molla) e prodotto dallo stesso artista con Andrea Fusini. Un brano diretto, semplice, che parte dall'immagine di un gesto comune come quello di prendere un caffè per rappresentare ideali di spensieratezza e condivisione. Una canzone nata durante il lockdown che ha trovato la luce molto tempo dopo, quando si è finalmente riscoperto il piacere anche di bere un semplice caffè con gli amici.

Alessio, anche tu se non bevi il caffè la mattina non riesci a carburare?

«Non posso prenderne tanti per il reflusso, ahimè, ma sono un grande fan. Inizialmente questo pezzo era una ballad, non aveva quel ritmo e sapore d'estate. Stufi dalla noia del lockdown abbiamo cominciato a produrlo a distanza io e Andrea (Fusini), abbiamo passato tre o quattro giorni in videochiamata senza mai fermarci, pranzavamo insieme davanti al computer, è stato un momento molto divertente. Quando è arrivato poi il momento di registrare le voci, ho improvvisato lo studio con un paio di pannelli in cameretta, e anche nella versione definitiva sono rimaste quelle, non le abbiamo toccate. Ho voluto esprimere un pensiero riguardo a qualcosa che ci circonda, ho pensato al mondo fuori, al bisogno di leggerezza senza troppe paranoie».

Hai scritto il brano insieme a Molla, nome molto noto nel panorama musicale regionale

«L'ho conosciuto poco prima dell'emergenza sanitaria, abbiamo fatto due chiacchiere ed è nata una bella empatia tra artisti e persone che vivono la musica nella stessa maniera. Ecco perché un giorno abbiamo deciso di fare qualcosa insieme, ed è nata "Bari NY", fino poi a questa "Caffè"».

Come ti sei avvicinato alla musica e quando hai capito che era diventata un lavoro?

«Avevo circa 9 o 10 anni quando mio padre mi comprò una chitarra classica. Sono cresciuto in una famiglia di appassionati, ma nessuno faceva questo di professione. Io volevo trovare un hobby diverso da quello dei miei amici che passavano le giornate in piazzetta a giocare a calcio, nella musica ho trovato quello sfogo che mi mancava. Ho poi studiato al liceo musicale, inizialmente non volevo cantare, ma poi ho cominciato a scrivere ascoltando i cantautori italiani. E quando ho iniziato a calcare i primi palchi ho capito che stavo bene, mi sentivo me stesso al 100%, riuscivo a esprimermi e non avrei mai potuto fare altro nella vita».

Chi sono state le tue ispirazioni?

«Il primo cantautore che mi ha fatto avvicinare alla musica è stato Ligabue, tanto che in "Caffè" dico ripetutamente "Fuori come va?" che è un po' una citazione dei suoi pezzi degli ultimi anni '90. Poi ho ascoltato tanto Dalla, Rino Gaetano, Cesare Cremonini. Quest'ultimo mi piace molto, è un artista completo, si vede che ama quello che fa con spontaneità e leggerezza».

Che progetti hai per il prossimo futuro?

«Ho un bel po' di brani nel cassetto, sto lavorando a nuova musica evolvendo un po' il sound, anche se credo molto nella coerenza sonora di un progetto. Continuano comunque le collaborazioni con nuovi autori su nuovi brani».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725