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In Puglia e Basilicata

LA CONNESSIONE VELOCE

Fibra ottica «sociale», la Puglia è ultima

Fibra ottica «sociale», la Puglia è ultima

La fibra ottica sociale va a rilento in Puglia

A rilento i cantieri (50%) nelle aree bianche, quelle poco redditizie. Va meglio persino la Calabria e in Basilicata lavori spediti

19 Agosto 2022

Nicola Pepe

Tecnicamente si chiamano «aree bianche» e sono quelle di scarso interesse per i big delle Telco perché non sono fonte di grossi guadagni. Per questo, ci pensa lo Stato attraverso il cosiddetto Piano della Banda ultra larga avviato nel 2016 per garantire, con due miliardi di euro di finanziamento, la copertura con la fibra tramite il soggetto attuatore Infratel (società in house del Ministero dell'economia del gruppo Invitalia), con le società concessionarie, in primis Open Fiber.

15% di immobili

Tuttavia in Puglia, a due anni e mezzo dal via libera per i lavori della «Bul», non mancano le note dolenti, talvolta con situazioni a macchia di leopardo. Mentre infatti le «aree grigie» e «nere» (quelle redditizie in cui sono attive più operatori) sono in fase avanzata toccando punte di oltre il 98% in comuni come Bari, quelle bianche sono indietro e, come documenta l'ultimo aggiornamento di Infratel, il tacco d'Italia è annotato come zone rossa con uno stato di avanzamento dei cantieri pari alla metà, la situazione peggiore di tutto il territorio nazionale. Su 65.483 unità immobiliari pianificate, 50.194 in fase di progettazione esecutiva, 8.095 in lavorazione, mentre appena 8.270 risultano collaudate, il 15% (per Open Fiber sarebbero poco più di 14mila quelle già pronte). Ricapitoliamo: per le aree bianche, lo Stato ha messo sul piatto poco più di 34 milioni di euro per coprire un numero pari a oltre 65mila unità immobiliari. Sulle aree grigie e nere, invece, big come Open Fiber e Telecom hanno investito qualcosa come un miliardo di euro tra Puglia e Basilicata con operazioni di project financing grazie anche a risorse arrivate da banche internazionali.

Maglia nera nazionale

Ma le opere pagate dallo Stato, finalizzate a garantire l’accesso a internet veloce anche ai meno «fortunati», procedono a rilento e collocano la Puglia come fanalino di coda. Colpa delle autorizzazioni, dei soliti cavilli burocratici, della carenza di manodopera o forse del ritardo con cui sono partiti gli interventi? Forse, anche se Calabria e Sardegna - che fanno parte della stessa gara della Puglia e quindi hanno le stesse tempistiche - sono più avanti probabilmente grazie a un'attenzione della classe politica territoriale.

Sta di fatto che in città come il capoluogo pugliese, tra i primi in Italia per connessione superveloce in aree nere (quelle più redditizie!), in alcune zone la fibra è un miraggio: è il caso di porzioni di territorio di Palese-Santo Spirito, San Paolo-Stanic-Villaggio del lavoratore, Japigia-Torre a Mare dove sono previste poco meno di 400 unità immobiliari. Una goccia nel mare, si potrà dire, ma se è stato previsto e soprattutto lo Stato ha investito i soldi, i lavori vanno fatti.

La guerra dei civici

Insomma, non è raro ritrovarsi in uno stesso comune aree a totale copertura (e sono quelle di grande interesse per gli operatori delle telecomunicazioni) e quelle un po'... marginali dove è garantito l'intervento/copertura dello Stato per evitare divari territoriali. Per essere più chiari, all'interno dello stesso comune ci possono essere situazioni differenti in un singolo quartiere o addirittura nella stessa strada (soprattutto nei piccoli centri) dove si arriva alla conta dei numeri civici coperti. Bari, è in buona compagnia tra i grandi centri in cui non sono partiti i lavori delle aree bianche: a Taranto (Paolo VI o Tamburi-Lido Azzurro) i cantieri sono praticamente a zero (si parla di poco più di 600 unità immobiliari per le aree bianche). A conti fatti, la Puglia registra il 51% dei cantieri (come detto la peggiore performance nazionale) con una situazione nelle varie province che vede solo 11 comuni del Barese (su 41) con uno stato «terminato» (che senza il collaudo non significherebbe nulla), il Brindisino con 7 comuni su 20, il Foggiano 9 su 56, il Leccese 40 su 70 e il Tarantino 9 su 26. Open Fiber, che si è aggiudicata la gara della Puglia, dovrà recuperare il tempo perso ottimizzando il più possibile le risorse a disposizione perché entro giugno del prossimo anno si è impegnata a chiudere definitivamente tutti i cantieri. Al 30 giugno scorso, come conferma il report di Infratel pubblicato a fine luglio, risultano elevate complessivamente penali per oltre 43 milioni di euro per ritardi nelle progettazioni (definitive ed esecutive) e nei collaudi.

Basilicata a regime

Per quanto riguarda la Basilicata, invece, in una trentina di comuni (28 per l'esattezza) risultano in fase di progettazione le aree bianche, ma in realtà i progetti sarebbero stati stralciati dal Piano Bul perché è stato verificato che probabilmente i numeri civici da coprire con le aree bianche erano inferiori al 5% di quelli totali. Tuttavia, la Basilicata risulta in uno stato avanzato dei cantieri pari al 98%.

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