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Tentato omicidio a Bari in via Timavo, giovane colpito a gambe e schiena: arrestati quattro presunti responsabili, vicini al clan Palermiti

Tentato omicidio a Bari in via Timavo, giovane colpito a gambe e schiena: arrestati quattro presunti responsabili, vicini al clan Palermiti

 
Redazione online

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 Bari, sul ferimento di Picone l’ombra dei clan di Japigia

I fatti il 28 dicembre 2023, le accuse sono di tentato omicidio premeditato aggravato dalle modalità mafiose. La vittima sarebbe stata colpita per contrasti interni legati al controllo delle attività illecite nel quartiere

Martedì 02 Dicembre 2025, 08:54

10:26

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di quattro persone ritenute responsabili, a vario titolo, di tentato omicidio premeditato e detenzione e porto illegale di arma da fuoco, aggravati dalle modalità mafiose.

Le indagini, condotte dal Nucleo Investigativo dell’Arma e coordinate dalla DDA, sono state sviluppate attraverso servizi di osservazione, pedinamenti, attività tecniche e riscontri investigativi forniti anche dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Particolarmente rilevante anche la testimonianza di un militare dei Carabinieri che, per caso, aveva assistito alla scena dell’agguato.

Gli arrestati sarebbero appartenenti alla compagine del quartiere Carrassi del clan Palermiti, attivo su Bari e provincia. Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip, il movente dell’azione armata risalirebbe a contrasti interni per il controllo delle attività illecite nella zona. La vittima, approfittando della detenzione del referente del quartiere, avrebbe tentato di espandere la propria influenza, generando la reazione violenta del gruppo rivale.

L’agguato risale al 28 dicembre 2023. Intorno alle 20, in un’area molto frequentata tra via Timavo, via Petrera e via Montegrappa, la vittima stava percorrendo l’incrocio a bordo di un motociclo quando fu raggiunta da un commando. Uno degli indagati avrebbe esploso almeno quattro colpi di arma da fuoco, mettendo a rischio anche ignari passanti e residenti.

Secondo gli investigatori, l’azione armata sarebbe stata pianificata e organizzata con modalità tipiche delle consorterie mafiose, con un chiaro intento punitivo nei confronti della vittima.

È importante ricordare che il procedimento è nella fase preliminare. Dopo l’esecuzione della misura cautelare, seguiranno l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati. L’eventuale colpevolezza dovrà essere accertata in sede di processo nel pieno contraddittorio tra le parti.

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