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In Puglia e Basilicata

mobilità

Comuni «fuorilegge»: uno su cinque tace sui soldi delle multe

autovelox

Foggia e Matera nella black list. Per legge gli enti devono comunicare dove finiscono i proventi

04 Giugno 2022

Paolo Ciccarone

Il 20% dei comuni italiani non ha presentato la rendicontazione  relativa all’uso corretto dei proventi delle multe stradali. E ad oggi risultano ancora inadempienti ben 15 amministrazioni provinciali, 3 città metropolitane e 317 unioni di comuni.  Con una cifra già stimata di circa 3 miliardi di euro.

In base ai numeri che emergono da un rapporto fornito dal Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile alla Commissione Trasporti di Montecitorio relativamente ai dati del 2020,  ad oggi 1.556 comuni (il 19,7% del totale) non hanno fornito la rendicontazione relativa alle multe elevate per violazioni al Codice della strada, nonostante la legge imponga a ciascuna amministrazione di consegnare al governo  entro il 31 maggio di ogni anno (ora 30 giugno in base al nuovo Dl infrastrutture in vigore da novembre scorso)   una relazione telematica sugli introiti delle sanzioni stradali, anche quelle elevate tramite autovelox, e di pubblicare sul sito dell’amministrazione locale i dati contenuti nella relazione stessa entro un mese dalla data di consegna.

Il Mims studia una contromossa: «Qualora l’ente non trasmetta la sopra menzionata relazione ovvero utilizzi i proventi in modo difforme da quanto previsto dal codice della strada, la percentuale dei proventi spettanti è ridotta del 90 per cento per ciascun anno per il quale sia riscontrata una delle predette inadempienze».

Tre città metropolitane (Catania, Messina e Reggio Calabria)  risultano inadempienti, così come 15 amministrazioni provinciali fra cui in Puglia spicca Foggia e Matera in Basilicata. Eppure il business delle multe rappresenta un «tesoretto»  che, come detto, vale  circa 3 miliardi di euro annui in Italia,  alimentato da ben  2,5 milioni di contravvenzioni: Di queste, ogni anno, secondo i dati Aci-Istat,  sarebbero elevate dai circa  8mila autovelox installati sul territorio.

Rispondendo ad una interpellanza urgente di Forza Italia -  primo firmatario, Simone Baldelli  - il Governo ha risposto che in caso di inadempimento relativo alla mancata trasmissione della relazione con i dati di utilizzo, o qualora emergano usi impropri da quanto previsto dal codice della strada, «la percentuale dei proventi spettanti è ridotta del 90% per ciascun anno per il quale sia riscontrata una delle predette inadempienze». Circostanza che per il Governo «rilevano ai fini della responsabilità disciplinare per danno erariale e devono essere segnalate al procuratore regionale della Corte dei conti».

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